SALI(NI) E SCENDI - LA FAMIGLIA SALINI, PRIMA SOCIA COL 90%, STA PER PASSARE ALL'INCASSO SULLE AZIONI IMPREGILO GUADAGNANDO ALMENO 88 MILIONI

Carlotta Scozzari per Dagospia

La famiglia Salini sta per passare all'incasso sulle azioni Impregilo. La scusa è quella di aumentare la percentuale di azioni negoziate a Piazza Affari, il cosiddetto flottante di Borsa, per ora schiacciato a poco più del 10% del capitale del gruppo delle costruzioni, visto che il restante 90% (per la precisione l'89,95%) è nelle mani della famiglia romana, diventata prima azionista dopo una battaglia all'ultimo voto in assemblea con il signore delle autostrade del nord Beniamino Gavio.

A innescare le vendite delle azioni da parte del primo socio potrebbe essere l'aggiornamento del piano industriale che Salini Impregilo, presieduta da Claudio Costamagna, fornirà proprio domani agli analisti (oggi invece il consiglio di amministrazione si riunirà per l'approvazione dei numeri del 2013). Secondo quanto risulta a Dagospia, la società guidata dall'amministratore delegato Pietro Salini potrebbe ridimensionare le aspettative di crescita media annua dei ricavi per il periodo 2013-2016 dal precedente 16% al 12% circa.

Qualche ulteriore problema a bilancio dovrebbe poi emergere dalla recente controversia con l'Autorità del canale di Panama per la costruzione dell'infrastruttura. Da una parte, infatti, il consorzio di costruttori, composto oltre che dalla società italiana dalla spagnola Sacyr e dalla belga Jan de Nul, pochi giorni fa ha firmato l'accordo per proseguire il completamento dei lavori del nuovo canale, che saranno cofinanziati dai litiganti. Dall'altro lato, però, il contenzioso, secondo le stime di alcuni analisti, potrebbe tradursi in un maggiore debito per Impregilo nel 2014 nell'ordine di 120 milioni circa.

Proprio le incertezze legate al canale di Panama avevano spinto la famiglia Salini a rimandare la questione del ripristino del flottante di Borsa, che dovrebbe essere portato dall'attuale 10 al 35% circa, inizialmente programmata per il primo trimestre di quest'anno. Ed ecco perché, una volta raggiunto l'accordo, e con l'aggiornamento sul piano di domani, è verosimile che l'operazione possa finalmente entrare nel vivo.

Secondo alcuni analisti finanziari, però, è difficile che la percentuale di azioni Salini Impregilo trattate in Borsa sia alzata al 35% soltanto attraverso le vendite da parte del primo e praticamente unico socio forte dell'azienda. Alle cessioni di titoli potrebbe perciò essere affiancata un'operazione di aumento di capitale. Con una ricapitalizzazione da 400 milioni e una vendita di azioni da 200 milioni di euro, si calcola che il flottante possa avvicinarsi al 35 per cento.

E siccome la famiglia Salini ha in carico a bilancio i titoli dell'Impregilo a circa 2,5 euro l'uno (i 4 euro messi sul piatto con l'Opa meno il dividendo straordinario da 1,5 euro dello scorso anno), ora che in Borsa viaggiano a circa 4,45 euro, venderne per un controvalore di 200 milioni di euro significa realizzare una plusvalenza da quasi 88 milioni. Mica male per liberarsi di appena il 10% della società, restandone saldamente al comando.

 

 

Pietro Salini PIETRO SALINIIL CANTIERE DEL NUOVO CANALE DI PANAMA CUI LAVORANO SACYR E IMPREGILOLOGO IMPREGILOFRANCESCO MICHELI FRANCESCA COLOMBO CLAUDIO COSTAMAGNA INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO IL CANTIERE DEL CANALE DI PANAMA

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