TREDICI? PREFERIRE DI NO - LA SUPERSTIZIONE SI GLOBALIZZA E IN INGHILTERRA I RISTORANTI ELIMINANO IL “TAVOLO 13” - DA DOVE NASCE LA PSICOSI? ATTORNO AL TAVOLO DELL’ULTIMA CENA ERANO IN TREDICI E LE COSE ANDARONO MALUCCIO (GIUDA ROVESCIO’ ANCHE IL SALE) - IL MONDO CANCELLA IL PRESUNTO NUMERO PORTASFIGA (MA NON ERA IL 17?) DA ASCENSORI, ALBERGHI E AEROPORTI - QUANDO LA REGINA ELISABETTA FECE CAMBIARE IL NUMERO DEL BINARIO D’ARRIVO DEL SUO TRENO…

Marino Niola per "la Repubblica"

Tavolo tredici? No grazie. Su questo nel Regno Unito sono tutti d'accordo, ristoratori e avventori. Il risultato è che nella stragrande maggioranza dei locali britannici si passa dal 12 al 12bis, per arrivare indenni al 14. E il tabù non riguarda solo i popolarissimi
fish & chips, ma anche l'empireo degli chef stellati. Ben dodici dei quattordici santuari della gastronomia albionica hanno cancellato la pecora nera dei numeri. E il direttore generale dell'esclusivissimo "Le Gavroche", uno sfolgorio di cristalli e di argenti nel cuore di Londra, confida che quando i vip riservano l'intero locale per le loro feste, nel 99 per cento dei casi non vogliono neppure sentir nominare il tredici.

Evidentemente neanche il razionalissimo self control inglese può nulla contro la triskaidecafobia. Una parola impronunciabile inventata dallo psichiatra Isador Corian ai primi del Novecento per definire la psicosi del numero tredici. Diffusa in tutto il mondo, ma che tocca punte inimmaginabili in quello anglosassone. Che oltretutto oggi è alle prese con il terzo venerdì 13 del temutissimo 2012, anno su cui si concentra il fuoco incrociato della sfiga annunciata. Da una parte la profezia Maya e dall'altra le quartine menagramo di Nostradamus. E forse è proprio a tavola che nasce la cattiva fama della cifra fatale.

E precisamente dal ricordo dell'Ultima Cena, dove i commensali erano appunto in tredici. Con Giuda che, oltre a essere il tredicesimo a tavola, per non farsi mancare niente rovescia anche il sale. Ulteriore segno di malasorte. Dal drammatico epilogo del cenacolo deriva, con tutta probabilità, la nostra credenza secondo cui se si è in tredici a tavola uno dei commensali morirà entro l'anno.

Anche la mitologia germanica ha la sua ultima cena. È il banchetto del Walhalla, il pantheon nordico, dove l'arrivo di Loki, il tredicesimo dio, dà inizio alla caduta degli dèi. E prima ancora si racconta che Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, si
fece fare una statua e la aggiunse a quella delle dodici divinità maggiori. Gli andò male perché finì assassinato. A tavola of course, durante un banchetto. Così invece che sull'Olimpo finì nell'Ade.

Ma l'ombra nera del numero nefasto colpisce anche le persone più insospettabili. Come la regina Elisabetta che negli anni Sessanta dovendo far visita a Duisburg, nell'ex Germania dell'Est, fece chiedere dal suo addetto al cerimoniale di cambiare il numero del binario d'arrivo del treno. Si trattava, inutile dirlo, del tredicesimo. Che si trasformò per incanto nel 12a. Perché in certi casi la forma è sostanza. Soprattutto quando si ha a che fare con il misterioso linguaggio dei simboli. Cui non sono insensibili nemmeno le compagnie aeree.

Che spesso saltano fila, poltrona e gate col numero incriminato. Caso estremo quello della Brussels Airlines che qualche anno fa è stata costretta a cambiare il logo che compare sulla coda dei suoi velivoli. Una b minuscola composta da tredici cerchietti rossi. La crociata apotropaica dei passeggeri ha ottenuto che il numero dei cerchietti salisse a quattordici. Una quota di sicurezza.

E soprattutto rispettosa dei diritti dei superstiziosi. Che ormai si sono addirittura globalizzati. Al punto che da Dubai a San Paolo, da New York a Shanghai, i grattacieli non hanno il tredicesimo piano. O meglio fingono di non averlo. E ricorrono al solito sotterfugio del dodici bis o addirittura saltano con nonchalance al quattordicesimo.

E i responsabili della Otis, leader mondiale degli ascensori, dichiarano che l'ottantacinque per cento delle loro pulsantiere non ha "un piano chiamato tredici". Stessa regola vale per gli alberghi. Dove la sindrome del numero nefasto ha ispirato capolavori horror. Come 1408 di Stephen King. Una stanza maledetta le cui cifre sommate fanno giusto tredici e da cui non si esce vivi.

Eppure questa irrazionalità collettiva un senso ce l'ha. Perché le superstizioni ci danno l'illusione di controllare l'incontrollabile. Sono una sorta di placebo. A condizione di non crederci fino in fondo. Di restare nella dimensione del non è vero ma ci credo. Una sorta di sospetto preventivo insomma, che ci aiuta a dare alle nostre ansie, paure, insicurezze un volto e una forma. E persino un numero.

 

LA SFORTUNA DI ESSERE A TAVOLA LA SFORTUNA DEL NUMERO jpegNUMERO SFORTUNATO jpegVENERDI jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...