CON QUALE LIVREA BRUNO VESPA PRESENTERÀ IL PLASTICO DI AUSCHWITZ? - SE BERLUSCONI È UNA MEZZA CARTUCCIA, PERCHÉ BOSSI GLI FA DA CAGNOLINO AMMAESTRATO? - CELENTANO FURBASTRO, NULLA DICENTE - IL REGALONE RAI AD ANGELA BUTTIGLIONE - “CONCORDIA” A PARTE, NON C’È ALTRO DA RACCONTARE? - SALLUSTI ATTACCA LA CULONA PERCHÉ HA SILURATO IL SUO DATORE DI LAVORO - FLORIS, SANTORO, FORMIGLI, NON INVITATE POLITICI PD…

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Ma se Berlusconi è una mezza cartuccia, perché Bossi gli fa da cagnolino ammaestrato da più di 10 anni?
@ereticodarogo

Lettera 2
Ma quand'è che gli italiani si asterranno dal vedere trasmissioni in cui si esibisce Celentano, gran furbastro nulla dicente? E' proprio vero che siamo un popolo di coglioni.
Maxim

Lettera 3
Caro Dago,
attendiamo di vedere, stasera, con quale livrea Bruno Vespa presenterà il plastico di Auschwitz..
Gianni Morgan Usai

Lettera 4
Capo Dago,
Martone = noi credevamo, i ventottenni credevano, gli altri crederanno. Il vice ministro, er bretellaro, la controfigura governativa di Pietro Folena, ha pubblicato la guida Michel (poco-in) degli sfigati 2012.
Saluti,Labond.

Lettera 5
Caro Dago,
per scongiurare il pericolo che il pubblico dimentichi la Concordia, il Corrierone dedica un magistrale articolo alle similitudini tra quella notte di due settimane fa e una notte di 100 anni fa (quella del Titanic). Casomai qualcuno trovasse curioso che, a distanza di 14 giorni, di quella tragedia non ci sia altro da raccontare, lì accanto c'e' anche la storia del prete che e' andato in crociera al posto di essere in ritiro spirituale.

Peccato solo che due pagine dopo il comunicato del comitato di redazione mi abbia sprofondato nello sconforto: da Crescenzago ci sara' ancora qualcuno capace di paragonare la Concordia al Titanic e di raccontarci la storia del prete che dice le bugie?
Cordiali saluti,
Millo

Lettera 6
Al farneticante autore dell'articolo su Der Spiegel che generalizza sulla vigliaccheria di tutti gli italiani ,basta replicare che oggi è il GIORNO DELLA MEMORIA e che bruciare nei forni donne/bambini/vecchi/uomini non è che sia davvero una grande dimostrazione di coraggio.

Forse però l'autore (visti l'inconsistenza degli argomenti ed il parlare per stupidi luoghi comuni) sarà una specie di Alfonso Signorini crucco: allora banalmente non gli è ancora passata l'incazzatura dei mondiali di calcio 2006 in Germania (Italia-Germania 2-0 ,due gol negli ultimi minuti dei tempi supplementari) .
Sanranieri

Lettera 7
Egregio Direttore,
Vorrei pubblicamente esprimere al direttore Sallusti le mie più sentite ed affettuose congratulazioni per il suo articolo di fondo sui tedeschi e gli italiani, tutti Schettino: quanno ce vò ce vò!
Grazie per l'attenzione e buon lavoro
Leopoldo Chiappini Guerrieri
(Ufficiale della M.M. in congedo)
Roseto Degli Abruzzi (Te)

Lettera 8
Ho letto il famigerato articolo di Der Spiegel e non ho francamente capito cosa ci sia scritto di così terribilmente offensivo per le italiche genti. Per respingere l'accusa di sembrare eventualmente razzisti se si parla criticamente dell'Italia, il giornalista obietta, un pò ironicamente, sul fatto che possiamo essere considerati una razza. Embè? Dov'è l'offesa? I mille eserciti che sono passati hanno lasciato tracce dappertutto e in fondo la cosa ci rende più variegati e interessanti. Cosa c'è da prendersela come una terribile diffamazione?

E da nessuna parte dell'articolo si dice che loro sì, i Tedeschi, invece, sono una razza. Ma perchè i nostri commentatori hanno questa coda di paglia? Ma è facile da capire. I Tedeschi in questo momento ci stanno sulle scatole perchè ci bastonano in Europa e ci costringono ad uscire dalle nostre spensieratezze mediterranee.

