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SCARICATO DA RENZI E DAL PD, CAMPO DALL’ORTO SI AGGRAPPA AL SALVAGENTE M5S - IL BULLETTO TOSCANO GLI CONTESTA TUTTO: DALLE CRITICHE DEI TALK DI VIALE MAZZINI CONTRO IL PARTITO DEMOCRATICO FINO ALLA GESTIONE ECONOMICA DELLA TV PUBBLICA. E IL DG ORA GUARDA AI GRILLINI, FRECCERO IN TESTA, PER RESISTERE NEL SUO BUNKER

CAMPO DALL ORTOCAMPO DALL ORTO

1 - BUFERA IN CDA RAI DAL PD AVVISO DI SFRATTO A CAMPO DALL' ORTO

Aldo Fontanarosa per “la Repubblica”

 

Sulle nomine nelle società satelliti di Viale Mazzini, sui i piani di produzione dei programmi e sul tetto ai compensi degli artisti, Antonio Campo Dall' Orto ha vissuto ieri un tranquillo Cda di paura. L'amministratore delegato della Rai si è ritrovato senza una maggioranza a sostegno per l'intera seduta del Consiglio. E i rappresentanti del Pd - per la prima volta gli hanno riservato calci negli stinchi e tirate di capelli. Anche loro, soprattutto loro.

 

RENZI CAMPO DALL ORTORENZI CAMPO DALL ORTO

Matteo Renzi - raccontano - è furioso con questo vertice della televisione di Stato. Una forte insoddisfazione per la gestione complessiva della Rai si è tramutata in autentica rabbia dopo l'inchiesta di Report sul salvataggio del quotidiano l' Unità che l' ex premier considera una autentica «follia». Questa è l'aria che tira, ormai. Se poi il malessere del Pd porterà alla defenestrazione di Campo Dall' Orto - evento politicamente impegnativo - è presto per dire. Ma la possibilità adesso esiste.

renzi - camporenzi - campo

 

«Maniacale». Così Guelfo Guelfi, il consigliere più vicino a Renzi, definisce il «bombardamento » che i talk riservano alla maggioranza del Pd. Una frase che apre il campo a una riunione del Cda molto vicina a una via crucis. Campo Dall'Orto prova intanto con le nomine a Rai Com, società di Viale Mazzini che vende i diritti tv in tutto il mondo.

Guelfo GuelfiGuelfo Guelfi

 

Francesco Pionati (giornalista senza incarico) alla presidenza di Rai Com; Gian Paolo Tagliavia come amministratore delegato. Questo il pacchetto che Campo mette sul tavolo per poi scoprire che i consiglieri di amministrazione non gradiscono affatto. Al di là dei nomi, i consiglieri rivendicano il diritto di votare loro sui candidati, mentre Campo pensa che la scelta rientri tra le sue prerogative. A scanso di equivoci, le candidature vengono congelate.

 

E poi è la volta del tetto alle retribuzioni degli artisti che scatterà, inesorabile, dal 30 aprile quando le star saranno pagate 240 mila euro lordi annui. Qui Campo Dall' Orto chiede, quasi a titolo di cortesia, che il Cda voti un rinvio. A suo parere, 15 giorni in più avrebbero permesso di chiarire meglio le cose. Ma i consiglieri gli dicono di no. Di nuovo.

 

FRECCEROFRECCERO

Nessuna proroga. E' vero. In mattinata è arrivata una lettera del ministero dell'Economia, a firma del direttore generale Turicchi. Il Cda, però, la bolla come interlocutoria perché si limita a chiedere un dialogo tra la Rai, l'Avvocatura dello Stato - che non condivide il tetto - e il ministero dello Sviluppo Economico. Campo Dall'Orto deve fare marcia indietro, per la seconda volta.

 

E poi ci sono i Piani di produzione dei programmi. Salta agli occhi, dai documenti, che la spesa per le trasmissioni comprate all'esterno - dai famigerati produttori privati - non subiscono tagli se non marginali. RaiUno è ancora a 163.001 euro; Rai-Due a 62.500; RaiTre a 63.890.

 

CAMPO DALL ORTO MAGGIONICAMPO DALL ORTO MAGGIONI

Invece le sforbiciate alle produzioni interne - anche se non eclatanti - sono regolari. I consiglieri battono il pugno anche perché il governo chiede alla tv di Stato l'esatto contrario. Il decreto di Palazzo Chigi, che assegna a Viale Mazzini il servizio pubblico per i prossimi 10 anni, raccomanda di «valorizzare» le risorse interne. E poi c'è il caso Rai Quattro, che viene drasticamente ridimensionata sia nelle produzioni interne sia in quelle esterne. Il Cda non ci sta perché il canale ha pur sempre la quarta posizione - assai nobile dunque - nel telecomando di Sky.

arturo diaconale giancarlo mazzucaarturo diaconale giancarlo mazzuca

 

Alla fine, Campo Dall' Orto porta a caso il bilancio consolidato di gruppo per il 2016 con un buon utile di 18,1 milioni grazie al voto di Carlo Freccero. Ma i due consiglieri della destra (Diaconale e Mazzuca) gli votano contro mentre il moderato Messa si astiene per l' esplosione del costo del personale a 908 milioni. E dal Pd il deputato Anzaldi avverte: «Senza il gettito record del canone in bolletta, i conti sarebbero in rosso».

