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“LE PERSONE NON PERCEPISCONO L'EFFETTO DISUMANIZZANTE DELLA TECNOLOGIA E DEL MERCATO” - IL TEORICO DEI MEDIA, DOUOGLAS RUSHKOFF: “FACEBOOK PUÒ SAPERE CON CIRCA L'80% DI PRECISIONE SE SI STA PER INIZIARE UNA DIETA, DIVORZIARE O FARE COMING OUT. USANO LE TUE ATTIVITÀ PASSATE PER PREVEDERE I TUOI COMPORTAMENTI FUTURI O MANIPOLARLI - LA RIVOLUZIONE DIGITALE È UN MOVIMENTO CONSERVATORE. SI TRATTA DEL CAPITALISMO CHE COMBATTE PER EVITARE DI ESSERE CAMBIATO. È LA BATTAGLIA DEI RICCHI CONTRO LA PROPRIETÀ DISTRIBUITA”

Angelo Paura per “il Messaggero”

 

DOUGLAS RUSHKOFF TEAM HUMAN

Douglas Rushkoff è teorico dei media tra i più critici del potere della Silicon Valley e professore al Queens College di New York. In “Team Human”, il suo ultimo libro, racconte come la tecnologia sia diventata uno strumento per reprimere e isolare, pur essendo stata pensata per l’esatto contrario: connettere.

 

Che cosa significa Team Human?

«Team Human è un modo per dire che essere umani è uno sport di squadra. In questo momento ci troviamo sotto attacco. La maggior parte delle persone non riescono a percepire l' effetto disumanizzante della tecnologia e del mercato, nel modo in cui è pensato oggi. E il modo principale con cui le nostre tecnologie e i mercati portano a termine questo assalto è disconnettendoci e ostacolando la nostra natura di animali sociali. Non siamo individui che competono l' uno contro l' altro: siamo la squadra degli esseri umani».

 

DOUGLAS RUSHKOFF

Nel libro lei usa la metafora dello sport di squadra come strategia per riuscire a sopravvivere...

«Non siamo solo una squadra sportiva. Siamo una vera squadra e possiamo evolvere e progredire attraverso la cooperazione. Molte persone amano pensare che la storia dell'evoluzione sia definibile attraverso la competizione tra individui. Ma non è assolutamente quello che è successo.

 

Infatti, le specie più avanzate riescono ad avere successo lavorando insieme. Il cervello umano ha sviluppato la capacità di ricordare e di lavorare con più persone allo stesso tempo. Abbiamo sviluppato l' anatomia necessaria al linguaggio, anche rischiando di soffocare, perché comunicare è un atto vitale. Lavorando insieme, per esempio, abbiamo la possibilità di sconfiggere i cambiamenti climatici.

 

Lei sostiene che la tecnologia e il mercato portino avanti un'agenda contro gli esseri umani. Ci spiega in quale modo tutto ciò accade?

«Molte persone usano un social network chiamato Facebook: è un enorme sito sul quale le persone creano profili che in realtà sono profili di consumatori. Essere su Facebook significa scrivere nero su bianco le proprie preferenze per aziende e venditori. Tutte queste informazioni vengono usate per prevedere i tuoi comportamenti futuri. Ad esempio, Facebook può sapere con circa l'80 per cento di precisione se si sta per iniziare una dieta, divorziare o fare coming out. Usano le tue attività passate per prevedere i tuoi comportamenti futuri o persino per manipolarli».

SOCIAL

 

Vuol dire che il mercato preferisce le macchine alle persone?

«Il mercato ti valuta per il denaro che spendi e il valore che crei. Il mercato ti vede più come una macchina o una risorsa, che come una persona. Uber ad esempio dà solo una piccola quantità del denaro che guadagna ai conducenti. E l' app stessa alla fine sostituirà gli autisti con i computer. Uber sta distruggendo un mercato umano per far arricchire un numero molto ristretto di azionisti».

 

E nessuno si sta ribellando...

«C' è un paradosso in tutto questo: più la vita moderna diventa precaria, più le persone sono disposte a regalare ciò che resta della loro autonomia a queste macchine».

 

DEPRESSIONE DA FACEBOOK

Quando la tecnologia si è trasformata da strumento a favore a strumento contro gli uomini?

«Il boom delle dot-com ha posto buona parte delle basi per tutto questo. Il mercato azionario (e il Wired magazine degli albori) vedevano internet come un modo per salvare l' economia. Credevano che la tecnologia avrebbe permesso al mercato di continuare a crescere, anche se la maggior parte delle persone aveva capito che la borsa aveva raggiunto i suoi limiti. Invece di usare la tecnologia digitale per sviluppare un' economia sostenibile e circolare, l' hanno usata per dopare il già morente mercato azionario».

 

Questo libro è un manifesto. Vuole, con questo, iniziare una rivoluzione?

«Non voglio iniziare una rivoluzione. Voglio promuovere un rinascimento. I rinascimenti sono diversi dalle rivoluzioni: è la rinascita di una vecchia idea in un contesto nuovo. Dobbiamo portare avanti i valori più umani che abbiamo e inserirli nel nostro futuro digitale. Altrimenti, l'umanità non sarà inclusa».

WALL STREET 1

 

Intendevo una rivoluzione culturale...

«Ma le rivoluzioni sono come guerre. Sono violente. Il mondo è già abbastanza violento e arrabbiato. Dobbiamo invece iniziare subito un rinascimento, perché stiamo avvicinandoci al punto di non ritorno. Stiamo consegnando la nostra coscienza e il nostro pianeta a un mercato digitale che non dà valore alla vita umana».

 

Jaron Lanier sostiene che per evitare l'estinzione dobbiamo abbandonare i social network. lei che cosa ne pensa?

«Non so dire se chiudere i nostri profili sui social network significhi davvero evitare l'estinzione. Ma lasciare questo modello di social network è di certo un passo nella giusta direzione».

 

Wall Street

Lei ha detto «credevo che gli esseri umani connessi avrebbero potuto creare ogni tipo di futuro che avremmo voluto immaginarci». Cosa è andato storto? Si considera uno sconfitto in questa guerra?

«Che cosa è andato storto? Abbiamo scambiato il futuro digitale come un semplice future azionario. La rivoluzione digitale che stiamo vivendo è un movimento estremamente conservatore e reazionario. Si tratta di Wall Street e del capitalismo che combattono per evitare di essere cambiati. È la battaglia disperata dei ricchi contro la proprietà distribuita. Non mi sento un perdente e non sono neppure in guerra. Se fossi un perdente in una guerra sarei morto. Ma non sono morto. Nessuno di noi lo è. Questo significa che per noi c'è ancora speranza».

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