SPOM-PATO – SCOMMETTIAMO CHE DELL’ADDIO DI PATO, L’UNICA FELICE è BARBARA BERLUSCONI? - IL CLUB BRASILIANO DEL CORINTHIANS OFFRE 15 MLN, IL “PAPERO” ACCONSENTE - PERSEGUITATO DALLA SFIGA E DAGLI INFORTUNI IL BANANA NON LO VENDETTE AL PSG MENO DI UN ANNO FA PER 30 MLN €. OGGI PROBABILMENTE LO DARÀ VIA PER LA METÀ…

Dario Pelizzari per "Il Sole 24 Ore.com"


L'indiscrezione è di quelle che non lasciano indifferenti, perché interessa da vicino una delle migliori promesse (mancate) del nostro calcio. Alexandre Pato, il brasiliano che a 18 anni ha conquistato l'Italia di fede milanista con un mix di talento, classe, velocità e dribbling che spesso si declinava in gol a grappoli e prestazioni da urlo, sarebbe prossimo a lasciare la penisola per tornare in Brasile. Il Corinthians, club carioca neo campione del mondo, avrebbe messo sul piatto 15 milioni di euro per completare l'operazione già nelle prossime settimane. Da Pato sarebbe già arrivato il via libera all'affare. Si dice, più per necessità che per scelta.

L'attaccante rossonero avrebbe infatti deciso di cambiare aria per provare a modificare l'inerzia di un quotidiano che certo non gli ha detto bene negli ultimi due anni. Era un fenomeno, Pato, un giocatore straordinario, capace da solo di cambiare le logiche di una partita. Poi, gli infortuni. Spesso gravi e senza soluzione di continuità. Il tempo di tornare in campo e si faceva male di nuovo. Una sfortuna drammatica, da nuvoletta di Fantozzi, ma senza alcuna ragione per sorridere. Era un grande, Pato, e vuole tornare a esserlo. Lontano da Milano, però, perché per iniziare una nuova storia occorre talvolta modificare la realtà che ci circonda.

Cambiare si può, anzi, si deve. Lo scorso gennaio, Pato fu vicinissimo al Paris Saint Germain di Carlo Ancelotti, suo pigmalione ai tempi dell'avventura in rossonero. L'operazione andò poi in fumo per un netto e improvviso cambio di marcia del brasiliano («Resto dove sono, il Milan è la mia casa»), ma anche per l'intromissione del presidente Berlusconi, che lo dichiarò incedibile. Per la serie, Pato non si muove, nemmeno per la trentina di milioni che gli sceicchi del club transalpino si dicevano disponibili a girare alle casse del Diavolo. Oggi, a meno di un anno di distanza dall'offerta del Psg, l'addio del Papero potrebbe valere quasi la metà. Tuttavia l'interesse che la dirigenza rossonera avrebbe manifestato per la proposta del Corinthians fa intuire che qualcosa è cambiato.

Pato era un investimento da preservare. Questo era l'intendimento del Milan fino a poco tempo fa, diciamo prima dell'inizio della nuova stagione. Sì, perché doveva pur esserci una fine al suo calvario, prima o poi si sarebbe dovuto ristabilire dai numerosi guai muscolari che non gli lasciavano scampo ogni volta che metteva i piedi in campo.

Si comincia con la cabala. Pato cambia il numero di maglia, sceglie il 9 per venire incontro al destino e rendere omaggio ai grandi campioni del passato (da Van Basten a Inzaghi), ma i problemi, invece che trovare definitiva soluzione, si rinnovano. Pato in infermeria dal 23 agosto al 1° ottobre per noie agli adduttori. E ancora, dal 22 novembre al 17 dicembre per un infortunio rimediato in Champions contro l'Anderlecht. «Vorrei giocare di più», dirà al termine della gara, lasciando a bocca aperta società e tifosi, che non capiscono se si tratti di una battuta o di una dichiarazione seria e ragionata.

Una lenta ma inesorabile discesa. Passa il tempo e Pato gioca sempre meno in campionato, questione di numeri. Stagione 2008-09, la seconda del Papero in rossonero, 2281 minuti in campo e 15 gol. Stagione 2009-10, 1804 e 12 gol. E ancora, 1597 e 14 gol, poi 536 e 1 gol. Fino ad arrivare al campionato in corso, 210 minuti e 0 reti. Vero, c'è il dramma di un giocatore che non sa più a che santo appellarsi per risolvere i suoi guai, ma che cosa dire di una squadra che continua a pagarlo a peso d'oro (4 milioni netti a stagione) senza avere nulla o poco in cambio?

Il presente del Milan si chiama Stephan El Shaarawy, ventenne che ha trovato la strada per la gloria. Potrebbe anche chiamarsi Mario Balotelli, se Berlusconi decidesse di fare la pazzia e regalarsi il giocatore che insegue da ormai un paio d'anni. Ma certo non si chiama più Alexandre Pato, giovane fuoriclasse a cui la malasorte ha impedito di diventare, almeno per il momento, uno dei più forti attaccanti della storia del pallone. Il Corinthians preme per chiudere l'affare e il Milan, lo dicono anche i più scettici, questa volta cederà.

 

BARBARA BERLUSCONI E PATO e pato e barbara berlusconi barbara berlusconi ed alexandre pato alexandre pato e barbara berlusconi PATO BERLUSCONI Berlusconi Galliani e Katarina Knezevic a San Siro Da Novella STEPHAN EL SHAARAWY

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