anschluss nazismo austria

I PECCATI ORIGINALI DEI TEDESCHI - IL ROMANZO “L’ORDINE DEL GIORNO” DI ÉRIC VUILLARD RICOSTRUISCE L’ANNESSIONE, SENZA COLPO FERIRE, DELL’AUSTRIA DA PARTE DELLA GERMANIA NAZISTA - E RIAPRE UN CAPITOLO SCOMODO PER I CRUCCHI: COME L’ALTA FINANZA E LA GRANDE INDUSTRIA APPOGGIARONO HITLER E SFRUTTARONO, COME SCHIAVI, I PRIGIONIERI DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Alessandro Gnocchi per www.ilgiornale.it

 

ERIC VUILLARD - L ORDINE DEL GIORNO

Come si perde la libertà? Prima un po' alla volta, una piccola concessione dopo l'altra. E infine tutta assieme, in un ultimo micidiale colpo. Il massimo è convincere il nemico che la libertà sia un fardello troppo pesante da sopportare. Il nemico, convinto, depone il fardello ai piedi dell'invasore, affinché lo possa calpestare. La mossa riuscì a Hitler con gli austriaci. Prima umiliò il dittatore cattolico Schuschnigg, poi prese per la gola il vecchio presidente Miklas.

 

Inglesi e francesi intanto fingevano di non vedere. Peggio. Una parte di inglesi era convinta che Hitler fosse il giusto argine al comunismo e perorava la sua causa. Torniamo in Austria. Quando tutti i posti di potere furono occupati da nazisti, Hitler decise che era tempo di annettere la natia Austria alla Germania. Non un colpo di fucile fu sparato. I nazisti finsero di essere chiamati dal presidente del Consiglio, la marionetta Arthur Seyss-Inquart.

 

L ANNESSIONE DELL AUSTRIA DA PARTE DEI NAZISTI

L'11 marzo 1938, i panzer entrarono in Austria e si trovarono davanti a un guaio serio: la mancanza di carburante. Erano attesi a Vienna da una folla in adorazione degli invasori, che aveva scambiato per liberatori. L'attesa fu lunga, a causa dell'ingorgo nelle primaverili ma ancora gelide campagne austriache. Oggi vediamo i cinegiornali dell'epoca. L'armata di Hitler pare invincibile e inarrestabile. Ma quel giorno era tutt'altro che rodata. La teoria del generale Guderian, il blitzkrieg, l'attacco a sorpresa, era appunto ancora una teoria. Hitler si infuriò.

 

I viennesi dunque accolsero a braccia aperte i nazisti. Il plebiscito di aprile vide il 99,75 per cento degli austriaci scegliere l'Annessione. Ma in quel periodo ci fu anche un picco di suicidi. Difficile sia un caso. Qualcuno, osservando gli ebrei presi a calci dai passanti, aveva già capito cosa sarebbe successo: e decise di non partecipare. Sul palcoscenico della storia, sfilano i politici.

 

L ARRIVO DI HITLER A VIENNA

La volgarità di Göring, la passione di Ribbentrop per il tennis, i discorsi da psicopatico di Hitler. Ma ci sono anche personaggi minori eppure importanti come il boia di Norimberga, tale John C. Woods. E che dire di Schuschnigg? Dopo sette anni di carcere, si trasferirà negli Stati Uniti dove condurrà una vita da cittadino modello. Alle loro spalle, come tragiche comparse, ci sono i popoli trascinati nel massacro che pose fine alla grandezza dell'Europa.

 

La storia dell'Annessione è raccontata da Éric Vuillard nel romanzo L'ordine del giorno (edizioni e/o, pagg. 138, euro 14) vincitore del prestigioso Premio Goncourt nel 2017. Vuillard sceglie una strada difficile: romanzare la storia senza inventare e senza un personaggio principale. Ogni quadro diventa dunque un ammonimento e lo spunto per una riflessione. Un modo di procedere vicino a quello di Antonio Scurati in M. Il figlio del secolo (Bompiani), il bestseller dedicato alla vita di Benito Mussolini. I due libri testimoniano una nuova sensibilità verso la storia.

L ANNESSIONE DELL AUSTRIA DA PARTE DEI NAZISTI

 

La quantità di problemi affrontati da L'ordine del giorno, nonostante sia stringato, è infinita. Scegliamo dunque di affrontarne uno in particolare perché Vuillard lo pone in apertura e chiusura del romanzo. All'inizio del libro, vediamo una raccolta fondi orchestrata da Göring e Hitler in persona. Sono presenti ventiquattro facoltosi industriali tedeschi. Rappresentano marchi come BASF, Bayer, Agfa, Opel, IG Farben, Siemens, Allianz, Krupp.

 

Sono gli stessi che oggi ci forniscono tutto quanto occorre nella quotidianità, dal tostapane all'automobile. Alla fine del romanzo, il lettore viene a sapere come le aziende abbiano approfittato del Terzo Reich per ottenere schiavi da sfruttare senza pietà. La Krupp aveva «noleggiato deportati da Buchenwald, Flossenbürg, Ravensbrück, Sachsenhausen, Auschwitz».

 

adolf hitler

Non era un caso isolato. «La BMW si serviva a Dachau, Papenburg» e altri lager. L'Agfa si riforniva di forza lavoro a Dachau. La Shell a Neunegamme. E così via: l'elenco degli schiavisti è impressionante. Dunque industria e alta finanza si schierarono compatte per il nazismo e il razzismo (utilissimo, abbiamo visto, per produrre schiavi).

 

Infine una nostra considerazione. Veniamo all'attualità. L'industria e l'alta finanza sostengono l'immigrazione, accusando di razzismo chiunque osi obiettare. Una inversione di rotta completa. Chiediamoci perché. Le risposte potrebbero non piacerci. Forse non è tutta filantropia. Forse qualcuno scommette sulla manodopera africana. È clandestina, abbondante, disposta a tutto, sottopagata e soprattutto priva delle garanzie ottenute dai lavoratori europei. Forse qualcuno spera di far saltare il diritto del lavoro, scatenando la guerra tra poveri. Forse sui barconi dall'Africa ci sono i nuovi schiavi.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…