carlo conti annalisa

SANREMO? NO GRAZIE! LA GRANDE FUGA DEI BIG DAL FESTIVAL: DA TIZIANO FERRO AD ANNALISA, DA CARMEN CONSOLI AI POOH, DA TANANAI A EMMA & NOEMI, ARRIVA UNA PIOGGIA DI "NO" PER CARLO CONTI - E CI METTE UNA PEZZA AMPLIANDO A DISMISURA IL NUMERO DEI CANTANTI (30 QUELLI PREVISTI ALL’ARISTON) E SI BUTTA SUL RAPPER GENOVESE SAYF, IL NAPOLETANO LUCHÈ, FRAH QUINTALE, FULMINACCI, LA TROPICO, VENERUS, CHIELLO, CON GIANNI MORANDI, ARISA, MALIKA AYANE, SERENA BRANCALE, SAL DA VINCI…

Mattia Marzi per ilmessaggero.it - Estratti

 

carlo conti annalisa

«Perché Sanremo è Sanremo», recitava il famoso slogan di baudiana memoria. Oggi il motto suona quasi obsoleto. Il tormentone attuale è un altro: «Sanremo? No, grazie». Già, perché mettendo insieme le voci che trapelano dagli uffici Rai, dal team di Carlo Conti e dai corridoi delle case discografiche, il Festival sembra quasi aver perso gran parte del suo fascino. Possibile?

 

Un anno fa a quest’ora Carlo Conti si stava fregando le mani: aveva in tasca i «sì» del fenomeno Olly (che già macinava milioni di stream e collezionava sold out), di una Giorgia reduce dal successo come conduttrice a X Factor, di un Achille Lauro rigenerato anche lui dal ruolo di giudice al talent di Sky, di un gigante del rap come Guè, di un’icona come Massimo Ranieri, del trapper dei record Tony Effe e di un Fedez alle prese con la rinascita dopo il tumore al pancreas e la fine del matrimonio con Chiara Ferragni.

 

carlo conti

Un cast forte, che sembrava raccogliere l’eredità di Amadeus, direttore artistico tanto bravo quanto fortunato, che seppe fare della pandemia un’opportunità per portare all’Ariston chiunque avesse un nuovo progetto da lanciare - con teatri e palasport chiusi - e che grazie alla vittoria dei Maneskin all’Eurovision riuscì a far ingolosire chiunque avesse resistenze sul Festival.

 

Oggi la situazione è capovolta. In azienda circola una voce insistente. Da Colombre e Maria Antonietta a La Niña, da Emma Nolde a Anna Castiglia, passando per Nada: il cast di Conti, da rassegna esclusiva del cantautorato, sarebbe non all’altezza di quelli, ultrapop, delle ultime edizioni. E questo preoccupa. Conti ha incassato i «no» secchi di Tiziano Ferro, Annalisa, Carmen Consoli e pure di Ernia, il rapper più ascoltato del momento con l’album Per soldi e per amore, che su Sanremo ha detto addirittura: «Non sento la necessità di andarci».

carlo conti tale e quale

 

Ha declinato l’invito anche Alfa, reduce dal tormentone A me mi piace: la canzone c’era, ma temendo di essere travolto dall’esposizione come Sangiovanni e Angelina Mango il 25cantautore genovese ha preferito restare a casa. Così anche Anna, 22 anni e 120 mila biglietti venduti con il tour nei palasport. I Pooh si sono sfilati dalla gara, «troppo stressante», auto-annunciandosi come superospiti (Conti l’ha saputo da loro). E poi Tananai, Emma, Noemi.

 

Un fronte del «no» sorprendente e, in certi casi, persino coraggioso: basti pensare che pure chi ha impegni negli stadi in programma per la prossima estate, come Irama e Tedua, attesi a San Siro l’11 e 24 giugno non vedono (più) Sanremo come un passaggio obbligato. Cantautori con una lunga storia alle spalle, come Fabrizio Moro, Sergio Cammariere e Enrico Ruggeri, temono una formula che premia «più lo spettacolo che la musica».

 

Di fronte alle resistenze, Conti ha provato a rilanciare. Prima ha portato da 26 a 30 il numero dei big in gara, in un tentativo di venire incontro ai discografici: nelle trattative, complicate dalla richiesta della Rai affinché le case discografiche si assumano la responsabilità di comportamenti sopra le righe dei cantanti, il conduttore e direttore artistico sembrerebbe disposto a bilanciare qualche nome “minore” in cambio di presenze di peso.

tiziano ferro

 

Poi sabato ha rimandato l’annuncio dei big, previsto la scorsa domenica al Tg1 delle 13.30, di una settimana «per rispetto a Ornella Vanoni». Ma in Rai si parlava già da giorni di uno slittamento al 30: una mossa per avere più tempo e provare a convincere gli indecisi. Come Blanco, Angelina Mango e il “sogno” Elisa. Lui, da navigato uomo di spettacolo qual è, sta al gioco: «Voci e polemiche servono a creare il Festival, ce l’ha insegnato Pippo Baudo». Sarà. Ma se per anni Sanremo era un titolo stabile, capace di garantire dividendi certi in termini di ascolti e prestigio, oggi sembra colpito da sfiducia e volatilità.

 

I nomi che circolano, per intenderci, oltre a quelli già citati, sono quelli di Amara (l’anno scorso duettò con il compagno Simone Cristicchi nella serata delle cover con La cura di Franco Battiato), del rapper genovese Sayf, del napoletano Luchè, Frah Quintale, Fulminacci, la rivelazione di Non sei mica te Eddie Brock, Nayt, Tropico, Venerus, Chiello, con Gianni Morandi, Arisa, Malika Ayane, Serena Brancale, Sal Da Vinci a rassicurare il pubblico di Rai1. In mancanza di jolly, dirà qualcuno, tanto vale puntare su outsider.

carlo conti senato

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