TRAVAGLIO INCARTA L’ELEFANTINO: “UNO COSÌ CHE MESTIERE FAREBBE IN UN PAESE NORMALE?”

Marco Travaglio per "Il Fatto Quotidiano"

Osservando Giuliano Ferrara in tv o dal vivo, sorge sempre una curiosità: che mestiere farebbe in un paese normale? Leggendolo invece sul suo foglietto clandestino, lautamente foraggiato dai contribuenti e dalla famiglia B., la domanda è un'altra: che mestiere fa in Italia?

I sottopancia televisivi (molto sotto e molto pancia) lo qualificano per comodità come "giornalista", non essendovi spazio per aggiungere funzionario del Pci, consigliere comunale a Torino, manganellatore di lottatori continui (forse l'attività meno inutile della sua esistenza), raccomandato del Psi, europarlamentare assenteista, conduttore tv che usciva la sera da un cassonetto della monnezza, spia della Cia, ministro berlusconiano, candidato al Mugello spappolato da Di Pietro, fondatore di un giornale all'insaputa dei lettori, direttore di Panorama con crollo di vendite incorporato, conduttore di Radio Londra all'insaputa dei telespettatori, leader del partito No Aborto all'insaputa degli elettori, desertificatore di edicole, di share e di urne, indossatore di parrucche rosse à la Boccassinì per gare di burlesque online, rapper di superpompe a Mario Monti, bevitore e spacciatore delle più variopinte panzane raccontate dal suo signore e padrone: e tutto questo per tacere i suoi difetti.

L'altra sera, in evidente stato di alterazione (pare in overdose da supplì), dava in escandescenze a La7, dove Mentana l'ha generosamente quanto inspiegabilmente invitato, visto che non sa mai nulla di nulla. Più tardi appositi infermieri lo hanno sedato prima di riconsegnarlo alla famiglia.

Ieri questo fenomeno da lunapark, a mezzadria fra mangiafuoco e la donna cannone, ha scritto che "Travaglio è nervoso", "ha perso le staffe" e financo "le elezioni" (senza essermi mai candidato, diversamente da lui) in un articolo vergato a protezione di un suo ragazzo di bottega: quel Claudio Cerasa che ci dà lezioni sulla trattativa Stato-mafia senza saperne nulla, poi si meraviglia se rispondiamo.

Anziché studiare la materia e ripassare a settembre, il Cerasa è andato a piangere dalla maestra perché il compagno più istruito lo canzona e non gli passa il compito. E la maestra, invece di suggerirgli qualche buon libro o dargli ripetizioni, ha preso pietosamente le sue difese.

Anche perché la maestra in questione ne sa ancor meno dell'allievo ripetente. Una sera a Linea Notte si parlava del processo Mills: Ferrara tenne subito a precisare che "Travaglio ha letto le carte", come se fosse una colpa. Infatti disse che non c'era nulla di male se B. aveva allungato 600 mila dollari al suo avvocato. Osservai che, se B. si fosse difeso così, l'avrebbero condannato su due piedi visto che, quando lo pagò, Mills non lavorava più per lui.

Il mese scorso, a Servizio Pubblico, Ferrara disse che a casa sua B. va a letto con chi gli pare. Feci notare che era una fortuna per B. essere difeso da Ghedini e non da Ferrara, altrimenti sarebbe spacciato: infatti il reato contestato è proprio aver fatto sesso con una minorenne e poi averla pagata, e la linea difensiva è che Ruby la pagò per buon cuore, senza sesso.

Ma Ferrara, appunto, non ha letto le carte. E così i suoi discepoli alla Cerasa: al Foglio leggere le carte è proibito per contratto. Non per nulla, in tutto il pezzo di Ferrara, non c'è l'ombra di un fatto che smentisca quelli che ho raccontato. Anzi, uno c'è: coloro che nel '93 catturarono Riina "arrestarono Provenzano regnante Berlusconi".

Peccato che sia falso: Riina fu arrestato dal (o consegnato da Provenzano al) Ros, mentre Provenzano restò libero di scorrazzare per l'Italia fino al 2006, quando la Polizia lo catturò il giorno dopo la sconfitta elettorale di Berlusconi. Cose che càpitano a chi, per professione, non legge le carte. Infatti chiama chi le legge "Marco Dettaglio", come se fosse un insulto. Facciamo così: noi continuiamo a informarci e informare, anche sui dettagli. Loro nel frattempo si consultano, poi ci fan sapere che mestiere fanno.

 

TRAVAGLIO-FERRARA madron ferrara bisignani mentanaGiuliano Ferrara bisignani gomez ferrara mentana damilano madronGiuliano Ferrara Giuliano Ferrara - CLAUDIO CERASA

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?