1- GIA’ ASSEGNATO A CANNES IL PRIMO PREMIO PER IL MAGGIORE PISELLO VISTO SU GRANDE SCHERMO: VA ALL'ATTORE NERO, PETER KAZUNGHA (SI CHIAMA PROPRIO COSI') 2- IN "PARADISE LOVE" IL SESSO FACILE CHE CERCANO LE CINQUANTENNI EUROPEE IN AFRICA 3- STARRING UN CULONE CHE RIEMPIE QUASI OGNI SCENA. L'EFFETTO E' BIZZARRO, MA LONTANO DAL JACOPETTISMO, VUOLE CAPIRE, NON SOLO STUPIRE. OVVIO CHE A MORETTI NON PIACERA' AFFATTO, MA RIMANE UN BUON FILM. MENO SGRADEVOLE DEL PREVISTO 4- NOTEVOLI I DUE FILM CHE HANNO APERTO LA SEZIONE "UN CERTAIN REGARD", CIOE' IL GIALLO CINESE "MISTERY" DI LOU YE E IL CURIOSISSIMO KAZAKO "STUDENT" DI OMIRBAYEV

Marco Giusti per Dagospia

Cannes 2012. Dopo averci regalato il sesso tra i vecchi, "Canicule" che lascio' molti stupefatti a Venezia, e il sesso che veniva dall'est, "Import Export", l'austriaco Ulrich Seidl si lancia con "Paradise Love", quarto film in concorso, nel sesso facile che cercano le cinquantenni europee in Africa.

Costruito con grandi inquadrature e il solito occhio alla composizione visiva dove inserire tutte le situazioni, anche le più' scabrose, il film, dopo un grande inizio in patria (con una fortissima scena con un gruppo di down sulle macchinine a scontro), segue una simpatica austriaca sovrappeso nel suo viaggio in Africa alla ricerca di sesso e distensione.

A differenza di "Verso sud" di Francois Ozon, che trattava lo stesso tema, qua c'e' meno moralismo e più desiderio di stupire lo spettatore con immagini a effetto. Ma la ricerca, come nei film precedenti di Seidl, e' sempre dedicata all'identita' nazionale, al come sono e cosa pensano gli austriaci, come si muovono, cosa dicono.

Malgrado la forte complessita' visiva, l'idea e' sempre quella di un film verita' su temi solitamente coinsiderati scabrosi. Seidl segue letteralmente il culone della sua protagonista in giro per l'Africa, un culone che riempie quasi ogni scena. L'effetto e' bizzarro, c'e' qualche lentezza, ma l'occhio di Seidl, lontano dal jacopettismo, vuole capire, non solo stupire. Ovvio che a Moretti non piacera' affatto, ma rimane un buon film. Meno sgradevole del previsto.

Comunque a "Paradise Love" va il premio per il maggiore pisello visto finora a Cannes, e' quello dell'attore nero, Peter Kazungha (si chiama cosi') che interpreta Munga, il gigolo della culona austriaca.

Notevoli i due film che hanno aperto "Un certain regard", cioe' il cinese "Mistery" di Lou Ye e il curiosissimo kazako "Student" di Darezhan Omirbayev. Il primo e' un complicatissimo giallo che ruota attorno alla misteriosa morte di una ragazza travolta da un'auto in corsa, ma forse spinta li' da qualcuno, a un poliziotto che ha troppe donne e a donne che non dice la verita'. Bella storia originale alla De Palma che potrebbe vantare un remake.

Il secondo e' un ironico film d'arte tratto da "Delitto e castigo" di Dostoyevski, ma ambientato in un Kazakistan poverissimo dominato dal neocapitalismo dei ganster miliardari. Lo studente del titolo, il nuovo Raskolnikov, vive in un mondo per lui incomprensibile, dove perfino i professori difendono il capitalismo e si girano film alla Moccia che vedono protagonisti le donne dei boss che viaggiano in suv.

Magistrale l'inizio con la giornalista che intervista il regista patacca mentre la prima attrice fa riempire di botte un ragazzo che ha osato versarle una tazza di te' sull'abito di scena. Ovvio che lo studente, seguendo il filo dostoyevskiano, compia prima il delitto e poi senta il morso del castigo, ma il tutto e' venato di trovate divertenti e assurde e di invenzioni di regia che hanno impressionato la platea di critici mezzo assonnati del pomeriggio.

