vendola

L'ULTIMA SUPERCAZZOLA DI NICHI VENDOLA: “TUTTI I PERSONAGGI CHIAVE DEL VANGELO SONO QUEER: DA MARIA MADDALENA AL BUON SAMARITANO, CHE NON MONDO DI SALVINI SAREBBE UN TRANS, UNO ZINGARO”- L'EX GOVERNATORE DELLA PUGLIA, DOPO ESSERE STATO TROMBATO ALLE REGIONALI, SI SCATENA A “PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI”: “IL CASO DELLA CASA EDITRICE PASSAGGIO AL BOSCO? FASCISTI E NAZISTI SONO USCITI DALLE FOGNE, UNA VERGOGNA”. E CITA PERTINI: “IL FASCISMO NON E’ UN’OPINIONE, E’ UN CRIMINE” - VIDEO

 

 

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Annachiara Mottola di Amato per repubblica.it - Estratti

 

All’Arena Repubblica Robinson della fiera Più libri più liberi, Nichi Vendola entra in scena con una dichiarazione d’intenti che è quasi un manifesto: “Le parole, e la loro cura, sono uno strumento per la vita”

 

nichi vendola

Ricorda le plebi rurali tra fine Ottocento e inizio Novecento, prive di un vocabolario capace di nominare la propria condizione e dunque di trasformarla. “A non possedere le parole si resta nudi di fronte alla storia”, spiega l’ex presidente della Puglia dialogando con il giornalista Carmelo Lopapa. Per lui scrittura e poesia sono un rifugio dall’incuria del mondo, un antidoto alla disumanizzazione.

 

Ma oggi, osserva, “il vocabolario della ferocia domina le élite globali” e assistiamo a un “genocidio delle parole”: la scomparsa di quei termini che custodiscono discernimento e umanità. Senza questa mutilazione linguistica, dice, “non avremmo avuto un grottesco dibattito su Gaza”, dove “è in atto uno sterminio e c’è voluta una fatica terribile per dirlo e chiamare le cose con il loro nome”. Quindi, richiama il monito nato dopo la Shoah: “Mai più un uomo privato della sua dignità. Lo abbiamo detto per gli ebrei, ma anche per rom, sinti, cristiani, atei: per l’umanità intera”. Per questo considera “una vergogna” la presenza in fiera della casa editrice nazifascista Passaggio al Bosco“Il fascismo non è un’opinione, è un crimine”, ricorda citando il presidente Sandro Pertini.

vendola bonelli fratoianni

 

 

Poi il dialogo si sposta su “Sacro queer”, libro edito da Manni Editore in cui Vendola si interroga sulla radice spirituale della diversità. “Per molti è un pugno nello stomaco accostare queste parole, eppure alla presentazione c’erano molte suore”. Poi allarga il concetto: “Queer è un trans, un gay, ma anche chi è insolito, chi sfugge alle etichette”. Da cattolico, afferma che “tutti i personaggi chiave del Vangelo sono queer”: da Maria di Nazareth alla Maddalena, fino al buon Samaritano, “che nel mondo di Salvini sarebbe un trans, uno zingaro. Eppure è lui a mettere in scena il verbo della salvezza e della carità”.

NICHI VENDOLA ANTONIO DECARO

 

È questo lo scandalo evangelico della nostra epoca, “in cui sono tornate transfobia, misoginia, abilismo, suprematismo bianco”. “Un tempo riferendosi agli ultimi agli emarginati si diceva: ‘Il pietismo non basta, serve la giustizia sociale’, mentre oggi siamo dominati dall’empietà istituzionale”.

 

Molte delle poesie raccolte nel volume— spiega— ,“sono preghiere”, come "Madonna di Cutro”, nata dopo il naufragio in cui “si è deciso che cento persone potessero morire a pochi metri dalla costa”. Proprio in quel tratto di mare immagina una Madonna nera, “come quelle del Sud, come il volto di san Gennaro o di san Nicola”: simbolo di un’Italia meticcia, in contrasto con “i buffoni coi rosari nei comizi”. Perché, ricorda, nel Vangelo c’era scritto “ero straniero e mi avete accolto, non di usare il crocifisso come un revolver contro chi è diverso”.

vendola fratoianni

 

E la sinistra? “Che ci sia spazio o meno per un discorso di sinistra in questi tempi poco importa: bisogna battersi per migliorare la condizione umana, anche uscendo sconfitti”. La politica, dice, “è stata la cosa più bella della mia vita, pur nel dolore: passione significa patire insieme”.

 

Sul possibile ritorno in campo sorride: “Con una gamba corro, con una sto fermo. Ma mi hanno insegnato che, anche ‘con le scarpe rotte bisogna andar’. Sono sempre a disposizione della gente”.

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