big moretti sorrentino

SORRENTINO, LA VERSIONE ULTRA-KITSCH DI NANNI MORETTI – DOPO IL PAPA, ECCO IL FILM SU BERLUSCONI: "IL CAV È UN CONCENTRATO DI MISTERI" – NEL FILM INSIEME A TONI SERVILLO CI DOVREBBERO ESSERE ANCHE VALERIA BRUNI TEDESCHI E ANNA BONAIUTO - "IO PERMALOSO? QUANDO GLI INTERLOCUTORI SONO CIUCCI E PRESUNTUOSI NON CI STO, PERCHÉ NON SANNO PRENDERMI IN GIRO” - VIDEO

 

 

Silvia Fumarola per la Repubblica

SORRENTINOSORRENTINO

NEL suo studio inondato di luce, circondato dai libri, Paolo Sorrentino, 46 anni, ha l' aria di chi sta bene nella propria tana. Fuori i colori di piazza Vittorio, nella stanza il suo mondo fatto di quadri, locandine, cd e la foto in bianco e nero di un bambino sotto un ficus gigantesco. «Sono io da piccolo, i miei mi mettevano sempre sotto quell' albero».

 

Il regista premio Oscar per La grande bellezza nello sguardo ha la malinconia di certi suoi personaggi, ma venata d' ironia: si accende un sigaro e sorride. Dopo il successo di The young Pope su Sky, sul potere della Chiesa, lo aspetta il film su Silvio Berlusconi, uomo di potere che tutti pensano di conoscere, ancora tutto da raccontare. Secondo le ultime voci il progetto - realizzato da Nicola Giuliano e Francesca Cima, produttori storici del regista napoletano - sarebbe a buon punto e c' è già il protagonista:

NANNI MORETTI 7NANNI MORETTI 7

 

Toni Servillo. Durante l' ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia, presentando la serie con Jude Law, aveva annunciato a Variety che stava lavorando a un film su Berlusconi. A novembre, sempre Variety, scriveva che il progetto era congelato. Ora si limita a dire che sta ancora scrivendo.

 

Sorrentino, ha detto che il suo film migliore è "Il divo" in cui raccontava il suo Andreotti. Adesso è il turno del leader di Forza Italia.

«Sto scrivendo il film su Berlusconi, quando lo farò lo interpreterà Toni Servillo».

Sembra affascinato dal potere, anche "The young Pope" racconta cosa vuol dire muoversi nel potere del Vaticano.

«Il tema del potere è dappertutto, è una delle tentazioni più forti del genere umano. Mi viene da sorridere quando sento dire "Non siamo governati bene": ci vuole saldezza morale per comandare. Che inevitabilmente si erode, il potere prevede spesso l' abuso. È un tema che mi affascina anche quando parlano il carabiniere e il netturbino».

Il potere vero è quello di chi comanda sottraendosi, pensi a Enrico Cuccia.

PAOLO SORRENTINOPAOLO SORRENTINO

«Quelle sono le vette eccelse, c' è una strana convergenza tra l' uomo di potere e il mistero. Valeva per Andreotti, Cuccia e Craxi ».

 

Vale anche per Berlusconi, non crede?

«In effetti è un concentrato di misteri non indifferenti. L' uomo di potere è per definizione misterioso, la gestione del potere lo è.

Sono deputati a prendere le alte cariche uomini inafferrabili, i prevedibili al potere non ci arrivano ».

Il Papa anti marketing di "The young Pope" esercita il vero potere.

«Sì, doveva essere così, perché la Chiesa parla molto di mistero ma poi il Papa si rivela tanto. Un Papa che rimette al centro il mistero è simbolo del vero potere».

 

Un Papa secondo lei condivide o è l' uomo più solo della terra?

«La vita del Papa assume un' altra dimensione rispetto ai racconti che mi hanno fatto, vince la quotidianità. È circondato dai collaboratori si relaziona con la cameriera a cui dice cosa vuole mangiare. Ho saputo che una sera Wojtyla invitò i suoi amici di gioventù e fece preparare dalla cuoca la pizza. Le distanze si accorciano molto».

 

NANNI MORETTI 1NANNI MORETTI 1

Come ha reagito la Chiesa al suo giovane Papa, bello come una divo ma nemico dell' apparire?

«Abbastanza bene, con l' intelligenza che le è consueta: il silenzio. Senza alimentare polemiche.

Quando è venuto Scorsese in Italia mi ha invitato a vedere Silence in Vaticano. C' erano vari prelati: dietro quei sorrisetti scorgevo sguardi complici, ne sono abbastanza sicuro».

Il suo Pio XIII rivela al confessore di non credere in Dio, ma poi aggiunge: «Scherzavo».

«Però non scherzava tanto. Il suo è un rapporto con Dio ma capita a una certa età che la persona con cui abbiamo un legame d' amore si affievolisca. Un sacerdote ha la vocazione forte da giovane, poi un grande legame e negli anni crea un nuovo rapporto con Dio. L' amore è amore a tutti i livelli, cambia e si evolve ».

 

La sua passione per il cinema si è evoluta?

paolo sorrentino e jude law 076paolo sorrentino e jude law 076

«Qualche anno fa si era un po' addormentata, perché intanto il mondo complotta per farti sentire che il cinema è sempre un po' claudicante, in crisi. In Italia c' è una maestria assoluta nel far sentire il cinema in crisi. E ti contagia. La crisi ha coinciso con il colpo di fulmine per la televisione, l' innamoramento per le serie: Fargo mi era piaciuto tantissimo, anche True detective ».

 

Cosa la affascina delle serie?

«Mi interessano i racconti lunghi. La grande bellezza era un film di due ore e mezza. Col passare degli anni, anziché trovare il dono della sintesi mi sono espanso. E la tv è congeniale».

 

Pensa che siano la "nuova letteratura"?

«Che la scelta televisiva sia più prossima al romanzo rispetto al film è vero. Il film nella struttura delle due ore, anche se sei un autore libero, comunque ti costringe a una griglia rigida mentre la televisione ti consente di sviluppare, esattamente quello che si fa con un romanzo. C' è il feuilleton discutibile, poi c' è Faulkner. Pochi Faulkner, per la verità. Con la bulimia della tv, la qualità rischia di erodersi, questo è il pericolo: diventa più importante fare le serie che farle bene ».

 

Perché non ha mai girato un film su Napoli?

«Ho vissuto tutti gli anni emotivamente decisivi a Napoli, è molto coinvolgente e non mi viene così facile. Il cinema ha una sua dimensione giocosa, che a Napoli si affievolisce. I tempi non sono maturi, ma ho tante idee. Molti anni fa volevo girare un film dal libro di Raffaela La Capria, Ferito a morte. Avevo i diritti, ma produrlo era complicato ».

GIULIO ANDREOTTI GIULIO ANDREOTTI

Si è definito "pigro iperattivo".

«Vado a due velocità.

Non sono pigro nel lavoro, ma nel resto. Giustamente molti colleghi hanno piacere di fare incontri con pubblico e stampa, per avere palpabili gratificazioni. Penso che il mio lavoro sia bello perché posso occuparmi degli altri e non di me, non mi piace stare al centro dell' attenzione.

M' impigrisco sull' aspetto sociale della vita. Quando non lavoro ho un atteggiamento letargico, faccio una vita da scoiattolo. L' unica cosa è prendersi un po' in giro».

paolo sorrentino 067paolo sorrentino 067

Veramente dicono che sia permaloso.

«Non sono permaloso. Quando gli interlocutori sono ciucci e presuntuosi non ci sto, perché non sanno prendermi in giro».

 

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