 

 

SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL SCENA DEL FILM PARADISE LOVE DI ULRICH SEIDL

Ultimi Dagoreport

arianna meloni boccia sangiuliano

DAGOREPORT - IL PROCESSO BOCCIA-SANGIULIANO POTREBBE RISERVARE QUALCHE BRUTTA SORPRESA PER L'ARMATA BRANCA-MELONI: SISTER ARIANNA DOVRÀ RISPONDERE SOTTO GIURAMENTO, COME ‘’PERSONA INFORMATA SUI FATTI’’, NON SOLO ALLE DOMANDE DEI MAGISTRATI MA ANCHE A QUELLE DELLA DIFESA DELLA VISPA POMPEIANA. E BASTA UNA PANZANA E SI FINISCE INDAGATI – L’INCHIESTA DI “REPORT” DEL 2024: ''QUAL È STATO IL RUOLO DELLA CAPA DELLA SEGRETERIA POLITICA DI FDI NELLA MANCATA NOMINA DELLA BOCCIA A CONSULENTE DEL MINISTRO DELLA CULTURA?'' – L’AVVOCATO DI GENNARINO, SICA, AMMISE: "ARIANNA AVEVA SOLO AVVERTITO MOLTO PRIMA SANGIULIANO DI STARE ATTENTO PERCHÉ C’ERANO DELLE VOCI CHE GIRAVANO SU QUESTA PERSONA... E AVEVA RAGIONE. LUI ERA PRESO DALLA RELAZIONE" – PIZZICATA IN VIA DELLA SCROFA, LA SORELLA DELLA DUCETTA LA BUTTO' IN CACIARA: “MA LEI DICE DAVVERO CHE AGLI ITALIANI INTERESSA QUESTO?” – GRAN FINALE COL BOTTO DI “REPORT”: “DA QUELLO CHE CI RISULTA, ARIANNA AVREBBE INCONTRATO SANGIULIANO IL 29 LUGLIO PER AVVISARLO DELLE PERPLESSITÀ SULLA NOMINA DELLA BOCCIA. MA IL MINISTRO AVREBBE TENUTO IL PUNTO PERCHÉ LA SORELLA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SAREBBE IN CREDITO CON LUI, DOPO LA NOMINA DI FABIO TAGLIAFERRI ALLA PRESIDENZA DI ALES, SOCIETÀ IN HOUSE DEL MINISTERO DELLA CULTURA…” - VIDEO

papa francesco fazzini tornielli

DAGOREPORT - LA CASA EDITRICE DELLA SANTA SEDE ANNUNCIA IN POMPA MAGNA CHE, A NOVEMBRE, USCIRA' "IL DIARIO PERSONALE DI PAPA FRANCESCO", LIBRO CURATO DAL CARDINALE ARGENTINO VICTOR MANUEL FERNANDEZ - DIETRO QUESTA OPERAZIONE, CHE HA IL SAPORE DI UN NUOVO “VATILEAKS” CON PARVENZA ISTITUZIONALE, CI SONO ANDREA TORNIELLI, DIRETTORE EDITORIALE DEL DICASTERO DELLA COMUNICAZIONE VATICANA, E LORENZO FAZZINI, RESPONSABILE DELLA CASA EDITRICE - PROPRIO FAZZINI HA RACCONTATO CHE IL CARDINALE FERNANDEZ AVEVA RICEVUTO DA FRANCESCO UNO SCATOLONE PIENO DI SUE VECCHIE AGENDE. PECCATO CHE IL PONTEFICE ARGENTINO NON TENESSE DIARI PERSONALI E DISTRUGGEVA TUTTA LA CORRISPONDENZA E LA DOCUMENTAZIONE IN ARRIVO, UNA VOLTA EVASA - ALLORA PERCHÉ IL LIBRO È STATO INTITOLATO "IL DIARIO PERSONALE", SE BERGOGLIO UN DIARIO NON LO AVEVA E MANCO LO VOLEVA? IL TUTTO PUZZA DI BIECA OPERAZIONE COMMERCIALE...

leonardo lorenzo mariani francesco macri'

DAGOREPORT – DIN-DON! SAREBBE GIÀ FINITA LA LUNA DI MIELE FRA IL PRESIDENTE DI LEONARDO, FRANCESCO MACRÍ, E L’AMMINISTRATORE DELEGATO LORENZO MARIANI – IL MOTIVO DELLA DISCORDIA TRA MACRÌ, SOLDATO ARETINO DI FDI IN QUOTA DONZELLI, INDICATO DA LOLLOBRIGIDA-CROSETTO, E MARIANI, SOSTENUTO DA FAZZOLARI, ALLA FINE È SEMPRE LO STESSO: IL POTERE DELLE DELEGHE - MARIANI NE DIEDE A MACRÌ UNA LUNGHISSIMA LISTA (RAPPORTI ISTITUZIONALI, LE FONDAZIONI, LA SOSTENIBILITÀ, LA SICUREZZA, LE FILIERE, ETC. ETC.), MA TUTTE GESTITE “CONGIUNTAMENTE CON IL CEO” - E MARIANI, A QUANTO PARE, NON GLI FA TOCCARE PALLA…

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...