lubitz

RASSEGNATI STAMPA - SE TUTTI I DEPRESSI FACESSERO UNA STRAGE LA RAZZA UMANA SAREBBE CONDANNATA ALL’ESTINZIONE, MA È GRANDE IL SOLLIEVO DI TUTTI PER AVER TROVATO UNA “SPIEGAZIONE” AL DISASTRO DELLA GERMANWINGS

la firma di renzi sul jobs actla firma di renzi sul jobs act

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. POTENZA DEL JOBS ACT?

Ieri mattina il premier spaccone non stava più nella pelle all’idea di poter finalmente annunciare un dato positivo sul lavoro. Nei primi due mesi del 2015, rispetto agli stessi mesi del 2014, ci sono stati 79.000 nuovi contratti a tempo indeterminato. Festa grande nei telegiornali e Renzi che dichiara: “E’ il segnale che l’Italia riparte, sono dati sorprendenti. Ci hanno accusato di voler rendere la nostra generazione per sempre precaria. E’ vero esattamente il contrario”.

 

contro il jobs actcontro il jobs act

In realtà tutti gli esperti sottolineano che non è detto che quei 79.000 nuovi contratti siano tutti nuovi posti di lavoro: si dovrebbe trattare per lo più di trasformazioni dal tempo determinato per effetto degli sgravi previsti nell’ultima legge di Stabilità. In ogni caso è una buona notizia e bisogna darne atto al governo.

 

renzirenzi

Però oggi c’è anche un’altra notizia, davvero sorprendente. Il gigante Novartis ha appena assunto 13 lavoratori nella sua sede di Varese e a tutti ha offerto l’articolo 18 come fosse un benefit. Una vittoria notevole per lavoratori, ingegneri e informatici, alcuni anche altamente specializzati come racconta Repubblica, che dà la notizia (p. 14). Insomma, alla Novartis hanno superato il Jobs Act e sono tornati alla Fornero. Anche su questo l’ottimo Renzi dovrebbe fare una riflessione, a meno di pensare che in Novartis siano bolscevichi o autolesionisti.

 

 

2. SE TUTTI I DEPRESSI FACESSERO UNA STRAGE

RENZI E CAMUSSORENZI E CAMUSSO

Se tutti i depressi facessero una strage la razza umana sarebbe condannata all’estinzione, ma è grande il sollievo di tutti per aver trovato una “spiegazione” al disastro aereo della Germanwings. I giornali scavano nella vita del giovane copilota e scoprono che aveva avuto un esaurimento nervoso durante il corso da pilota e secondo alcuni amici era “depresso”.

 

andreas lubitzandreas lubitz

Sul Corriere, lo psichiatra Claudio Mencacci spiega: “Questi soggetti a un certo punto tendono a chiudersi, a restringere sempre più la loro coscienza fino a pianificare la morte come liberazione. La progettano e aspettano il momento opportuno. Hanno il dito sul grilletto e il colpo in canna. A quel punto lui vedeva solo l’uscita dal tunnel, le 150 persone con lui non esistevano proprio. Non c’erano” (p. 6).

 

Su Repubblica ci sono le spiegazioni del comandante Antonio Chialastri, esperto di sicurezza del volo e fattore umano. Chialastri spiega che si fanno volare i piloti con equipaggi diversi perché “se una persona non è equilibrata se ne accorgono tutti” e che i piloti sono sottoposti a controlli medici o attitudinali mediamente una volta ogni quaranta giorni, ma poi ammette che c’è una componente di assoluta imprevedibilità (p. 4).

 

polizia a casa di andreas lubitzpolizia a casa di andreas lubitz

La Stampa ci fa sapere che Andreas Lubitz era “un bravo ragazzo” (“La strage assurda del bravo ragazzo”) poi terrorizza i suoi lettori così: “Voci divine, deliri, colluttazioni. Le follie degli uomini alla cloche. Lo scrittore di “Piloti malati’: non sono casi così rari” (p. 4). Mentre lo psichiatra Giovanni Battista Cassano ammette: “è difficile riconoscere un depresso” (p. 7).

