FUCK THE FAKE - IL VIDEO CON L’AQUILA CHE PIOMBA SU UN BAMBINO METTE I BRIVIDI A 20 MILIONI DI MAMME, MA E’ FALSISSIMO! - REALIZZATO DA TRE STUDENTI DI MONTREAL, E’ SOLO L’ULTIMO CASO DI “VIDEOMONTAGGI” CHE FINISCONO SU YOUTUBE E FANNO IL GIRO DEL MONDO - ATTORI PORNO CON LE FACCE DEI VIP, MADRI CHE SPARANO AI FIGLI, ALIENI, “GATTINI BONSAI” IMBOTTIGLIATI: SMASCHERARE LE “PATACCHE” E’ SEMPRE PIU’ DIFFICILE…

MONTREAL, BAMBINO QUASI RAPITO DA UN AQUILA REALE
http://www.youtube.com/watch?v=58-reJYp-c8


Vittorio Zucconi per "la Repubblica"

Era il 1984 quando il mondo rise della "beffa di Modigliani", le tre teste false ripescate da un canale di Livorno. Lo scherzo, si direbbe oggi, diventò «virale», fece il giro del mondo, generò scandalo e possibili arresti. E fu ben poca cosa, in fondo una burla di provincia, rispetto all'alluvione di falsi, di «fake», che oggi, trent'anni dopo, galleggia sull'oceano di Internet.

E che il caso dell'"Aquila e del bambino" ha riproposto. Quando tre ragazzi del Centro di Montreal per l'animazione cinematografica in 3D hanno prima diffuso su YouTube la clip di un'aquila che ghermisce un bambino in un parco e poi hanno ammesso di averlo creato in studio, l'intera e immensa videoteca globale è tornata sotto accusa e sospetta.

Anche se esperti di «Cgi», di animazione computerizzata e di effetti speciali hanno impiegato poche ore per smascherare il falso, magari semplicemente notando che quella specie di aquila non vive nella zona di Montreal e che le ombre erano sbagliate, almeno venti milioni di persone lo hanno visto e milioni di madri hanno rabbrividito. Non è accaduto, non potrebbe neppure accadere, ha comunicato il Centro di Montreal, ma la discussione si è subito spostata dal rischio dei bambini attaccati dai rapaci al rischio di essere ghermiti dai falsi e dagli inganni visivi che infestano la Rete.

Siamo tutti bambini, di fronte all'aquila del falso video. Non è stata certamente Internet a scoprire e sfruttare le infinite possibilità della falsificazione e dell'illusione ottica e la professione del falsario è antica. Ma il caso dell'"Aquila e del bambino" ha ripetuto quello che molti utenti e frequentatori della Rete preferiscono ignorare: che Internet è egualmente fonte di ogni possibile verità e di ogni possibile menzogna. Tutto ciò che è visibile è falsificabile. Qualsiasi studente di computer graphic può organizzare la propria Beffa Modigliani grazie alla velocità e alla potenza del più umile pc di oggi.

Ci sono interi siti porno costruiti sulla sovrapposizione di volti celebri sulle spalle di protagonisti veri di acrobazie erotiche e oscenità assortite. Video con Ufo e alieni sono tra i prediletti e alcuni, come quello costruito nel cielo di Haiti, sono specialmente «autentici». Divenne celebre la sequenza di una madre che esplode colpi contro il figlio in un passeggino, protetto da una lastra antiproiettile che non esiste difensivo
va altro che nella finzione video. E abbondano sequenze «girate» in luoghi ultrasegreti, come la sempre ghiotta «Area 51» nel Nevada.

Pattugliare i siti, vegliare su YouTube che riceve 70 minuti di nuove clip ogni minuto richiederebbe, qualcuno ha osato calcolare, tra i quattro e cinquecento anni di tempo, secolo più secolo meno e comunque l'utilizzatore finale è generalmente disarmato di fronte al possibile falso.

Il meccanismo psicologico della «sospensione della incredulità» che scatta quando entriamo in un cinema o guardiamo uno spettacolo televisivo o teatrale sapendo benissimo che né vampiri, né zombie, né hobbit o maghetti esistono, fatica a proteggerci dalla illusione che quei filmati siano autentici, come fu il primo, ingenuo pezzettino di Jawed Karim, uno dei creatori di YouTube oggi inghiottita da Google, nello zoo di San Diego.

I media tradizionali, i cosiddetti mainstream, nella loro ricerca di pubblico contribuiscono alla confusione e accreditano il falso. Dal «Gattino Bonsai», infelice e inesistente felino allevato in bottiglia per miniaturizzarlo, alle «Scie Chimiche», panzane, scherzi, invenzioni rigurgitano anche sotto le bandiere di media rispettabili, che abdicano alla propria funzione di filtro per avere contatti. Avviene anche di peggio, come nel caso della Fox News di Murdoch o della augusta Cnn sorprese a mandare in onda immagini di violenza e di sommosse di strada girate in un Paese e attribuite a un altro, per «effetto».

Sono la rapidità e la diffusione offerte dai nuovi strumenti a dare una qualità nuova a questo genere di fake, di invenzioni. La potenza del «Visto con i miei occhi » oltrepassa la diffidenza verso la parola scritta e conduce a effetti perversi. Un'università britannica ha dimostrato che soggetti cavia chiamati a raccontare un evento che hanno vissuto in prima persona cambiano la loro versione dopo avere visto un filmato dello stesso avvenimento falsato e ricostruito ad arte.

In molti, quando uscì il devastante video di Mitt Romney che irrideva al 47 per cento di americani, si chiesero subito se quella ripresa amatoriale, attribuita a un cameriere, fosse un altro, un ennesimo falso. Non lo era. Ma le possibilità di inganni sono infinitamente superiori alla capacità del pubblico di vedere il trucco. Il mondo della politica, come da tempo quello della pubblicità, non può essere molto lontano dal capirlo e dallo sfruttarlo. Sesso, bugie, potere e YouTube.

 

IL BAMBINO RAPITO DALL AQUILA LE SCIE CHIMICHE GATTI NEL BARATTOLO Alieni Alieni di Roswell Coppia di Alieni - Copyright Pizzi

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