Leggo che Sallusti (udite udite!) ha avuto parole di fuoco dicendo che noi avremo pure gli Schettino con i suoi 30 morti, ma loro hanno scatenato due guerre mondiali e sterminato sei milioni di Ebrei nei campi di concentramento. Che ci azzecca? Guarda un pò, Sallusti trova accenti 'de sinistra' adesso che si tratta di attaccare la culona inchiavabile, che si è permessa di dare il benservito al suo datore di lavoro. I senza vergogna.
AP

Lettera 9
Caro Dago,
Monti tra la Fornero e la Cancellieri. Bersani tra la Bindi e la Camusso. De Benedetti tra la Aspesi e la Gabanelli. Fini tra la Perina e la Bongiorno. Berlusconi tra la Tommasi e la Belen. Certo che poi cresce l'invidia!
Ciao
Natalino Russo Seminara

Lettera 10
La gentile signora Fabiola Russo, moglie di Francesco Schettino, giustamente difende il marito, e afferma che il comandante non è un mostro. E chi ha affermato che sia un mostro? Mostro è chi uccide violenta, tortura. E' ovvio, sin troppo ovvio che Schettino non sia un mostro. Schettino non è un mostro. Possiamo affermare però con certezza che non è un eroe e neppure un santo.

Diciamo che è l'esatto contrario, tanto per fare un esempio, di Simone Neri. Ricordate il sottocapo di prima classe della Marina? Durante il nubifragio di Messina, dopo aver salvato otto persone, a Giampilieri, morì nel tentativo di salvare un bambino. Non pensò a salvare se stesso. Forse le navi grandi, piene di persone, ma anche quelle piccole, sarebbe bene affidarle a persone coraggiose e generose come quel sottocapo di prima classe.
Elisa Merlo

Lettera 11
Caro Dago, oggi ho creato un gruppo su FB "ADOTTA UN MUTUO" rivolto a quel 10% di italiani che detiene il 45% della ricchezza... tu che li conosci tutti uno per uno, "sensibilizzali" grazie Clara

Lettera 12
Abbiate pietà, conduttori televisivi, Floris, Santoro, Formigli, abbiate pietà. Non invitate nelle vostre trasmissioni uomini politici del Pd. Non vi rendete conto del loro imbarazzo che tocca alle volte punte di vera e propria sofferenza? Nell'ultima trasmissione di Santoro, Enrico Letta, poverino, sembrava persino pallido. In collegamento con la Sardegna c'era gente disperata, piccoli imprenditori, autotrasportatori, artigiani, pastori, soffocati dalle tasse, messi in croce da Equitalia, operai senza lavoro.

Un tempo il buon Enrico si sarebbe battuto come un leone (almeno a parole) per difenderli, e invece eccolo lì a parlare di sacrifici necessari per tutti. E soffriva, come soffre Bersani, quando afferma che i sacrifici imposti a tutti sono necessari per la salvezza dell'Italia. Soffrono i politici del Pd, per l'omissione, la terribile, ignominiosa omissione. La frase completa, infatti, sarebbe: "Sacrifici per tutti, tranne per coloro che possiedono grandi ricchezze". Questa la causa dell'indicibile imbarazzo. Abbiate pietà, conduttori televisivi, non invitate gli uomini del Pd.
Attilio Doni

Lettera 13
Ma come può un popolo che ha avuto gente come Dante Petrarca Michelangelo ecc... incazzarsi per quello che dice una faccia da minkia come il direttore del " dier spiegel" che ha avuto come antenati Hitler e i suoi amici ( di Hitler) di merenda? Spero soltanto che questo personaggio non venga a rompere i coglioni in Italia per potere mangiare decentemente e ammirare cose che non capirebbe. Cordialmente
Sebastiano
P.S Una conferma che " la madre degli imbecilli è sempre incinta "

Lettera 15
Caro Dago,
dopo Celentano, Vieri e Rivera, coperti d'oro da viale Mazzini, ecco un'altra mega-gratificata da "mamma RAI". La sorella di Rocco Buttiglione, presidente dell'UDC, donna Angela, definita a Saxa Rubra, per la sua bravura e la sua nota autonomia dai partiti, "la Fallaci del piccolo schermo". La attempata giornalista ha portato a casa, lasciando l'azienda, solo un anno prima della meritata pensione, 935 mila euro di buonuscita, che sarebbe il caso di definire "ottimuscita.

A tale gruzzolone, il munifico Mauro Masi-quello spedito "affan....bicchiere" da Michele "Sant'oro", in diretta, sulla seconda rete della TV pubblica- ha deciso di aggiungere altri 420 mila euro, in base a un bizzarro "patto di non concorrenza". Com'è noto, infatti, alla porta di casa della Buttiglione, c'era la fila di big delle emittenti, nazionali ed estere, pronti a svenarsi per ingaggiare donna Angela, nei secoli fedele, prima che alla RAI, alla eterna "Balena bianca" scudocrociata...

Per altri dirigenti,come lo scrivente, più bravi professionalmente ma privi di sponsor influenti a differenza di quelli-fratell Rocco e Pier Furby, in primis- della ex direttrice della superlottizzata TGR, solo un gelido saluto, dai vertici di viale Mazzini.