 

Sul Messaggero l’allarme: “Si comanda un jet senza test psicologici. Visite mediche ogni anno, e per i cinquantenni ogni 6 mesi. Ma non c’è l’obbligo di un’indagine sulla serenità mentale. Ogni giorno i comandanti stilano un rapporto sull’equipaggio, registrati comportamenti anomali e persino il tono della voce” (p. 5).

casa lubitzcasa lubitz

 

Libero punta il dito contro la Germania e titola a tutta prima: “Vergogna tedesca. Criminale lui e quelli che l’han fatto volare”. Scelta simile per il Giornale che si vendica della Costa Concordia e titola a caratteri cubitali: “Schettinen”.

 

 

andreas lubitzandreas lubitz

3. PIÙ LAVORO PER TUTTI

Dunque notizie positive dalle statistiche sul lavoro. Corriere: “Il premier: lavoro, dati sorprendenti. ‘E’ il segnale che il Paese ora riparte’. In 2 mesi firmati 79 mila contratti in più a tempo indeterminato. ‘Primi effetti degli incentivi’” (p. 15). Stampa in festa: “Effetto sgravi, boom di assunzioni. Poletti: nei primi due mesi dell’anno 79 mila contratti a tempo indeterminato in più sul 2014. Il premier; ‘Diamo diritti a chi non li ha mai avuti’. Pronti 500 milioni per la cassa in deroga” (p. 9). Poi, fiato alle trombe: “Renzi lo scattista. Alterna riforme di destra e di sinistra. Palazzo Chigi detta la linea anche sui dati dell’occupazione” (p. 9). 

 

Mario Draghi Mario Draghi

 

4. SILENZIO, PARLA DRAGHI IL SALVATORE

Ieri Mario Draghi si è fatto “interrogare” dai deputati italiani a Montecitorio e ha spiegato la situazione economica: “Con gli stimoli Bce spinta dell’1% al Pil’. Draghi alla Camera: ci sono troppe microimprese che non crescono. Le banche italiane? Costano troppo. Nel mirino produttività e procedimenti civili. E per ‘Fortune’ è il secondo leader più influente al mondo” (Corriere, p. 13).

 

salvini twitta la fine che fa il podio di alfanosalvini twitta la fine che fa il podio di alfano

Draghi ha anche criticato alcune condotte di finanza pubblica dell’Italia, ma poi ha spiegato che si rivolgeva al passato. Repubblica: “Draghi ottimista sull’Italia. ‘Un punto in più di Pil dai maxiacquisti della Bce’. “La spesa corrente continua a salire’. Poi la correzione: ‘Mi riferivo al 2014’” (p. 15). Messaggero: “Draghi incalza l’Italia sulle riforme. ‘Dal Qe spinta pari a un punto di Pil, ma la spesa resta alta” (p. 19).

 

 

5. I PATIMENTI DELLE TRUPPE ALFANIANE

L’Ncd in questo periodo sembra abbastanza un partito allo sbando, ma combatte (sulle poltrone): “Alfano rivendica un ministero ‘pesante’. Vertice con il premier. De Girolamo insiste: svolta o fuori dal governo” (Corriere, p. 18). Intanto la Lega Nord fa shopping: “Sei tosiani lasciano la Lega, ma entra Saltamartini e Salvini aspetta altri deputati” (Corriere, p. 21).

ALFANO - FITTO - VERDINIALFANO - FITTO - VERDINI

 

Intanto Renzi arriva alle Infrastrutture ed è subito boom: “Infrastrutture, blitz di Renzi: 700 opere per ripartire subito” (Messaggero, p. 8).

