1. STASERA, NON PRENDERE IMPEGNI: IL CAVALIER POMPETTA SALE SUL RING DI SANTORO 2.PER DUE ORE SILVIO SARÀ TENUTO SULLA GRATICOLA, LA PUNTATA SARÀ TUTTA E SOLO PER LUI, E CI SI DOMANDA SE SAPRÀ REGGERE IL SUPPLIZIO FINO IN FONDO. SICURO CHE A BERLUSCONI NULLA VERRÀ RISPARMIATO SU MAFIA, RUBY E “CENE ELEGANTI” 3. CIRCOLANO GIÀ LE QUOTE DEI BOOKMAKERS, DAGLI SCOMMETTITORI VIENE DATO A 5 CHE PRIMA DEL “GONG” FINALE IL BANANA SI ALZERÀ SDEGNATO E SE NE ANDRÀ DALL’ARENA, COME AVEVA GIÀ MINACCIATO DI FARE GIÀ DUE SETTIMANE ADDIETRO DA GILETTI, E IERI SERA ADDIRITTURA DA VESPA (NON PROPRIAMENTE UN TORQUEMADA NEI SUOI CONFRONTI) 4. LA STORIA DEI RAPPORTI FRA I DUE È LUNGA, BASTI PENSARE AI TRE ANNI DI MICHELONE A MEDIASET PERALTRO DANDO VITA FORSE AL MIGLIORE DEI SUOI PROGRAMMI, "MOBY DICK"

TELEFONATA DI BERLUSCONI AL "RAGGIO VERDE"
http://www.youtube.com/watch?v=PgUFclMkPhk

SANTORO VS BERLUSCONI - ANNOZERO - 24/09/2009
http://www.youtube.com/watch?v=KIr7zenKkTc

LA RABBIA DI BERLUSCONI CONTRO SANTORO
http://www.youtube.com/watch?v=XQrVzQdDeOI

 

1. IL CAVALIERE DA SANTORO DECISO A DARE BATTAGLIA RESTERÀ FINO ALLA FINE? - I BOOKMAKER DANNO 1 A 5 L'ADDIO ANTICIPATO
Ugo Magri per La Stampa

Qualche stratega berlusconiano ha cominciato a chiedersi, ieri pomeriggio, se non fosse una pazzia portare il Capo stasera nella tana di Santoro (ore 21,10 su La7). Anzi peggio: un vero suicidio. Perché l'unica certezza è che «Servizio pubblico» non gli farà sconti. Se per avventura il conduttore recitasse la parte del carabiniere buono, si può giurare che nei panni del cattivo si infilerebbe volentieri Travaglio, oppure Vauro, o anche Ruotolo... Dalla redazione nulla filtra sulla scaletta, ma è sicuro che a Berlusconi nulla verrà risparmiato su mafia, Ruby e «feste eleganti».

Per due ore Silvio sarà tenuto sulla graticola, la puntata sarà tutta e solo per lui, il titolo è già uno sfottò: «Mi consenta»; ci si domanda se saprà reggere il supplizio fino in fondo. Circolano già le quote dei bookmakers, dagli scommettitori viene dato a 5 che prima del «gong» finale il Cavaliere si alzerà sdegnato e se ne andrà dall'arena, come aveva già minacciato di fare già due settimane addietro da Giletti, e ieri sera addirittura da Vespa (non propriamente un Torquemada nei suoi confronti).

Per cui ben si comprendono i tormenti dell'entourage. E si capisce pure come mai, nel «promo» della trasmissione, Vauro abbia infilato la matita nella piaga effigiando Berlusconi in versione mignon mentre passeggia nervosamente e si domanda nel fumetto: «Ci vado o non ci vado?». Però è anche vero il contrario: se all'ultimo istante decidesse di dare forfait, il leader del centrodestra rimedierebbe una pessima figura. Darebbe l'impressione di darsela a gambe, ammetterebbe implicitamente di non essere all'altezza della sfida.

