VIDEO STRACULT: “CIAO CARO!” – PARLA DARIO BALLANTINI, IL COMICO DI “STRISCIA” CHE FECE UNA RIUSCITISSIMA PARODIA DI VALENTINO: “ALL'INIZIO ERA INFASTIDITO PER LA MIA IMITAZIONE. POI HA APPREZZATO. ROBERTO D’AGOSTINO, APPENA DEBUTTAI CON QUESTO PERSONAGGIO, DISSE: È NATA UNA NUOVA MASCHERA DELLA COMMEDIA DELL’ARTE - CALVIN KLEIN MI SALUTÒ COME SE FOSSI QUELLO VERO. MA LA PIÙ CLAMOROSA È STATA UN’ATTRICE DI BOLLYWOOD CHE, A CANNES, VOLLE FARE UN SERVIZIO FOTOGRAFICO CON ME. NON SIAMO RIUSCITI A FARLE CREDERE CHE NON FOSSI LUI” – “CON VALENTINO CI SIAMO INCONTRATI UNA SOLA VOLTA E, IRONIA DELLA SORTE, ERO TRUCCATO DA VALENTINO ROSSI. ERAVAMO ALLA PRIMA DI UN FILM INTERNAZIONALE, LUI MI HA DATO UNA…” – VIDEO
Chiara Maffioletti per corriere.it - Estratti
La boccuccia serrata, lo sguardo corrucciato e naturalmente altezzoso. E poi quella tintarella, perenne, che spiccava dai completi candidi. Dario Ballantini nei panni di Valentino - scomparso il 19 gennaio a 93 anni - non solo era credibile, ma in tanti - da quando nel 1998, durante "Striscia la Notizia" ha dato vita alla celebre maschera dello stilista - lo hanno proprio scambiato per lui.
dario ballantini valentino garavani
Un nome fra tutti?
«Calvin Klein, era venuto proprio a salutarmi. Ma la più clamorosa è stata un’attrice di Bollywood che, a Cannes, volle fare un servizio fotografico con me: non siamo riusciti a farle credere che io non fossi lui e quindi si è portata a casa, in India, una serie di scatti con me, il finto Valentino, spacciandolo per quello vero».
Come è nata questa maschera?
«L’idea è venuta in un momento di crisi a Striscia, in cui i miei personaggi in studio non funzionavano. Con gli autori abbiamo deciso di crearne uno che potesse andare in mezzo alla gente, durante gli eventi.
C’era l’alta moda e così ci venne in mente di fare Valentino. Da lì è uscita anche la mia parte comica, di improvvisazione, andando a pescare un suo eventuale lato ironico. Quella intuizione è diventata anche un nuovo tipo di televisione, quella della comicità in strada, truccati. Prima non c'era».
Come era stata la reazione del grande stilista?
dario ballantini valentino garavani
«Forse inizialmente era un po’ infastidito, ma poi ha apprezzato molto. Tra l’altro era anche un amante dell’arte e gli avevano parlato di me anche dal punto di vista artistico (Ballantini dipinge, ndr.). In seguito aveva apprezzato: diceva che gli somigliavo molto da giovane».
Vi siete mai incontrati?
«Ci siamo incontrati, ahimé, una sola volta e, ironia della sorte, ero truccato da Valentino, sì, ma Valentino Rossi. Eravamo alla prima di un film internazionale , mi ha dato una bella pacca sulla spalla e mi ha congedato vincendo lui la sfida».
Ricordi legati a quel personaggio?
«Sono moltissimi, come le volte che ho dovuto prendere aerei mentre ero ancora truccato da lui. O tutte le volte che sono stato scambiato per lui. Ricordo poi i tanti sketch con gli stilisti mentre vestivo i suoi panni: Cavalli, Fiorucci... Armani poi, quanto se la rideva, abbiamo fatto tanti sketch».
Con quel personaggio riconquistò la fama.
dario ballantini valentino italian party by giambalvo e napolitano
«Gli devo tutto. Mi viene in mente un’importante frase che scrisse Roberto d’Agostino appena debuttai con questo personaggio: è nata una nuova maschera della commedia dell’arte.
E' stato un onore interpretare Valentino nella chiave di questo stilista un po’ prezzemolino, fissato con la perfezione, ma che anche grazie alla sua puzza sotto il naso aveva conquistato una grandezza mondiale. Perfino il Times fece una pagina sul fenomeno di questa imitazione».
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