d'annunzio vittoriale

VENI, VIDI, “VATE” - COL 10% DI VISITE IN PIÙ IL VITTORIALE DI D’ANNUNZIO È TRA LE CASE PIÙ VISITATE. MERITO DI UN RESTAURO-CAPOLAVORO SOTTO LA DIREZIONE DI GIORDANO BRUNO GUERRI CHE PARTE DAL DANDYSMO PER ARRIVARE A DAVID BYRNE –  UNA WONDER-HOUSE CHE SCAVALCA IL FUTURISMO PER GIUNGERE A UN INEDITO DECADENTISMO DADA - VIDEO

 

 

Valerio Magrelli per Robinson – la Repubblica

 

giordano bruno guerri

d'annunzio - vittoriale

Ah, le case degli scrittori: non c' è drammaturgo, lirico o romanziere che non abbia lasciato la sua traccia. Ricordo ancora una lapide a Broadstairs, in Gran Bretagna, con l' avvertenza: " Dickens non ha vissuto qui". Tra i più amati inquilini- letterati spiccano Hemingway, Balzac, Poe, Hugo, Twain, Kafka, Shakespeare, Dostoevskij, e fra gli italiani Petrarca, Boccaccio, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, Pirandello.

 

Tra le abitazioni celebri troviamo di tutto, dalle case " inventate" come quella di Dante a Firenze, riedificata all' inizio del Novecento sui resti dell' originale medievale, alle case- spettacolo, prime fra tutte le tre di Pablo Neruda in Cile. Il Vittoriale degli Italiani di Gabriele D' Annunzio, però, è tutt' altra cosa.

 

gabriele dannunzio 1

Politico, condottiero, playboy, oratore, eroe, D' Annunzio usufruiva di fondi immensi, in un rapporto con il fascismo assai controverso. Pur figurando con Marinetti tra i primi firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, egli non prese mai la tessera del partito, intrattenendo anzi buoni rapporti con esponenti rivoluzionari, ricevendo apprezzamenti da Lenin e Gramsci per la costituzione elaborata a Fiume, e infine opponendosi all' alleanza con Hitler, in cui vedeva un " pagliaccio feroce". Temendone la popolarità, il Duce cercò di neutralizzarlo, ricoprendolo di onori e finanziandolo con un regolare assegno statale.

d'annunzio - vittoriale

 

Così nacque questo complesso di edifici, vie, piazze, giardini, corsi d' acqua, laghetti e con un anfiteatro a Gardone Riviera, sul lago di Garda, costruito tra il 1921 e il 1938, a memoria della "vita inimitabile" del poeta- soldato e della Prima guerra mondiale. Dopo l' impresa di Fiume (1919-1920), D' Annunzio finì per dedicarsi completamente a questo "libro di pietre vive". E adesso, che si schiudono al pubblico nuove aree del parco finora abbandonate, vale la pena di tornare a visitarlo.

 

Oggi dalla boscaglia delle Vallette è emerso un incantevole specchio d' acqua a forma di violino battezzato da D' Annunzio "Laghetto delle Danze". Nel 2015 sono stati inoltre restaurati e resi visitabili il Canile, l' Arengo, il Laghetto del Mas e il Giardino delle Vittorie. Non meno interessante, nella notte, la prima parte della nuova illuminazione esterna del complesso, che sarà completata nel 2018. Il presidente Giordano Bruno Guerri ha chiamato il progetto, dannunzianamente, Riconquista.

 

d'annunzio - vittoriale

E il Vittoriale, privatizzato dal 2010, e quindi senza più finanziamenti statali, ha aumentato il numero di visitatori, assumendo personale e realizzando utili di bilancio. Anche grazie all' apertura ad artisti contemporanei: l' anfiteatro ha avuto ospiti celebri come Keith Jarrett, Lou Reed, David Byrne, Patti Smith. Mentre pittori e scultori ( fra cui Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro, Mario Botta, Pablo Echaurren, Luigi Ontani e Ernesto Tatafiore) hanno donato le loro opere.

 

Insomma, per visitare l' intero complesso basta a malapena una giornata, anche perché, oltre ai due musei D' Annunzio Eroe e D' Annunzio Segreto, oltre alle sale dell' altro museo L' Automobile è Femmina (con l' Isotta Fraschini e la Fiat Tipo 4 con la quale il Vate fece il suo trionfale ingresso a Fiume), non si parlerà mai abbastanza dell' apparizione voluta da D' Annunzio in mezzo al parco, ricostruendo un vero incrociatore militare, la Nave Puglia, che sbuca dalla collina per puntare verso il lago

D ANNUNZIO

 

Il vero nucleo del Vittoriale, però, sono gli stupefacenti interni, in cui la vita, secondo il credo di Joris-Karl Huysmans e del dandysmo, diventa opera d' arte: un vortice di oggetti riuniti nei modi più strani. Kitsch, spleen, e chi più ne ha, più ne metta, ma con un' originalità, un' inventività irresistibili. Il tutto, immerso in una luce sempre bassa e misteriosa, forse per velare l' immagine dello scrittore ormai anziano ( e con una dentatura spaventosa, rovinata da fumo e droghe).

d'annunzio - vittoriale

 

 Immaginiamo poi i profumi speziati di cui era intriso questo folle harem, dove amanti, ammiratrici e prostitute si succedevano a ritmi frenetici sotto l' attenta regia dell' istitutrice e a sua volta amante, Elice, sotto lo sguardo dolente, rassegnato della padrona di casa, Luisa Baccara. Sale stracariche di ninnoli, statue, foto, quadri, vasi, dove, sovrappensiero, apro una scatoletta piena di peli pubici femminili: il Sacro Graal di D' Annunzio. Guerri però mi assicura che il vero scopo era quello di portafortuna. E così, tutto a un tratto, capisco: certo bisogna cambiare la percezione di Gabriele D' Annunzio.

 

d'annunzio - vittoriale

Il decadente protofascista non potrebbe essere invece un modernizzatore libertario? Tuttavia il vero punto è un altro: il Vittoriale non è altro che una stupefacente invenzione artistica, da rubricare nella categoria di quei ready- made che Duchamp realizzava nello stesso periodo. In questo senso, più ancora che Duchamp, il vero corrispettivo sarebbe Kurt Schwitters con il suo Merzbau, da lui definito l' opera della sua vita. L' artista tedesco vi lavorò dal 1923 fino alla morte, nel 1948. Iniziato nella sua città natale Hannover, interrotto dalla fuga in Norvegia del 1937, ricominciato a Oslo e approdato infine nel 1947 ad Ambleside, in Inghilterra, questo capolavoro fa coincidere appunto arte e autobiografia.

 

GABRIELE D ANNUNZIO

Delle sue tre versioni, la prima scomparve sotto i bombardamenti, la seconda durante un incendio: resta soltanto l' ultima, oltretutto incompleta. Il concetto, comunque, prevedeva uno spazio invaso da oggetti e costruzioni proliferanti in modo disordinato e casuale, con spazi dedicati agli amici o a nozioni astratte come la " grande grotta dell' amore" o la " cava dell' omicidio sessuale". Ora sì, che ci siamo. Ecco a cosa somiglia il Vittoriale: a un' installazione, a un sogno che scavalca il futurismo per giungere a un inedito decadentismo dada.

 

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