ubaldo pantani

“PARE CHE PIER SILVIO BERLUSCONI NON ABBIA GRADITO LA MIA PARODIA, MA NESSUNO SI È MAI OFFESO PLATEALMENTE CON ME COME TONIO CARTONIO” – UBALDO PANTANI: “LAPO ELKANN? LO USO COME UN FOOL SHAKESPEARIANO CHE PUÒ DIRE DI TUTTO. DAGLI ESORDI A OGGI, SI È EVOLUTO, RESTA UN RICCO, INCROLLABILE GAFFEUR. IN OCCASIONE DI UN EVENTO PERSONALISSIMO E DOLOROSO RICORDO DI ESSERMI SENTITO DIRE: “CONDOGLIANZE LAPO”. ORMAI QUALCUNO CHE TI RICONOSCE C'È SEMPRE. PERÒ SE NON TI FERMANO, È PEGGIO" - VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Adriana Marmiroli per "la Stampa" 

 

ubaldo pantani imita pier silvio berlusconi

«Condoglianze Lapo», ricorda di essersi sentito dire Ubaldo Pantani in occasione di un evento personalissimo e doloroso. È «la dannazione del comico» il rischio di sparire dietro la maschera. Ancora più vero per uno come lui: uomo senza volto, perché di volti ne ha troppi. Qualcuno particolarmente invadente.

 

 

Però per il nuovo spettacolo Inimitabile la faccia ha deciso di mettercela, spiega: in scena e sul manifesto appare con quella vera, senza trucco e trucchi, mentre sono in secondo piano le sue celebri interpretazioni, da Lapo a Vespa, Giletti, Allegri, Barbieri, Berlusconi jr fino al recentissimo «40 anni vergine» Gineprio. «Faccio parodie, non imitazioni», ci tiene a precisare. Sono il mezzo che ha scelto da sempre per raggiungere il nobilissimo fine di far ridere. Da decenni va proponendole: dai tempi di Convenscion a Mai dire gol, dove iniziò la ventennale collaborazione con la Gialappa, all'affollato tavolo di Che tempo che fa, che in un post poco misterioso ha fatto intuire che un nuovo personaggio è in arrivo e si tratterebbe di Leonardo Del Vecchio. Personaggi che cli hanno dato notorietà ma non riconoscibilità («ho conosciuto a lungo il lusso di essere ignorato»). 

ubaldo pantani imitaadriano panatta

 

Pantani, di tutti lei rivendica l'importanza e dice che mai li tradirà. Però stanno progressivamente evolvendo, giusto?

«All'inizio erano i "tipi" di paese, poi sono passato alle celebrità, per arrivare più recentemente a fare dei quasi archetipi, ritratti di persone comuni magari un po' più eccentriche che io ho incontrato. Anzi: che tutti possono avere incontrato. E che fanno ridere proprio perché ti ricordano qualcuno. Chessò: Giletti, con quel modo di fare, il macellaio sotto casa». 

 

In scena racconta come nascono, passando dall'io al loro in un battibaleno. Come è possibile dal vivo?

ubaldo pantani imita massimo giletti

«Non faccio trasformismo alla Brachetti dove si cambiano connotati e abiti; né riproduco maniacalmente una persona imitandola alla perfezione come faceva Noschese. Le mie sono parodie: adatti la voce e cogli aspetti salienti e cerchi possibili tormentoni, anche inventandoli (ma devono essere plausibili). Più di tutto cerco la credibilità. Ha ragione Fiorello quando dice che un'imitazione troppo perfetta non funziona più di tanto. La comicità fa ridere se ti coglie di sorpresa». 

 

La tv non le bastava più?

«Il teatro - un luogo sacro - è l'espressione artistica da cui tutto parte. Non è forse già teatro quello che fai da bambino quando cerchi di far ridere i genitori? Puoi vivere di tv, ma alla fin fine anche lei muove da lì».

ubaldo pantani imita dago

 

Non è magari la voglia di passare a livelli considerati più nobili? In fondo l'apprendistato lo ha fatto con Giorgio Albertazzi.

