A COLPI DI GOSSIP LE DONNE SI FECERO STRADA NEI GIORNALI IN MANI AI MASCHIETTI – LE GIORNALISTE ERANO COSTRETTE A OCCUPARSI SOLO DI STORIE TRISTI, ELSA MAXWELL, LUELLA PARSONS, EDDA HOPPER SI VENDICARONO DIVENTANDO LE REGINE DEL PETTEGOLEZZO

Irene Bignardi per “la Repubblica

 

ELSA MAXELL E MARILYN MONROEELSA MAXELL E MARILYN MONROE

Ricordate l’inizio di L’impareggiabile Godfrey , una delle grandi commedie “sociali” (e divertentissime) degli anni Trenta? In quella formidabile sequenza, vediamo due belle signore (l’incantevole Carole Lombard e la sua sofisticata sorella, nel film, Gail Patrick) arrivare tutte chic, in abito da sera, in una bidonville sull’East River di Manhattan, popolata di poveracci vittime della crisi del’29, e contendersi un barbone (il meraviglioso William Powell, di cui giustamente Carole Lombard immediatamente si innamora), per portarlo come “ritrovamento” di una caccia al tesoro al Waldorf Astoria, dove un giudice valuta la rarità dei reperti: capre, scimmie, barboni finti, barboni autentici: e “forgotten men”, come il nostro William Powell.

 

Volete sapere come va a finire? La caccia al tesoro, la “scavenger hunt”, la vince Lombard con il suo autentico, fascinoso poveraccio, che, assunto come maggiordomo dalla famiglia di lei e trovata una spinta a ricominciare, lei alla fine sposerà.

 

Hedda HopperHedda Hopper

Un mondo dominato da un’alta società decisamente eccentrica che ritroviamo adesso in Party - L’arte del divertimento (pagg. 266, euro 17,50, pubblicato qui in Italia da Elliot), summa dell’arte sociale della giornalista americana Elsa Maxwell (1883-1963), la lingua temibile che per anni, tra Europa e America, dettò le regole del gioco mondano, facendo la fortuna e la sfortuna sociale di chi aspirava al successo.

 

Una specie rarissima, all’epoca, quella della cronista donna. Costretta a muoversi, in America e non solo, in un mondo dell’informazione totalmente maschile. Elsa, comunque, non era sola. Le altre, le sue colleghe della stessa generazione, si chiamavano “sob sisters”. Le grandi pettegole di Hollywood, e non solo. 

 

Le giornaliste che, in quanto femmine, non riuscivano a ottenere missioni dure e interessanti come quelle degli uomini, e venivano relegate ai casi commoventi, alle storie lacrimose, al fattore umano. Un personaggio come quello di Hilda del film La signora del venerdì di Howard Hawks, scatenata cronista di nera afflitta dal sacro fuoco del mestiere, non poteva esistere, nella realtà. Le donne dovevano far piangere.

 

Louella 
Parsons
Louella Parsons

Pare che la locuzione “sob sister” sia stata coniata nel 1907 durante il processo al miliardario Harry K. Thaw accusato dell’assassinio dell’architetto Stanford White, che lui sospettava fosse l’amante della moglie, la bella Evelyn Nesbit. Quattro giornaliste — tra cui Winifred Black, collaboratrice dei giornali di Hearst e di altre testate, con diversi pseudonimi — erano raccolte tutte commosse (Stanford White era molto bello) intorno a un tavolo. Qualcuno parlò dei loro singhiozzi (che in americano suonano “sob sob”, come nei fumetti).

 

Il nome rimase, ed entrò nei dizionari dello slang a partire dal 1925 come «un reporter donna che si rivolge alla simpatia di lettori con i suoi resoconti di avvenimenti patetici ». Ma i “sob”, i singhiozzi femminili, si trasformarono lentamente in cattiverie, pettegolezzi, cronache rosa, cronache cinematografiche. Le sob sisters, per ribellione, invasero il terreno del gossip: con la parola “sob” che lascia il significato di singhiozzo per diventare, nell’interpretazione maliziosa (e sessista) di alcuni, l’acronimo inglese di “figlie di...”.

 

E dunque in attesa delle Clare Booth Luce e delle Katharine Graham, grandi figure del giornalismo femminile “serio” della generazione successiva, la strada fu aperta da pioniere come Elsa Maxwell. O come Louella Parsons, che con i suoi articoli e le sue recensioni era temutissima da registi, produttori e star del cinema. Ma c’era ancora posto per le lacrime e il caso umano. Ed è Hedda Hopper, bella, perfetta, elegante nel ruolo di se stessa che vediamo piangere, emettendo degli eleganti “sob sob”, mentre Norma Desmond fa la sua ultima, drammatica apparizione pubblica nel grandioso finale del film Viale del Tramonto.

Winifred 
Black 
Winifred Black

 

Il fascino estetico, invece, non è certo il forte di Elsa Maxwell. Nata nella provincia americana dello Iowa, afflitta da una eccezionale, straordinaria bruttezza, e famosa, come Paris Hilton, per essere famosa. Proprio per quest’ultima sua caratteristica, il suo libro Party, la svela come compiaciuta osservatrice di un’irreale mondanità. Parla di un mondo astrale. Spiega, dalla sua esperienza di organizzatrice di feste, come mettere a sedere a tavola duchi e duchesse (si sa che gli americani sono più che mai sensibili ai riti dell’aristocrazia europea, vera o finta che sia).

 

Il tutto in un continuo name dropping (o dell’arte di citare gli amici e i conoscenti vendendo al meglio le proprie relazioni): con un indice dei nomi che va da Marcel Achard alle ricette di Mrs Zanuck (per non dire di quelle della stessa Maxwell, che hanno la pericolosa tendenza a impiegare un panetto di burro tanto per cominciare), da Charles Beistegui, il miliardaio che ospitò il famoso ballo veneziano di Palazzo Labia, a Cole Porter, dichiaratamente adorato dall’autrice, da Maria Callas all’Aga Khan, da Noel Coward a Marilyn Monroe, da Hollywood all’Europa. 

 

ELSA MAXELLELSA MAXELL

Dietro questo manuale di futile e costosa mondanità c’è però un per- sonaggio molto più affascinante delle sue tremila feste, tra cui quella, celeberrima, in cui gli invitati dovevano travestirsi come una persona che odiavano (lei si travestì da Farouk, e non fu perdonata). Elsa Maxwell rappresenta il caso di una vita segnata da dei pesanti handicap di partenza che la forza di volontà, l’ambizione, l’intelligenza hanno cancellato.

 

Una ex cantante, ex impresario teatrale, ex giornalista, ex commentatrice di costume, ex sob sister (o cronista di casi commoventi), che aveva trovato il suo vero talento come promotrice dell’impalpabile nulla della mondanità. Una inguaribile snob (anche se lei negava) che ha fatto dimenticare le sue origini non propriamente aristocratiche e che, complice il mezzo televisivo, è entrata in ogni casa.

ELSA MAXELL E MARILYN MONROEELSA MAXELL E MARILYN MONROE

 

Vero. Le regole che detta il suo libro sono obsolete (ma almeno una è interessante: sapete che durante il primo piatto si deve parlare al vicino di sinistra per poi passare, alla seconda portata, a quello di destra, e via alternando, in modo che nessuno resti tagliato dalla conversazione?). Le ricette sono pesanti. Il suo tempo, lontano. Ma non c’è dubbio: Elsa Maxwell si divertiva. O sapeva nascondere molto bene che non si divertiva. E sapeva emergere in un mondo tutto maschile. Lei, così come le sue pioneristiche colleghe Sob sisters.

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…