LILLYBILDERBERG AL TG1? PER UN TG “SGANCIATO DAI PARTITI”, L’IDEA DI LILLIBOTOX, EX EURODEPUTATA DEL PD, E’ PERFETTA! - MONTI FISCHIA IL RIGORE: 3 MILIONI IN MENO PER LE SPESE DEL CDA (SAI CHE TAGLIO!) - BERLUSCONES TARANTOLATI! PDL IN ARMI CONTRO LA RIFORMA DELLA GOVERNANCE, CHE METTE (QUASI) TUTTO NELLE MANI DELLA PRESIDENTE - QUANDO VERRA’ CANCELLATA LA RAI SARA’ SEMPRE TROPPO TARDI…

1 - MONTI CALA LA SCURE SUL CONSIGLIO...
Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

La spending review della Rai è già cominciata. Così come il clima di scontro che il Pdl intende istituzionalizzare dentro il nuovo consiglio di amministrazione. Stavolta però con gli scarni numeri della minoranza. Subito 3 milioni di tagli alle spese di gestione del Cda. Significa che i membri perderanno status symbol e privilegi. Via l'auto blu 7 giorni su 7, abolite le carte di credito, stop ai distacchi interni e agli assistenti portati da fuori, fine delle spese di rappresentanza.

In più lo stipendio base del consigliere viene decurtato del 30 per cento. Passa da 98 mila euro a 65 mila circa. Le deleghe lo faranno lievitare un po', ma il punto di partenza si riduce drasticamente. Sono le prime mosse dell'azionista di Viale Mazzini, ossia il Tesoro. Che ha un nome e un cognome: Mario Monti. Le ha comunicate ieri il dirigente incaricato di Via XX settembre nel corso dell'assemblea dei soci chiamata a confermare la nascita del nuovo consiglio.

È già una piccola rivoluzione che colpisce la zona grigia dei benefit. Alla Rai sono da sempre molto ambiti per il loro valore economico e perché rappresentano un biglietto da visita. Il governo ha anche comunicato formalmente quali saranno i nuovi poteri del presidente Anna Maria Tarantola, per ora solo designata. Per i contratti sotto i 10 milioni basta la sua firma. Finisce l'era delle estenuanti trattative in consiglio. Che a questo punto non avrà più bisogno di riunirsi ogni settimana.

Fiction, programmi, contratti delle star: in larga parte saranno sotto il diretto e unico controllo di Tarantola. A lei spetteranno anche le nomine dei dirigenti di primo e secondo livello non editoriali. Restano quindi fuori dai "pieni poteri" i posti di direttore di tg e di rete, ma resta dentro tutta la struttura amministrativa dell'azienda, dal capo del personale alla pianificazione al controllo finanziario. Nella Rai prima degli "alieni" anche queste caselle erano merce di scambio tra i partiti entrando nel grande risiko delle compensazioni.

La mini riforma della governance, che corrisponde alle deleghe del numero uno, era già stata annunciata da Monti quando presentò i nuovi vertici Tarantola e Luigi Gubitosi,
direttore generale. Ma adesso l'indirizzo è stata formalizzato in una sede ufficiale. Scatenando le prime reazioni. Guglielmo Rositani, consigliere confermato in quota ex An, ha fatto mettere a verbale che le modifiche statutarie di Monti sono «contro la legge». Siamo all'antipasto di una "guerra" senza quartiere che il centrodestra prepara da giorni.

Eppure il governo non mostra nessuna prudenza. Sa bene che sulla Rai pende la minaccia estrema dei berlusconiani: fare qualche scherzo nel corso della votazione del presidente in commissione di Vigilanza. Per ratificare la decisione di Palazzo Chigi servono 27 voti e quindi il consenso pieno di Pdl e Lega. «Non è detto che ci siano», continuano a ripetere i fedelissimi del Cavaliere. Ma il segnale lanciato ieri dal ministero dell'Economia lascia capire che il premier non è affatto spaventato.

Brucia i tempi e vuole mandare segnali precisi. Contenimento dei costi e basta sprechi. Tarantola sta già lavorando al suo primo discorso da presidente davanti ai consiglieri. Non sarà un atto formale. «Da quelle parole si capirà come vogliamo cambiare la Rai». Il neopresidente sa bene che un'impresa così grande non si governa solo predicando l'austerity. Ha imparato a conoscere le aziende quasi più delle banche nel corso della sua esperienza a capo della Vigilanza di Bankitalia. «Razionalizzazione e rilancio», sarà la base del suo programma.