«Gigi Proietti la chiamava "la sofferenza del comico": superati i 30 anni si chiede "ma la gente capirà che sono intelligente?". Di qui la ricerca di altre strade – rivisitazioni teatrali, libri, film – e relativi disastri. Quanto a me, giunto a 54 anni, penso di avere accettato quello che sono, rimango con i piedi ben saldi a terra. Sono dell'idea che si debba "fare il comico seriamente". È il claim che uso anche per la mia scuola». 

 

(…)

ubaldo pantani imita massimo cacciari

 

La prima imitazione di Ubaldo bambino?

«A 8 anni, quella di Sabani, reggendo l'asta del casco per la messa in piega domestica come immaginario microfono. Il colmo: imitare un comico che imitava». 

 

Scuole?

«Liceo linguistico, poi scienze politiche con indirizzo sociologico. Ma intanto avevo iniziato con il teatro». 

 

Il suo sogno è stato da subito fare il comico?

«No, il calciatore. E l'ho fatto a livello dilettantistico per anni. Oggi resta il Subbuteo». 

 

La tv quando arriva?

«Nel 1997, con Macao. Mi provinò Boncompagni, parlammo di umorismo norvegese. Fui selezionato con Brignano, Canino e Cortellesi. Feci personaggi assurdi, che però lui adorava». 

 

La svolta?

«Quando sentii Pino Insegno che in un'intervista, parlando di Max Tortora, diceva: "È un bravissimo attore, ma è dovuto passare dalle forche caudine delle imitazioni". Fu una rivelazione: le facevo, ma non gli avevo dato importanza. Decisi di riprenderle». 

ubaldo pantani imita massimiliano allegri

 

E la Gialappa?

«2004, Mai dire... Provinato in diretta radio. Da allora mai smesso di lavorare insieme. A loro non potrei mai dire no». 

 

Fazio?

«Il tavolo è un divertimento a ruota libera». 

 

Lì appare sempre nei panni di Lapo. Con oltre 20 anni di vita, è la più durevole delle sue creature. Quali le ragioni di tanto successo?

«Ora lo uso come un "fool" shakespeariano che può dire di tutto. Dagli esordi a oggi, si è evoluto, non ha più rapporti con la realtà. Resta un ricco, incrollabile gaffeur dotato di uno sguardo infantile e innocente sul mondo». 

ubaldo pantani imita bruno vespa

 

La lista delle sue parodie è lunghissima. C'è qualcuno che non le è riuscito ?

«Cruciani. Mi è venuto Parenzo. Ma non demordo. Comunque, in generale: inutile insistere se un personaggio non ti viene». 

 

Vero che Pier Silvio Berlusconi non ha gradito?

«Pare. Ma nessuno si è mai offeso platealmente con me come Tonio Cartonio (anche se poi quest' estate abbiamo fatto pace)». 

 

È possibile fare l'imitazione di sé stessi?

«In questo tipo lavoro devi riuscire a selezionare delle caratteristiche salienti. Ma queste sono gli altri che ce le danno, vedendoci dall'esterno». 

ubaldo pantani imita lapo elkann

 

Che rapporto ha con la sua faccia?

«Molto femminile. La conosco bene fin dall'infanzia. Leggermente più critico della maggior parte della gente, non voglio però cadere nella fissa dei difetti. Non avere corretta percezione di sé è follia umana corrente». 

 

Mai pensato che ruba l'anima a chi imita?

«Un bel po'. Ma penso anche sia reciproco, che i personaggi molto tolgano anche a te che li fai». 

 

Diceva del lusso di essere ignorato. Finito definitivamente?

«Confermo. Ormai qualcuno che ti riconosce c'è sempre. Però se non ti fermano, è peggio». 

 

ubaldo pantani nei panni di filippo biscigliaubaldo pantani imita mario giordanoubaldo pantani buffonubaldo pantani foto di bacco (1)

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”