 

CAMPO DALL ORTOCAMPO DALL ORTO

2 - PAPERONI RAI, DA CONTI A FAZIO SONO TUTTI PRONTI A SCAPPARE

Paolo Bracalini per “il Giornale”

 

Per uno come Fabio Fazio l'applicazione del tetto Rai equivale a guadagnare, di botto, dieci volte di meno. Da un compenso di 2 milioni di euro l'anno - tanto prende il sinistrorso Fazio dalla tv di Stato - alla miseria di 240mila euro, solo 20mila euro al mese. Praticamente quel che ora incassa in tre giorni. Fazio ha reagito male all'idea di guadagnare così poco («Un vulnus forse insuperabile, si è rotto un patto di fiducia con Viale Mazzini» ha denunciato in un' intervista), ed ha subito messo in azione il suo agente, il potente Beppe Caschetto, per mollare la Rai (ma non amava il servizio pubblico?) e trovare approdo in un gruppo che lo retribuisca adeguatamente. Il conduttore di RaiTre è in buona compagnia, altre «star» di Viale Mazzini sono pronte a traslocare per sfuggire alla minaccia del tetto di 240mila euro.

fabio fazio luciana littizzettofabio fazio luciana littizzetto

 

Non solo, anche ad intraprendere azioni legali contro la Rai per aver cambiato le condizioni economiche pattuite al momento dell'ingaggio, con l'aggravate di un taglio retroattivo (Carlo Conti dovrebbe restituire i 650mila euro della conduzione di Sanremo). Gli avvocati hanno scovato nelle pieghe della Finanziaria 2008 una leggina salva-presentatori che esenterebbe dal taglio chi offra una «prestazione artistica o professionale che consenta di competere sul mercato in condizioni di effettiva concorrenza».

 

selfie carlo conti antonella clerici maria de filippi selfie carlo conti antonella clerici maria de filippi

Cioè appunto gli artisti e i giornalisti strapagati della Rai. Ma è solo una delle armi che verranno messe in campo per difendere i superstipendi. Si prevedono mesi di intenso lavoro per l'ufficio legale di Viale Mazzini. Gli stessi vertici Rai, a cui pure si applica il tetto, si sono muniti di pareri legali (oltre a quello dell'Avvocatura dello Stato) sulla questione stipendi per evitare la tagliola, almeno per gli artisti.

 

Bruno Vespa Bruno Vespa

Il «comitato rischi» di Viale Mazzini ha persino quantificato il potenziale danno in mancati ricavi pubblicitari dalla fuga dei volti più popolari: 150 milioni di euro. Ma finché non c'è un'indicazione contraria dal Mef, si segue la linea più prudente. In fibrillazione c'è soprattutto chi supera di molto il tetto.

massimo giletti canta (2)massimo giletti canta (2)

 

Come Carlo Conti, anche lui sui 2 milioni di euro l'anno e anche lui già con le valigie pronte. L'ex conduttore di Sanremo non ha preso posizione pubblicamente sul taglio degli stipendi in Rai, argomento molto scivoloso, ma i rumors televisivi parlano di manovre di avvicinamento a Mediaset.

 

In probabile uscita, se non si troveranno escamotage per sfuggire al tetto, vengono dati anche i giornalisti Bruno Vespa (1,3 milioni di euro) e Massimo Giletti, che ha definito una «fesseria totale» il tetto di 240mila euro: «I grandi nomi che mandano avanti le aziende importanti non verranno mai a quelle cifre. Si rischia di pagare uno poco, e poi magari ti fa un buco di milioni di euro».

INSINNAINSINNA

 

Rischiano una decurtazione drastica Antonella Clerici (1,5 milioni) e Flavio Insinna (1,5 milioni), uno che «sta con gli oppressi» (lo ha detto lui), ma con un compenso tutt'altro che opprimente. Poi nella lista dei «paperoni Rai» pubblicata da Prima Comunicazione ci sono Fabrizio Frizzi (1 milione), Amadeus (1 milione), Luciana Littizzetto (800mila), Michele Guardì (500mila), Giancarlo Magalli (400mila), Milly Carlucci (400mila), Salvo Sottile (400mila), Alberto Angela (400mila), e poi svariati conduttori da Cristina Parodi a Lucia Annunziata, 350mila euro, unica ad aver chiesto formalmente alla Rai di adeguarle lo stipendio al nuovo tetto.

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