T‘AMO PIO BOWIE – IL DUCA BIANCO È VIVO E FESTEGGIA I SUOI PRIMI 66 ANNI CANTANDO PER NOI “WHERE ARE WE NOW?”, LA PRIMA CANZONE INCISA DOPO DIECI ANNI DI SILENZIO E SPECULAZIONI DI OGNI GENERE SULLA SALUTE DELLA ROCKSTAR IN ATTESA DEL NUOVO ALBUM CHE USCIRÀ A MARZO. TITOLO: ‘’THE NEXT DAY’’- RITORNO A BERLINO DOVE, DAL 1976 AL 1979, BOWIE PASSÒ GLI ANNI TRA I PIÙ FELICI E PRODUTTIVI DELLA SUA LUNGA CARRIERA…

VIDEO - "Where are We Now"
Ascoltala, cliccando sul link:
http://bit.ly/XhsaUB

Alberto Piccinini per il Manifesto

Ieri mattina mezzo mondo si è svegliato ascoltando David Bowie. "Where are we now?", la prima canzone incisa dopo dieci anni di silenzio e speculazioni di ogni genere sulla salute della rockstar è apparsa letteralmente dal nulla sul suo sito internet, che da qualche giorno risultava off-line. Alle cinque del mattino la Bbc l'ha mandata in onda. Un'ondata di stupore, gioia, malinconia, per qualcuno (pochi) di delusione, ha travolto i social network.

Su Twitter e Facebook non c'era chi non volesse esserci, postare, condividere, commentare la clip del videoscultore newyorkese Tony Oursler che accompagna la malinconica ballata, attraversata dai ricordi e dalle immagini del soggiorno a Berlino di Bowie, e dal pensiero di "camminare verso la morte".

Non era un giorno qualunque. Ieri Bowie festeggiava i suoi 66 anni. Festeggiare non sempre è il verbo giusto in questi casi. "Dovevo prendere il treno da Postdamer Platz/ non hai mai saputo che potevo farlo", canta, trentacinque anni dopo a qualcuno, che probabilmente, non c'era. Postdamer Platz, prima della caduta del Muro era uno spazio metafisico, abbandonato, sconvolgente. Gli Hansa Studios, dove venne incisa Heroes, stavano a due passi.

L'installazione di Oursler - che ha già lavorato usando la rockstar come modello, in passato - mette la faccia di Bowie accanto a quella di una ragazza, sui corpi di due pupazzi seduti a mo' di soprammobile su una grande scrivania. In una stanza della memoria ingombra di cose un video proietta vecchie immagini della capitale tedesca.

A trent'anni appena compiuti, dal 1976 al 1979 Bowie passò a Berlino gli anni tra i più felici e produttivi della sua lunga carriera. Veniva da Los Angeles e dal suo periodo fantascientifico ("il grande duca bianco"). Una dieta di solo latte, cocaina, Gouloises, l'avevano ridotto a uno scheletro. Quel che è peggio, la paranoia lo aveva riempito di impresentabili fantasie naziste. Fu a Berlino che vide, sul Muro, la scritta "Bowie" con la e trasformata in una svastica. E scese a più miti consigli con se stesso.

Girava in bici, in metropolitana, su una vecchia Mercedes con l'amico Iggy Pop ("Sempre sfasciando la stessa macchina", come scrisse in una canzone). Viveva in un grande appartamento a Schoneberg, pieno di gente. Passava la notte nei bar, o - come canta ancora in Where are we now? - "seduto al Dschugel a Nurberger Strasse/ un uomo perduto nel tempo".

Il Dschungel, all'epoca, la discoteca più bella del mondo libero, attraversata dai suoni del funk e dell'hip-hop che annunciavano la nuova epoca. A Berlino, con Brian Eno, il produttore Tony Visconti, Robert Fripp, Bowie reinventò il rock degli anni a venire. Gli spazi vuoti della città, le rovine, il peso della Storia fusa nel cemento del Muro. Il grande magazzino Kadewe, il ponte Bose, il primo aperto dopo la caduta del Muro, ricordati nella nuova canzone. Le memorie del cabaret, il sesso, l'espressionismo, le storie di spie, i quartieri turchi. Il racconto delle metropoli post-industriali comincia dalla Berlino di Bowie, e non è mai finito.

Di quegli anni è rimasto Tony Visconti, il produttore della musica di Bowie dal 1972, tornato a collaborare con il cantante nei suoi ultimi due dischi fin qui, Heathen e Reality, spogliati di ogni sperimentazione linguistica, e già attraversati dalla soffusa malinconia di Where are we now? "Dove siamo adesso?". Già, dove siamo adesso? A qualcuno la risoluzione della canzone sembrerà persino banale, nel suo arrendersi al tempo che passa, all'essere-vivi adesso.

"Finchè ci sarà il sole/ finchè ci sarà la pioggia/ finchè ci sarai tu/ finchè ci sarò io". Bowie ha trafficato a lungo col melodramma canzonettaro e le pose teatrali, ma non è questo. La dichiarazione di fragilità da parte di uno che da anni viene dato per malato di cancro e spacciato, sembrerà l'unica cosa che resta viva nel rock, così invecchiato e travolto delle sue stesse memorie.

In una scena del video Bowie indossa un enigmatica t-shirt con su scritto "Song of Norway". E' il titolo di un musical del 1970 al quale partecipò come comparsa Hermione Feather sua fidanzata freak-chic di allora. Si erano conosciuti da Lindsay Kemp. Lei scappò con un attore, lui si rifugiò in una comune autogestita. Dove siamo adesso? In un'epoca in cui si sa tutto di tutto, e i dischi si ascoltano in Rete settimane, spesso mesi prima della loro uscita, la segretezza con cui Bowie ha gestito il suo ritorno è tuttavia un piccolo capolavoro di comunicazione.

Fino a ieri le ultime foto apparse sui giornali erano le stesse degli ultimi anni: a spasso per Manhattan, pallido, con un cappello in testa e un borsa della spesa in mano. Neppure la casa discografica Columbia sapeva nulla. Una dichiarazione di ieri si limita a notare che "mettersi nell'ombra, evitare l'ingranaggio dell'industria è molto Bowie".

Non ci saranno interviste, neppure apparizioni promozionali, aggiungono. Soltanto la promessa di un nuovo album che uscirà il prossimo marzo. Titolo: the next day, il prossimo giorno. In copertina la stessa foto di Heroes, il capolavoro berlinese, ispirata alle opere del pittore espressionista tedesco Erich Heckel, ma coperta da un quadrato bianco.

 

DAVID BOWIEBOWIE BALL A LE POISSON ROUGE DAVID BOWIE IN CARCERE PER POSSESSO DI MARIJUANA MICK JAGGER DAVID BOWIE PETE TOWNSHEND david bowie mick jagger jpegDAVID E ANGIE BOWIE jpegMICK JAGGER E DAVID BOWIEdavid bowie DAVID BOWIE bowieDM x

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO