TODOS CRITICONES! DOPO SCALFARI, ANCHE TRAVAGLIO SI LANCIA NELLA RECENSIONE DI "YOUTH" - "CARNI FLACCIDE, TETTE CADENTI, TRIPPE, PENI AVVIZZITI E UN MARADONA A FORMA DI PALLA: SORRENTINO DEDICA ALLA GIOVINEZZA UN FILM SULLA VECCHIAIA MA FA VOLENTIERI A MENO DELLA TRAMA..."

Marco Travaglio per il “Fatto Quotidiano”

 

youth red carpet 4youth red carpet 4

Mentre i nostri sgovernanti cercano di rendere l’Italia famigerata nel mondo con un’altra guerra, tre registi a Cannes riescono a renderla di nuovo famosa con l’arte. Sono – lo sappiamo – Matteo Garrone, Nanni Moretti e Paolo Sorrentino che ieri per ultimo ha presentato il suo nuovo film Youth, la giovinezza. Tutto ciò che c’è da saperne lo scrive, a pagina 14, il nostro Malcom Pagani.

 

Qui invece parliamo della sorpresa che suscita il film. Non per il talento del regista-soggettista- sceneggiatore, né per quello degli attori: quello lo conosciamo fin troppo bene. No, lo stupore nasce di fronte a un regista che –al pari degli altri due –riesce a cavare così tanto da un paese così sfiduciato, rassegnato, ripiegato su se stesso com’è l’Italia. Garrone sogna a occhi aperti nel Racconto dei racconti.

youth di paolo sorrentinoyouth di paolo sorrentino

 

Moretti squaderna il dramma di due figli davanti allo spegnersi della madre, riuscendo persino a far ridere, e tanto. Sorrentino dedica alla giovinezza un film sulla vecchiaia, anzi sul Tempo e sulla Leggerezza (“una tentazione irresistibile, ma anche una perversione”), e anche lui, come tutti i grandi cineasti soprattutto italiani, riesce a commuovere col registro del comico e del grottesco.

 

L’hotel per super-ricchi immerso nelle Alpi diventa una friggitoria e un bollitore di carni flaccide, tette cadenti, trippe sballonzolanti, peni avvizziti ormai pronti per la dipartita, il tutto immerso nelle acque salubri o ricoperto di fanghi curativi e olii da massaggio. Compreso un vecchio Maradona a forma di palla che inscena uno dei tanti film nel film (come l’apparizione di un giovane attore nei panni di uno strano Hitler fallito), fatica a respirare, tira avanti con la bombola dell’ossigeno, ma l’arte del palleggio, quella, non la perde mai.

 

youth di paolo sorrentinoyouth di paolo sorrentino

Ed esclusa una Miss Universo che si aggira fra quelle rovine umane con la sua bellezza prorompente al punto da non essere, forse, vera: ma il frutto della fantasia e del desiderio che non muoiono mai. In questo fondale decadente, dove nessuno ride mai, si muovono due elegantissimi ragazzi irresistibili (come la loro dichiarata leggerezza), che invece ridono spesso: Michael Caine, compositore e direttore d’orchestra inglese in pensione; e Harvey Keitel, regista hollywoodiano che invece alla pensione non si rassegna e cerca ispirazione per il suo “film testamento” con una corte di improbabili sceneggiatori.

 

YOUTH LA GIOVINEZZA PAOLO SORRENTINOYOUTH LA GIOVINEZZA PAOLO SORRENTINO

I loro dialoghi, e quelli fra il padre Caine e la figlia Rachel Weisz e fra Keitel e la vecchia cinica feroce diva Jane Fonda, sono gioielli di cinema purissimo. Così come quelli del musicista col bambino che esegue un suo brano al violino, e con l’emissario della regina d’Inghilterra che vuole trascinarlo a ogni costo ancora una volta sul palco. Il risultato è che chi non vuole più calcare le scene ci tornerà e chi vuole a tutti i costi stupire nelle sale non lo farà, o lo farà in altro modo.

 

Vedetelo, se potete, in lingua originale questo film: la bella voce roca di Keitel è pari solo al bello stile di Caine e alla bella bocca della Weisz. Un inno corale all’eleganza, alla musica, all’amore, all’arte, alla misura, all’ironia, all’amicizia, alla meraviglia, alle emozioni (“sono sempre sopravvalutate”), ancora alla bellezza (ancorché non più “grande”) e a tante altre cose che è inutile riepilogare: basta guardare.

youth la giovinezza sorrentinoyouth la giovinezza sorrentino

 

Anche sullo scorcio degli ottant’anni si può essere tutte queste cose insieme. Si può smettere con la musica nel momento stesso in cui la moglie cantante e musa smette di cantare, e dirlo al messo di Sua Maestà Britannica sotto gli occhi della propria figlia (“papà ha impiegato 80 anni per dire una cosa romantica e a chi è andato a dirla? All’emissario della Regina”), ma poi s’improvvisano concerti per se stessi sfregolando un pezzo di carta stagnola fra il pollice e l’indice.

 

youth la giovinezza sorrentino  3youth la giovinezza sorrentino 3

O si dirige il coro delle mucche e dei loro campanacci nei campi di montagna. E si riesce a far innamorare segretamente una giovane massaggiatrice con velleità artistiche. Ma non si può fare cinema se l’attrice-diva-musa Brenda dice che è ora di piantarla, che i “film testamento” fanno schifo, molto meglio passare tre anni in Messico a guadagnare milioni a palate con una fiction per la tv e comprarsi una villa a Miami. No, questo non si può proprio: meglio farla finita. Le trame dei film non si raccontano, anche perché Sorrentino ne fa volentieri a meno (delle trame, non dei racconti).

 

Ma lo squarcio aperto sulla coppia di un lui e di una lei, molto rugosi e attempati, che non si rivolgono mai una sola volta la parola e non si sa bene il perché (si odieranno? saranno muti?), è uno dei tanti film nel film che vale da solo il prezzo del biglietto. Così come le battute che i due ragazzi irresistibili disseminano con snobistica prodigalità nelle loro conversazioni su per i monti, i campi e i boschi.

 

youth la giovinezza sorrentino  2youth la giovinezza sorrentino 2

Su quante gocce di pipì un anziano prostatico riesce a produrre in una giornata. Sul dilemma se sia peggio per una donna fare la prostituta o la popstar . Sugli sforzi sovrumani e salutari di tutta una vita “per non diventare mai un intellettuale”. O sul tema se sia il caso di rivelare alla propria figlia che il marito l’ha mollata per un’altra che è “brava a letto”. O su quello strano fachiro tibetano che sostiene di poter levitare, “ma io non ci casco perché lo so che non sai levitare”.

 

O su quell’amore giovanile in comune ai due amici che continuano a domandarsi se l’altro abbia poi concluso qualcosa, con la ragazza, e quanto valesse l’eventuale amplesso (“Avrei dato vent’anni di vita”, “Non valeva nemmeno un giorno”). O ancora, programmaticamente e definitivamente, sull’esigenza vitale di “non esagerare, con tutta questa verità”.

sorrentino cainesorrentino caine

LOCANDINA DEL FILM THE YOUTH DI PAOLO SORRENTINO LOCANDINA DEL FILM THE YOUTH DI PAOLO SORRENTINO jane fondajane fondayouth la giovinezza sorrentino  4youth la giovinezza sorrentino 4caine 1caine 1youth la giovinezza sorrentino  6youth la giovinezza sorrentino 6youth la giovinezza sorrentino  5youth la giovinezza sorrentino 5youth la giovinezza sorrentino  1youth la giovinezza sorrentino 1

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…