 

 

6. ULTIME DA FARSA ITALIA

Sempre alta la tensione in Forza Italia, dove il Banana sta tentando di rimettere insieme i pezzi. Repubblica lancia fosche profezie: “Fitto e Verdini ormai pronti alla doppia scissione in Fi. Nelle regioni lo spettro 10%. In Puglia il candidato designato da Berlusconi verso il ritiro se corre l’eurodeputato. L’ex coordinatore: da noi sì alle riforme. La sconfitta alle regionali rischia di provocare l’esplosione dei gruppi parlamentari” (p. 20).

 

NICOLA COSENTINO ALLA CONFERENZA STAMPANICOLA COSENTINO ALLA CONFERENZA STAMPA

La Stampa gela l’ottimismo che si era diffuso ieri: “Linea dura di Salvini: ‘Non ho bisogno di FI’. La mediazione non riesce. Toti: ‘In Veneto senza di noi non sarà facile” (p. 12).

 

 

7. CARCERE DOLCE PER NICK ‘O AMERICANO?

Non c’è pace per l’ex potentissimo forzitaliota Nicola Cosentino. Repubblica: “Favori in carcere’. Cosentino trasferito. Perquisizione a sorpresa nella cella di Secondigliano. Scatta il sequestro di materiale sospetto, un agente indagato per corruzione. Subito dopo l’ex parlamentare, accusato di essere il referente politico dei casalesi, portato in un penitenziario fuori dalla Campania” (p. 25).  

 

 

RAFFAELE DI GIOIARAFFAELE DI GIOIA

8. L’ONOREVOLE DI GIOIA E LA SPINTARELLA CHE IMBARAZZA IL PD

Dopo i pezzi su Dagospia e “Libero”, arriva a una svolta il caso Di Gioia. Scrive il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: “La spintarella inguaia Di Gioia. Il Pd lo molla, lui vuole lasciare. Bufera sull’assunzione della figlia a Poste Vita. Sospesi i lavori della commissione da lui presieduta. I colleghi si rifiutano di partecipare. Diktat del partito: o spiega tutto o si dimette. E il deputato si prende 10 giorni per decidere” (p. 12).

 

 

9. LA CONTRO-OPA PIRELLI

Marco Tronchetti Provera usa il “suo” Corriere della Sera per rispondere al rischio di una contro-Opa su Pirelli (del quale ha scritto per primo Dagospia): “Oggi Pirelli è scalabile ed è molto attraente, pur avendo raddoppiato il valore in questi anni” e questo “potrebbe portare qualcuno a comprarci per fare a pezzi la Pirelli”. Se poi fosse un concorrente come Bridgestone “sarebbe un disastro, considerate le troppe sovrapposizioni e le enorme perdite che hanno sofferto altri gruppi del settore nei tentativi di integrazione tra big” (p. 40).

MARCO TRONCHETTI PROVERA SUL PALCO SERATA CALENDARIO PIRELLI MARCO TRONCHETTI PROVERA SUL PALCO SERATA CALENDARIO PIRELLI

 

La Stampa prova a spiegare l’architettura dell’operazione con i cinesi: “Cinque scatole cinesi per controllare la Pirelli. Con l’operazione ChemChina aumenterà il numero di holding a capo del colosso degli pneumatici. Tronchetti: ‘Niente contro-Opa’. Nei patti penale da 100 milioni per Camfin” (p. 21).

 

 

10. E’ LA STAMPA, MONNEZZA

expo cartellone con inglese sbagliato foto mia ceranexpo cartellone con inglese sbagliato foto mia ceran

Copertina di denuncia per il Fatto Quotidiano: “Così Expo si compra i giornali. Pioggia di 50 milioni di euro da Milano 2015 a tv, stampa ed editori per promuovere l’evento ed evitare notizie sgradite: 5 milioni alla Rai e 1,8 a Feltrinelli, 850 mila euro a Mondadori, 900 mila a Repubblica, 990 mila a Rcs. Risultato: titoli entusiastici, inserti-spot e nessuna critica” (p. 1).  

 

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