fulminacci serena brancale sal da vinci

QUESTO SANREMO SARA’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE - LE PAGELLE DEI BRANI DEL FESTIVAL FANNO CAPIRE, AL NETTO DELLE FRASI DI CIRCOSTANZA SULLA "VARIETA' DEI GENERI", CHE LA QUALITA’ DELLE CANZONI E’ SCARSA – SECONDO IL “CORRIERE DELLA SERA” IL PEZZO MIGLIORE È QUELLO DI FULMINACCI, UNA SPECIE DI DE GREGORI IN SEDICESIMO - TOMMASO PARADISO SCIMMIOTTA LUCIO DALLA, FEDEZ E MASINI "DIVISIVI", SERENA BRANCALE DIMENTICA "LE ATMOSFERE DA SAGRA" PER UNA BALLAD "NON ALL’ALTEZZA DELL’ISPIRAZIONE". ELETTRA LAMBORGHINI OMAGGIA RAFFAELLA CARRÀ (E GIA’ COSI’ FA RIDERE) - "SAL DA VINCI HA I CONFINI DEFINITI NEL NEOMELODICO DA MATRIMONIO NAPOLETANO MA RISCHIA LA..."

 

Andrea Laffranchi per corriere.it - Estratti

 

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fulminacci

I sentimenti restano il tema dominante ma, sottolinea Conti, «meno storie di amore uomo-donna e più necessità interiori». Dal punto di vista musicale siamo agli antipodi dell’ultima edizione di Amadeus: più orchestra e ballad, meno cassa dritta e dance.

 

E Conti rivendica una maggiore «varietà di generi» Difficile giudicare i singoli fiori con una sola occhiata, magari qualcuno non sboccia al primo ascolto, altri hanno invece le radici secche. Se però dovesse essere ancora l’anno dei cantautori (vedi Olly, Lucio Corsi e Brunori nel 2025), Fulminacci ha le caratteristiche per restare anche se scaramanticamente canta che «passeranno le classifiche e i Sanremi». 

 

Tommaso Paradiso racconta la sua prima paternità fra malinconia, nostalgia e Lucio Dalla come guida spirituale. Chiello presenta una relazione talmente tossica che alla fine ci si domanda «amarsi a cosa serve? » con un suono grezzo da Strokes anni Zero che ne fa la versione oscura di Tananai e Achille Lauro. Fra quelli che puntano in alto ci sono Fedez e Masini, coppia battezzata nella serata cover dell’anno scorso: la scommessa è vedere fin dove arrivano due nomi divisivi che però all’Ariston hanno sempre fatto bene. 

 

Altra coppia, anche nella vita in questo caso, Maria Antonietta e Colombre che si travestono da Bonnie e Clyde dei sentimenti su un brano leggero che non fa gridare al tradimento delle origini indie: più Chic e Poveri che Ricchi e Poveri. È un anno di ritorni per due protagoniste della canzone che si erano un po’ nascoste.

serena brancale

 

Malika Ayane si veste dell’eleganza del french touch e dell’elettronica mediterranea; Arisa spreca la sua voce con un ritornello da fiaba Disney. Nell’urban di oggi c’è di tutto. Nayt prosegue il suo viaggio di introspezione senza tentazioni piacione; Luchè resta impigliato in un’atmosfera notturna; il classic rap con ritornello cantautorale di Tredici Pietro potrebbe cancellare l’etichetta di figlio di (Morandi, non uno qualunque); Sayf porta leggerezza incrociando sentimenti e politica, Tenco e Berlusconi. 

 

In quota ironia, Ditonellapiaga fa l’elenco delle cose che odia su una base quasi house e ognuno ci troverà anche le proprie; J-Ax fa sociologia basic sui difetti degli italiani con una canzone country; Dargen D’Amico punta al tormentone virale ma non sfrutta il tema dell’AI del titolo con il sarcasmo che aveva portato all’Ariston in passato. 

elettra lamborghini 6

 

Ogni anno il Festival cerca un mito della canzone italiana per darsi un tono. Ogni anno un mito della canzone italiana fa di tutto per non farsi ricordare al meglio. Quest’anno tocca a Patty Pravo. Guardando alle carriere lunghe, Raf ha un inno all’amore fin troppo prudente; Renga non incanta ma dopo le ultime partecipazioni poteva andare peggio; le Bambole di pezza vogliono lasciare gli scantinati del punk rock della loro gavetta con un pop epico al grido di «una ragazza, una chitarra, una tempesta». 

 

Ci vuole il coraggio di Nigiotti per portare una canzone senza ritornello (ma col testo scritto con Pacifico) a Sanremo. Ermal Meta racconta la tragedia di una bambina a Gaza con il suono mediorientale dell’oud. 

 

Mara Sattei ha deciso che si sente più a fuoco come cantautrice che come popstar. Anche Levante mostra il suo lato cantautorale, firma musica e testo da sola, senza cercare la strada della semplicità. Leo Gassmann parla di amori finiti (ma non tossici) con una ballad che sfrutta orchestra e synth. 

 

Michele Bravi ci mette emozione ma non basta. Eddie Brock fa il verso al Vasco anni 80. 

sal da vinci 4

Sorprese. Serena Brancale dimentica le atmosfere da sagra per una ballad dedicata alla mamma scomparsa: l’interpretazione è sentita, ma la canzone non è all’altezza dell’ispirazione. Elettra Lamborghini molla il reggaeton per un omaggio (anche nel testo) a Raffaella Carrà e il testimone latin lo raccolgono Samuray Jay che rischia di farsi ricordare solo per il cameo di Belen e LDA con Aka7even che incrociano reggaeton e tarantella. Il brano di Sal Da Vinci ha i confini definiti nel neomelodico da matrimonio napoletano ma rischia la fuga virale su Tik Tok. 

 

serena brancale fulminacci

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