SCEMENZARIO OLIMPICO - BRAGAGNA, ER FURIOSO MAGAGNA: “IN QUESTI MOMENTI LA CORDA È TESISSIMA, NON PUOI ANDARE A DISTURBARE UN ATLETA, CRISTO!” – EGO-CASSINA - CICLISMO DA INFARTO – ASSEGNATA LA MEDAGLIA D’ORO DELLO SBALLO: VA AL CHINAWHITE, ESCLUSIVA DISCOTECA LONDINESE, ELETTA DAI VINCITORI OLIMPICI A CLUB PER I FESTEGGIAMENTI DOPO-GARE. INGLESI, AMERICANI, AUSTRALIANI, FRANCESI, SUDAFRICANI, I

1 - QUANTE VOLTE TILLI VA IN GIAMAICA?
Antonio Dipollina per "la Repubblica"

1 - Nella gara di sbarra maschile fa effetto ascoltare il commento di Igor Cassina: appena un atleta esegue l'azione inventata da lui, dice "Ed ecco che fa un Cassina". E' come se Fosbury in persona sottolineasse il fosbury di quelli del salto in alto, come se Pasteur commentasse il latte pastorizzato, come se Simone ballasse il ballo di Simone.

2 - Lo stesso Cassina domenica si era sbilanciato troppo sul mancato bronzo di Busnari, ieri grande rivincita alla trave femminile. L'americana Raisman potrebbe essere bronzo, Cassina ne è di nuovo convintissimo ma stavolta la prende alla lontana, va lentissimo: "Credo che per lei ci siano ottime possibilità..... (esce il punteggio) di arrivare quarta". Ma poi, colpo di scena, gli americani fanno ricorso e le danno il bronzo, Cassina esulta più di tutti.

3 - Il Tg2 viene facilitato in tutti i modi, gli viene lasciata l'esclusiva dell'annuncio che fa caldo, oscura ancora i Giochi sia alle 13 che alle 20, niente Raisport in alternativa, e poi l'intervista a Schwazer ce l'ha il Tg1. Niente, non ce la fanno.

4 - Il mosaico di schermi (12) di Sky dà dipendenza, alla Rai si consolano con gli ascolti ed escogitano l'idea del podio in tema, per cui la medaglia d'oro è la Pellegrini con quasi otto milioni eccetera. Tutto merito di chi trasmette, ovvio, non di chi va in finale e attira attenzione.

5 - Ciclisti in azione sul caso Schwazer. "Tutto lo sport dove c'è giro di quattrini è uguale" (Twit di Riccardo Riccò. E quando si andava di più a scuola ci si dopava di meno). "Mi sono autosospeso da solo e sono partito per l'Africa senza dire niente a nessuno, lo sapeva solo il giornale Avvenire" (Filippo Pozzato, assente ai Giochi per controversa questione doping, spiega la discrezione della sua scelta)

6 - Aldo Montano che si è esibito con la scritta "God Save The Queen" stampata nei capelli, ha pubblicato su internet un fotomontaggio della regina Elisabetta con la scritta "God Save Montano" sulla cofana. E il punto è che è vero.

7 - "Non tutti sanno quante volte Tilli va in Giamaica. Senza equivocare, s'intende" (Franco Bragagna). "In questi momenti la corda è tesissima, non puoi andare a disturbare un atleta, cristo!" (Appello a tutto il circo olimpico, non fate arrabbiare ancora Bragagna, da qui in avanti gli può scappare l'irreparabile)


3 - TRAINSPOTTING...
Maurizio Crosetti per "la Repubblica"

Conrad aveva preparato tutto da sette anni. Si era studiato a memoria il calendario del ciclismo su pista, in modo da poterci incastrare le ferie e non perdersi neppure una pedalata. I giornali lo avevano saputo, e subito Conrad Readman da Colchester, 49 anni e una passione folle per la bici, era diventato "The Olympic Superfan". Un personaggio sicuro e un programmino perfetto, più o meno come il magico venerdì in cui i pistard britannici stavano vincendo tutto, volando da un record del mondo all'altro, e Conrad lì in tribuna a godersi la sua vertigine di ciclismo, vacanza e velocità.

Forse la moglie avrebbe preferito il mare o i monti, ma lui ha detto velodromo e velodromo è stato. A un certo punto, Conrad è andato in bagno ed è morto all'improvviso, più rapido del leggendario sir Chris Hoy, lo scozzese ieri vincitore del suo sesto oro: Conrad avrebbe molto apprezzato. Ma in fondo, che importa? C'è un modo migliore di morire, se non al centro della propria felicità? Campione olimpico di velocità e gioia, Conrad se n'è andato allo sprint, con l'infarto più bello della sua vita.

4 - PICCADILLY...
Enrico Franceschini per "la Repubblica"

La medaglia d'oro dello sballo va al Chinawhite, esclusiva discoteca londinese, eletta dai vincitori olimpici a club per i festeggiamenti dopo-gare. Inglesi, americani, australiani, francesi, sudafricani, i campioni sono tutti qui, al sicuro da cacciatori d'autografi e giornalisti. Ma non dal corrispondente di "Repubblica": in fondo per entrare bastano 50 sterline, una mancetta e la faccia tosta. Chi è quello che beve un "golden cocktail" (Hennessy Paradis Imperial Cognac e Luxor Champagne a 24 carati, costa 2012 sterline a bicchiere), sdraiato su un divanetto con sette ammiratrici?

Il nuotatore (e rubacuori) americano Ryan Lochte, of course. E la bionda che balla scatenata a piedi nudi, fermandosi solo per ingollare Veuve Clicquot? Ma è la principessa Zara Phillips, medaglia d'argento nell'equitazione e nipote della regina. La nuotatrice britannica Rebecca Adlington se ne va alle 3:45 del mattino, con lo sguardo annebbiato (e ci credo, beveva a collo, direttamente dalla bottiglia). All'uscita, la medaglia d'oro del ciclismo Dani King prende un risciò per sfuggire ai paparazzi, a cui il fidanzato mostra il sedere, calando le braghe. La dolce vita, versione cinque cerchi.

 

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