Dubbio che in verità nemmeno lo sfiora. «Io paura di Santoro? Non scherzerete mica...», è stata ancora ieri sera la sua risposta. Pare non veda l'ora di mettersi alla prova. E di sfruttare a proprio vantaggio la suspense di queste ore, l'attesa della corrida, i riflettori mediatici di cui ha disperato bisogno per risalire la china dei sondaggi.

Escluso che gli mandino in anticipo le domande, come in altre trasmissioni «a rischio» Bonaiuti era riuscito a ottenere. Però non è che Berlusconi andrà disarmato. Corre voce di certi dossier preparati da qualche deputato volenteroso, pungiglioni velenosi da estrarre casomai si trovasse chiuso nell'angolo.

Con un sorrisetto malefico, il Cav aveva anticipato l'altra sera alla Gruber: «Vedrò il mio amico Travaglio...». «Mai avuto il piacere di conoscerlo», ha mantenuto le distanze il giornalista. E Santoro? Ebbe Berlusconi ospite 18 anni fa a «Tempo reale». Però lavorò tre anni a Mediaset. E comunque nel 2001 scattò il famoso «editto bulgaro» che lo cacciò dalla Rai insieme con Luttazzi e Biagi. Chissà se Berlusconi almeno gli chiederà scusa...

2. LA STORIA DEI RAPPORTI FRA I DUE È LUNGA, BASTI PENSARE A QUANDO "MICHELE CHI?", TRASCURATO DALLA RAI, PASSÒ A MEDIASET PER FARE "MOBY DICK"
Filippo Ceccarelli per "la Repubblica"

E dopo un'animazione giocherellona di Vauro, con il solito nanerottolo berlusconide che dice "vado o non vado?", un rullio di tamburi lontani accompagna con effetti assai più drammatici il promo (video) dell'inaudita trasmissione, il grande duello, l'immane circo, lo spettacolo televisivo dell'anno.

Bùm bùm bùm bùm bùm: e si vedono tanti diversi Berlusconi che in diversi ambiti, ma con un medesimo registro di spavalda allegria, confermano che stasera andrà "da Santoro". Ma quel suono di sottofondo promette guerra. Poi si farà sempre a tempo a dire che no: è un libero confronto di idee.

Più che di parole, in realtà, la televisione vive e si nutre di segni, luci, rumori e aspettative. Nessuno lo sa meglio di Michele Santoro, forse solo Silvio Berlusconi. Negli spettacoli del primo, più che alla vittoria, si punta all'uccisione virtuale dell'avversario. Anche questo il Cavaliere lo sa benissimo. E infatti per l'occasione s'è definito "un lottatore", "un guerriero". Non ha detto "un gladiatore" perché dopo l'impiccio della Stay behind la parola suona un po' così, ma avrebbe potuto benissimo farlo, magari con l'aiuto del successo cinematografico.

Una volta, telefonando in diretta a Santoro - cosa peraltro accaduta non di frequente, ma quanto basta per ricordarselo come la Voce che si rivolge a Mosè sul monte Sinai - l'accusò di aver allestito una "trasmissione trabocchetto" e, perché tutti potessero capire, "una trasmissione trappola". E si potrà sempre dire che sono elucubrazioni da professori di sociologia dei processi culturali - puàh! -, ma questa seconda variante, la trappola, richiama una dimensione spiccatamente venatoria: l'uomo coraggioso a caccia di bestie feroci, non a caso in questi ultimi giorni s'è detto che Berlusconi sarebbe sceso nella "fossa dei leoni".

Fatto sta che a quel punto Santoro, unico nella pur ricca storia del talk-show all'italiana, un po' adirandosi, un po' facendo finta e un po' godendosi il drammaturgico imprevisto, comunque minacciò di espellere la Voce dal suo programma. Incredibile a vedersi, Berlusca accusò il colpo, sia pure per un attimo, poi però si riprese abbandonandosi a quella che resta una delle più indimenticabili invettive degli annali televisivi della Repubblica: "Santoro, lei è un dipendente del servizio pubblico, Santoro - e qui la zampata - si contenga!" (con la "e" molto stretta).