L'azienda, inoltre, aggirando una disposizione aziendale, ha firmato generosi contrattoni di collaborazione a due ex dirigenti, richiamati dalla pensione : Giovanni Minoli, ex craxiano, poi PD ma soprattutto genero dell'ancora influente direttore generale degli anni 60, il fanfaniano Ettore Bernabei, e Lorenzo Vecchione (UDC)

Speriamo, almeno, che la furba signora Buttiglione abbia provveduto a ringraziare, adeguatamente,il dottor Masi, "stangato" dalla Corte dei Conti, ma con una multa, non pesante, di 100 mila euro, mentre il Procuratore generale aveva chiesto che l'ex dirigente scucisse 680 mila euro per la sua, un filino eccessiva e "ad personam", "magnanimità".
Un cordiale saluto
pietro mancini

Lettera 16
Caro Dago,
leggo con grande disappunto il tittolo "Milano come Napoli?" che anticipa l'articolo de LA STAMPA sullo scippo subito dalla manager Alesandra Galdabini.
Premetto che noi napoletani abbiamo un'evidente vena autolesionista, come testimonia l'elezione a sindaco di un demagogo (evidentemente incapace ad amministrare la città) come Gigino De Magistris, e che abbiamo un'endemica refrattariettà al rispetto delle regole del vivere civile (a tal proposito di consiglio di reperire il file audio di un'intervista ad Aurelio De Laurentiis che ne dice di tutti i colori, sbagliando nei modi ma non nei contenuti).

Tuttavia il luogo comune di Napoli come città stile Chicago anni '30 mi sembra un clichè ormai fuori luogo. Da anni i dati su furti, scippi e rapine vedono Napoli ampiamente superata da Milano e Roma.

Sarebbe bello se Napoli e soprattutto i napoletani riuscisserro a svegliarsi da un torpore che è diventata una sorta di paralisi, però, in tutta onestà queste uscite un pò qualunquiste non aiutano certo a riabilitare l'immagine di Napoli ed ad aumentare l'autostima di quella fetta di città che negli ultimi anni cerca in silenzio di risalire la china.
Con l'augurio che Gigino a' Manetta (magari insieme a Caldoro) tenti la scalata alla politica nazionale liberando Napoli dalla rivoluzione (?) arancione, ti saluto con l'affetto di chi ti segue con grande interesse dagli albori del nuovo millenio.
Gianluigi Di Palo

Lettera 17
La lettera # 9 del 26/1 mi induce a un commento: bravo, anzi bravissimo al lettore e a suo figlio per l'ambizione e la volontà nel conseguire più lauree, ma dissento che in Italia la famiglia di nascita determini il futuro delle persone. Ammesso che in tutto il mondo vi sono i privilegiati (che spesso non sfruttano nemmeno il loro status), nell'Italia odierna un direttore del personale di un'azienda deve assumere gente competente, efficiente, flessibile.

L'azienda dipende da queste caratteristiche e anche da altre, quali l'esperienza (anche part-time o in altri settori), le lingue e mi permetta anche di aggiungere la fame
di sfondare. Queste caratteristiche non sono da tutti. Uno può avere dieci lauree, ma se gli manca lo spirito imprenditoriale, se bada troppo all'orario di lavoro, se non dedica molti sabati e domeniche al perfezionamento o ai clienti, al massimo rimarrà un impiegato che prima o poi diventerà superfluo o si spegnerà in una routine aberrante.

I lavoretti da studente, un impegno sociale (anche minimo), lo studio precoce di almeno due lingue (da perfezionare magari con qualche amico di madrelingua o estati all'estero a lavorare anche in posti umili) sono valutati dai datori di lavoro più di una laurea perchè delineano un carattere, un'attitudine. E a questo aggiungerei il tipo di studi: una laurea in giurisprudenza va benissimo se finalizzata a specializzazioni specifiche. Per esempio, c'è una certa richesta a livello internazionale di giuristi esperti in brevetti, per non parlare del settore fiscale sempre in auge.

Ma sono gli ingegneri che ricevono il maggior numero di proposte di lavoro, soprattutto quelli rivolti al settore petrolifero, i meccanici. Purtroppo, in Italia molti studenti
affrontano gli studi senza un obiettivo futuro e poi si lamentano di restare a piedi e gridano contro la casta. Chi fa da sé fa per tre, recita il proverbio. Io degli altri (privilegiati) me ne sono sempre infischiato, ho percorso una strada finalizzata alla conquista di un lavoro e ne ho pure cambiati parecchi, facendo molte esperienze concrete che mi hanno permesso di scavalcare molti altri nelle selezioni e non accontendandomi mai se le mie aspirazioni non erano state soddisfatte appieno.

La crisi attuale e il futuro saranno sempre più una sfida per chi li saprà affrontare. E' difficile, ma possibile. Dopotutto, il mondo deve continuare a girare e qualcuno lo dovrà manovrare. L'errore più grande è quello di imputare agli altri i nostri
problemi.
Wizardofoz

 

 

BRUNO VESPA BERLUSCONI E BOSSIsallustiCOPERTINA SPIEGEL SU COSTA CONCORDIASCHETTINO Nave costa concordiaMilanoSaluti da NapoliMICHEL MARTONE

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