SARTORI FA A PEZZI I CENSORI DI VIA SOLFERINO: “POTREI LASCIARE IL CORRIERE” (VIETATO TOCCARE I PIDDINI?)

Beatrice Borromeo e Carlo Tecce per "Il Fatto Quotidiano"

Il professor Giovanni Sartori, ieri sul Corriere , ha dedicato un commento argomentato (e altrettanto acuminato) al ministro per l'Integrazione Kyenge per mettere in discussione le sue competenze mentre affronta temi delicati come la cittadinanza italiana per ius soli.

Nel pomeriggio, intervistato a La Zanzara, Sartori ha denunciato: "Se mi avessero detto che avrebbero rimosso il mio articolo in quel modo lo avrei ritirato, com'è previsto dagli accordi. Al Corriere si sono comportati in modo scorretto e offensivo, mi hanno fatto una cosa che mi ha indignato senza dirmelo".

Il professore ha aggiunto che chiederà spiegazioni e non esclude di poter interrompere la collaborazione con il quotidiano. Da via Solferino nessun commento ufficiale, forse risponderà il direttore Ferruccio de Bortoli, e comunque si sottolinea che l'articolo di Sartori, pubblicato in prima pagina, non è stato censurato.

Si fa notare, inoltre, che i toni non erano per niente morbidi con il ministro, forse questo spiega la collocazione non come pezzo di fondo, corrispondente alla linea editoriale.

Scrive Sartori: "Nata in Congo, si è laureata in Italia in Medicina e si è specializzata in Oculistica. Cosa ne sa di "integrazione", di ius soli e correlativamente di ius sanguinis? La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese 'meticcio'. Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse".

Professore, che è successo?
So solo che la decisione di spostare un fondo spetta al direttore o al suo vice. Noto anche che non c'era alcuna fretta di pubblicare il mio articolo, dato che il problema dello ius soli, per quanto gravissimo, non scade. Avrebbero potuto tenerlo a bagnomaria anche per una settimana, invece hanno deciso di massacrarlo.

Il ministro Kyenge è stata vittima di violenti attacchi razzisti. Pensa che la decisione di confinare le sue critiche a pagina 28 abbia motivi politici?
Liquidare la questione richiamando il razzismo è un artificio polemico scorretto. Io sono uno studioso, ho scritto due libri sull'argomento, mentre la ministra è un'oculista. Dice solo sciocchezze, stia zitta e si faccia scrivere i testi da Livia Turco, che poi è la sua ispiratrice occulta. I miei sono giudizi di merito, il razzismo che c'entra? Se il direttore si è fatto questo scrupolo, colpa sua.

Le hanno dato spiegazioni?
No, nessuno mi ha chiamato. E anche io ho evitato di telefonare: certe decisioni vanno prese a freddo. Era successo altre volte che spostassero i miei fondi nella pagina dei commenti, però solo dopo che avevo dato la mia autorizzazione. E quando non ero d'accordo ritiravo l'articolo. Questi, da 20 anni, erano i patti.

Potrebbe davvero lasciare il Corriere per questo episodio?
Sì, ci sto riflettendo seriamente. Il fatto è che finora avevo sempre avuto totale libertà.

 

GIOVANNI SARTORI FERRUCCIO DE BORTOLI kyenge LUCIANO FONTANA

Ultimi Dagoreport

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)