Crudeli riprese si soffermarono allora sul volto stupefatto dell'incontinente, ma astuto teledivo, il quale ebbe anche lui uno scatto: "Sono un dipendente del servizio pubblico, non un suo - e qui calcò - dipendente". E vai con l'audience!

Ora, c'è anche da dire che qualche tempo dopo il Cavaliere si consentì di espellerlo lui, Santoro, dalla televisione, con il cosiddetto "editto bulgaro". Che a rivederlo oggi su YouTube colpisce non solo perché il premier era pelato come nelle vignette di Vauro e negli articoli di Travaglio (quest'ultimo l'altro giorno gratificato di "genio del male"), ma anche per la manifesta sorpresa e l'aria d'incuriosita diffidenza espressa da alcuni dignitari di Sofia rispetto a quanto andava dicendo il presidente italiano.

E va bene: la storia dei rapporti fra i due è lunga, basti pensare che cinque anni prima Santoro, negletto da un presidente Rai che non sapeva neanche chi fosse, era passato con opportuno clangore e debite accuse di tradimento alle reti berlusconiane - peraltro dando vita forse al migliore dei suoi programmi, "Moby Dick". Allo stesso modo, o se si vuole con una altrettanto complessa e perfino ambigua corrispondenza, nel chiudere una festa del Pdl a Milano Berlusconi ha chiarito: "I giornalisti più mi attaccano e più mi rafforzano, viva Repubblica e viva Santoro!".

Se ne dicono tante. Ma si può riconoscere come sia sempre stata per entrambi una relazione incautamente alla pari e perciò inevitabilmente complementare e pericolosamente competitiva, una specie di conflitto ad alta intensità politico-emozionale, proseguito nel corso del tempo attraverso una narrazione televisiva a base di cori da tragedia greca, tifo da curve, interpretazioni attoriali d'intercettazioni telefoniche, cartoni del genere manga sul bunga bunga, recital tipo cabaret tedesco di "Bella ciao" (sei milioni di telespettatori!) e altre risorse circensi.

Ha notato una volta Marco Pannella, che di tali faccende se ne intende, come quello di Santoro non sia altro che un "Colosseo televisivo"; e in effetti la scenografia delle sue trasmissioni è chiaramente ispirata a quella degli antichi anfiteatri. Neanche a farlo apposta proprio ieri su Repubblica.it si poteva leggere che recenti indagini archeologiche hanno appurato che sotto la coltre di nerofumo, il Colosseo era di color ocra e rosso, il rosso spicca senz'altro nello studio di "Servizio pubblico", pure segnato dal mosaico pompeiano "cave canem".

Non si dirà qui che l'estetica non solo televisiva di Berlusconi è spesso girata intorno a una romanità di cartapesta. Se i due personaggi sono diversi e anzi opposti la televisione, o meglio lo spettacolo è uno solo ed è lui che detta legge al giorno d'oggi. Per cui stasera tutta l'Italia o quasi andrà al circo, e anche se la lotta d'intrattenimento sarà deludente, pazienza, il biglietto infatti è gratis - altro si paga, purtroppo, senza sconti e senza rimborsi.

 

1995. Tempo Reale La prima partecipazione di Berlusconi a una trasmissione di SantoroTELEFONATA DI BERLUSCONI AL "RAGGIO VERDE"http://www.youtube.com/watch?v=PgUFclMkPhkSantoro e Berlusconi sullo sfondoberlusconi santoro Vauro e Travaglio santoro berlusconi Travaglio e Vauro berlusconi hfcgd santoro travaglio MICHELE SANTORO DURANTE L'ULTIMA PUNTATA DI "ANNOZERO"ferranti berlusconi SILVIO BERLUSCONI Silvio Berlusconi

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