modelle instagram

LA TOP MODEL DEL FUTURO? CERCALA SU INSTAGRAM - UNA RICERCA DEFINISCE L’IDENTIKIT DELLE SUPERMODELLE - NON BASTA L’ALTEZZA, CONTANO ANCHE I SELFIE: MA IL “COOL FACTOR” NON SI MISURA - CARA DELEVIGNE E LE NUOVE DIVE DELL’INSTA-MODELLING

CARA DELEVINGNE CARA DELEVINGNE

Fabio Sindici per “la Stampa”

 

Sarà un social network la culla della top model del futuro. Più precisamente, Instagram, la piattaforma di condivisione di fotografie e video più seguita e utilizzata dai giovani. E che ha, da qualche tempo, ipnotizzato il mondo della moda.

 

L’indicazione non viene da un fotografo superstar o da un guru dello scouting di bellezze, ma da un team di ricercatori dell’Università dell’Indiana che ha elaborato un algoritmo sulla base degli account Instagram di un campione di modelle, in grado di predire il successo delle ragazze in passerella.

 

Qualcuno ricorda S1m0ne, film del 2012, in cui un regista interpretato da Al Pacino, creava l’attrice perfetta, sex symbol virtuale, attraverso un software? Gli scienziati dell’università americana hanno fatto l’opposto: sono partiti dal mondo digitale per definire l’identikit delle prossime supermodelle in carne, ossa e accessori fashion. 
 

cara delevingnecara delevingne

La ricerca

«La nostra analisi mostra che Instagram è altrettanto importante, per la carriera di una modella, di un contratto con una grande agenzia» afferma il computer scientist Emilio Ferrara, che ha diretto il team. Lo studio ha selezionato 400 ragazze sul sito Model Directory, poi ha passato al setaccio le loro pagine Instagram. Dati fisici come altezza, colore degli occhi e dei capelli sono stati frullati nel computer insieme al numero di followers e di post, ai commenti, ai likes.

 

KENDALL JENNER KENDALL JENNER

Le apparizioni delle ragazze in passerella hanno confermato un’accuratezza dell’80% del modello di previsione. Cosa serve, secondo gli scienziati dell’università dell’Indiana, per «uscire dal gruppo» su Instagram? Un fattore è l’altezza: due centimetri sopra la media possono fare la differenza tra successo e insuccesso. Le classiche misure seno, vita e fianchi, sarebbero invece ininfluenti. Le nuove top consacrate dall’algoritmo sono Sofia Tesmenitskaya, Renata Scheffer, Arina Levechenko, Melanie Culley, Sasha Antonovskaya e Philippa Hemphrey. 
 

KENDALL JENNER 1KENDALL JENNER 1

La rete dei selfie
Ma è possibile definire il sex-appeal, l’eleganza, il fascino con l’algoritmo di un computer? La questione – e la ricerca dell’università Usa – sono meno futili di quanto possa sembrare. Maghi del model management come Steven Bermudez della Img, la più globale delle agenzie di modelle, o Ed Razek, l’uomo che mette le ali agli angeli di Victoria’s Secret, considerano Instagram come uno strumento di lavoro essenziale. Anche le incantatrici delle PR della moda, come l’ex modella tedesca Karla Otto o la milanese Silvia Negri Firman, non possono fare a meno della «rete dei selfie» per lanciare un prodotto o un personaggio.

suki waterhouse cara delevingne e georgia may jaggersuki waterhouse cara delevingne e georgia may jagger

 

Ed è difficile immaginare l’evoluzione di Chiara Ferragni da fashion blogger a «personal brand» o l’ubiquità sulle passerelle di Kendall Jenner, sorella di Kim Kardashian, ribattezzata «Instagirl» da Vogue, senza i loro popoli di seguaci (all’ultima conta, 36,8 milioni per Jenner e 4,5 per Ferragni).
 

GIGI HADIDGIGI HADID

«Oggi, la moda è uno show ad orario continuato. Dalla sfilata ai backstage su Instagram, dalla campagna promozionale alle foto di street style. O di beach style. Non si ferma mai. E per questo ha bisogno dei social network e di testimonial, che, se costano milioni, ne fanno muovere decine e centinaia» spiega Stefano Sacchi, esperto di fashion marketing e autore per Franco Angeli di Brand jamming, libro in cui getta uno sguardo da insider sulle nuove strategie che stanno cambiando il mondo della moda.

 

«Tutto è centrato sul cliente. Per questo i follower su Instagram condizionano le scelte degli stilisti, nella preparazione di uno show o di una collezione. Per la scelta del volto di una campagna pubblicitaria. Il potere di influencer come Kim Kardashian o il magnetismo degli occhi storti di Cara Delevingne, una volta era impensabile».

 

kim kardashian, kendall jenner, joan smalls, lily donaldson, cara delevingne e gigi hadidkim kardashian, kendall jenner, joan smalls, lily donaldson, cara delevingne e gigi hadid

Se la fama del clan Kardashian-Jenner deriva in principio da un reality semi-trash sulla loro famiglia allargata, la popolarità di Cara e di nuove dive dell’ «Insta-modelling» come Gigi Hadid (6 milioni di followers in poco tempo e nuovo volto di Maybelline) viene dalla capacità di fare squadra sulle reti sociali con altre celebrities, giocando sulle trasgressioni e moltiplicando i fans. «Molte ragazze mi seguono e perché mi vedono come un’amica, non come una star irraggiungibile» racconta Gigi. 
 

Intimità illusoria
«Nei nuovi media, vince chi riesce a creare un senso d’intimità, spesso illusorio, con i propri follower. Vale anche per le modelle o le blogger: più si mette la propria vita online, più la popolarità cresce» ragiona Antonella Mascio, che insegna sociologia della moda e dei new media all’università di Bologna.

gigi hadid, kendall jenner, lily donaldson, joan smalls, cara delevingnegigi hadid, kendall jenner, lily donaldson, joan smalls, cara delevingne

 

La ricerca dell’Indiana lascia però in ombra il «cool factor», la scintilla individuale che fa scattare i flashes dei fotografi, gli applausi ai défilé, e i polpastrelli dei followers su un’immagine di Internet. Quella, il computer non è riuscito a quantificarla. 

gigi hadid 4 gigi hadid 4 GIGI HADID 1GIGI HADID 1carine roitfeld con gigi hadid   doutzen kroes   lily donaldson e jared letocarine roitfeld con gigi hadid doutzen kroes lily donaldson e jared letogigi hadidgigi hadidgigi hadid   gigi hadid

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)