E il taglio ai compensi dei consiglieri serve a far capire che stare nel cda Rai non è un lavoro, che quell'organismo avrà un ruolo meno fondamentale. Le scelte del governo sono destinate ad alimentare la rabbia del Pdl. Nei corridoi di Viale Mazzini c'è chi scommette sul fallimento del piano di Palazzo Chigi. O perlomeno su un suo ridimensionamento.

Ma oggi la maggioranza è in mano ai membri del cda indicati dall'esecutivo, a quelli delle associazioni votati dal Pd e al consigliere dell'Udc. La Rai può diventare il primo grande esperimento postberlusconiano dopo il governo tecnico. Per quello è esposto agli attacchi di quel mondo. Ma per lo stesso motivo non può e non deve fallire nelle intenzioni di chi sogna il superamento del Cavaliere.

2 - E ORA PER LA GUIDA DEL TG1 SPUNTA LILLI GRUBER...
Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

Da giorni si moltiplicano le voci sulla prima nomina dei nuovi vertici Rai. Cambiare Viale Mazzini significa anche cambiare i volti, non solo correggere i conti. E non c'è posto più visibile della direzione del Tg1. Alberto Maccari è in scadenza di contratto. A dicembre uscirà dall'azienda. Per la sua sostituzione è spuntato a sorpresa il nome di Lilli Gruber. Sarebbe un clamoroso ritorno.

Il profilo della conduttrice di Otto e mezzo, ex anchor-woman del Tg1, sembra perfetto per un governo guidato da Mario Monti. Esperienza internazionale, curriculum da inviata, alcuni anni a Bruxelles come eurodeputata del Pd, consensi trasversali nel mondo della politica, di madre lingua tedesca che in tempi di spread può diventare un valore aggiunto. All'ultimo appuntamento è stata anche invitata dal gruppo Bilderberg, la sede informale in cui si incontrano i banchieri, economisti e politici più influenti del pianeta.

È un incontro che ha visto per molti anni ospite fisso Monti. Con la Gruber, il Tg avrebbe un respiro più europeista e globale, quindi più sganciato dai partiti e più vicino ai dossier che il governo è chiamato a maneggiare ogni giorno. Identikit non significa candidatura certa. Ma è vero che Palazzo Chigi preferirebbe un telegiornale della rete ammiraglia
diverso dai canoni classici e lontano dagli equilibri delle forze politiche.

Del resto, uno dei pochi inviti televisivi accettati da Monti è stato quello della Gruber su La7. Il cambio della guardia potrebbe avvenire in autunno e la nuova direzione condurrebbe il Tg1 verso le elezioni del 2013, momento cruciale del sistema dopo la cura tecnica. Altra nomina a breve sarà quella a Raidue. Pasquale D'Alessandro, dirigente molto stimato, ha fallito la battaglia degli ascolti. La rete perde pubblico e pubblicità. Si dice a Viale Mazzini che D'Alessandro abbia addirittura già inviato la lettera di dimissioni. Resteranno ai loro posti invece gli altri direttori di rete.

Il rinnovamento al Tg1 apre di solito un giro vorticoso di sostituzioni anche negli altri Tg. Questa è la regola della Rai. O meglio, della vecchia Rai. Al Tg2 e al Tg3 infatti sono sicuri che non ci saranno sconvolgimenti, che un eventuale rivoluzione non potrà avvenire prima del 2013, ovvero dopo le elezioni. Ma la partita è appena cominciata e a Viale Mazzini non sono così sicuri che gli "alieni" faranno la fine del marziano di Flaiano, che dopo l'effetto iniziale viene snobbato da tutti e se ne torna sul suo pianeta. Tarantola e Gubitosi vogliono durare.

 

Lilly Gruberlilli-gruberMARIO MONTI SI PETTINAmonti mario TARANTOLA GUBITOSITARANTOLA GUBITOSIguglielmo RositaniALBERTO MACCARI ALBERTO MACCARIpasquale d'alessandro e paolo ruffiniaug29 paolo ruffini augias pasquale dalessandro

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...