manifestazione per charlie hebdo

SIAMO TUTTI CHARLIE (TRANNE IN ITALIA) - DOPO L’ATTACCO A PARIGI SI SCENDE IN PIAZZA IN TUTTA EUROPA, SOLO IL NOSTRO PAESE FA ECCEZIONE - I POPULISTI CAVALCANO PROTESTE E PAURE, IL LEADER XENOFOBO OLANDESE: “SIAMO IN GUERRA” - SALVINI: “BLOCCARE L’INVASIONE DEI CLANDESTINI”

Jacopo Iacoboni per “la Stampa

 

manifestazione a parigi per charlie hebdo 9manifestazione a parigi per charlie hebdo 9

Nella giornata più tragica della Francia c’è anche la percezione - visiva, fisica - di una distanza, anche culturale, che divide l’Europa, le sue opinioni pubbliche, innanzitutto, ma anche le sue forze politiche. A Parigi una folla impressionante di cittadini, trentacinquemila almeno, è scesa in strada, innanzitutto in place de la République, gli accendini e le matite alzate, scrivendo We are not afraid, non abbiamo paura di voi terroristi. Nel resto del Paese si sono viste immagini commoventi in tantissimi luoghi, particolarmente toccanti certe foto di Nantes, o Marsiglia, città, oltretutto, con fortissime comunità musulmane. O Lione, o i diecimila di Tolosa.

 

manifestazione a parigi per charlie hebdo 8manifestazione a parigi per charlie hebdo 8

Come se di fronte alla strage nella redazione di Charlie Hebdo la risposta istintiva dei francesi fosse stata dire, coi gesti: noi siamo una Nazione, siamo la République. Ma qualcosa di analogo, sia pure in dimensioni più ridotte, e tratti culturalmente differenti, è successo a Londra, a Berlino, soprattutto. L’Italia invece faceva dolorosamente eccezione (l’unica manifestazione è stata convocata per oggi in piazza Farnese a Roma ma, appunto, è una manifestazione convocata, dalla Fnsi, con le adesioni dei sindacati).
 

manifestazione a parigi per charlie hebdo 7manifestazione a parigi per charlie hebdo 7

È come se esistesse uno iato nella percezione delle opinioni pubbliche europee, dinanzi all’attacco alla Francia. E non era comunque scontato che anche il Paese colpito direttamente reagisse così consapevolmente, e all’unisono, con testimoni che raccontavano (per esempio a France 2) che «più che una cosa organizzata sembra una riunione spontanea, di gente che ha sentito di voler essere qui». Molto silenzio, pochi cori, nati così, molti gesti, molti abbracci, un senso di empatia che per una volta filtra e si percepisce anche attraverso le immagini.
 

manifestazione a parigi per charlie hebdo 6manifestazione a parigi per charlie hebdo 6

A Berlino è successo qualcosa di analogo, di sicuro le manifestazioni più imponenti tolte quelle francesi, qualcosa che mostra quanto forte sia il legame europeo tra le popolazioni, sotto la porta di Brandeburgo (di cui peraltro a un certo punto - potenza dei simboli - è stata spenta l'illuminazione, come se fossimo rimasti tutti al buio).
 

manifestazione a parigi per charlie hebdo 5manifestazione a parigi per charlie hebdo 5

E però accanto al sentimento istintivo di una parte della popolazione montava anche qualcos’altro, un’onda che vuole cavalcare gli attentati, farne l’occasione per rilanciare la loro guerra, un’onda che forse era anche in quelle piazze, magari in modo carsico, ma di sicuro è in tante forze politiche in ascesa: in Olanda, in Inghilterra, in Italia. «È guerra», twittava Geert Wilders, leader xenofobo del Partito delle Libertà olandese, uno che paragonò il Corano al Mein Kampf di Hitler. «Bloccare l’invasione», ha cominciato a tuonare da ogni talk show Matteo Salvini. La cavalcata sulle paure.
 

manifestazione a parigi per charlie hebdo 4manifestazione a parigi per charlie hebdo 4

Nigel Farage, il leader del britannico Ukip, è stato quasi sobrio, considerando certe sue performance passate, «sono estremamente scioccato e rattristato dalla tragedia che si è scatenata nelle strade di Parigi». Molto meno di lui Beppe Grillo in Italia, che scrive sul blog «sicuramente saranno stati i fanatici islamici a cui le lobby hanno permesso di spadroneggiare nei paesi occidentali», per poi aggiungere, totale dietrologia, «ma sarebbe molto bello sapere chi ha mosso i fili». Non una, ma troppe Europe.

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...