CHE “MALE” TI FO! - SULLA LA COPERTINA DELLA RIVISTA SATIRICA BRILLA UNA VIGNETTA AL CIANURO DI VAURO CHE SBERTUCCIA IL GIORNALE DI EZIOLO MAURO, “LA REPRAVDA”, CON BATTUTA TERRIBILE SU EU-GENIO SCALFARI - SULL’ALTRA SPONDA, “IL FOGLIO”, UN FORMIDABILE PEZZO DELLO SCRITTORE PAOLO NORI COMPLETA IL “CAPPOTTO”: “LA FATUITÀ DI REPUBBLICA È TUTTA NELLE BRETELLE DEI SUOI GIORNALISTI”…

Paolo Nori per "il Foglio"

Venerdì, era solo il secondo giorno del festival del quotidiano la Repubblica e io, devo dire, ho già cominciato a far fatica. Anche perché sono dovuto andare anche a Bagnacavallo, a un altro festival, un ex festival dell'Unità che adesso si chiama Festa della politica, allora è andato tutto un po' di corsa, nella giornata di venerdì, secondo giorno del festival del quotidiano la Repubblica. Al mattino sono andato a un incontro con Carlo Petrini, quello di Slow foood, e Petrini ha detto che lui non lo sa, cosa avrebbe pensato suo nonno della società in cui viviamo, che è una società dove si spende più per dimagrire che per mangiare.

E poi ha detto una cosa alla quale non avevo mai pensato, che quello che decidiamo di mangiare, è un atto politico, e a pensarci mi è venuto da dargli ragione. Dopo, non c'entra niente, ma in centro, a Bologna, in questi giorni che c'è il festival del quotidiano la Repubblica, si vedono un sacco di bretelle. Anche il giornalista Romagnoli, che parla di bagaglio a mano, ha le bretelle. E fa l'elogio, praticamente, della sobrietà. Lui per esempio dice che i libri, non li conserva, li lascia in ascensore.

Ha una ventina di libri, nel suo appartamento, i dieci libri della sua vita, per così dire, e i dieci che deve leggere, che poi quando avrà finito di leggerli li lascerà in ascensore. Quando va in America, che lui ha una casa, in America, che quando ha cominciato a cercarla ha letto un annuncio, sul giornale, formulato così: «Terrific apartment with a dramatic view» («Gli americani - ha detto Romagnoli - sono ottimisti fin dal vocabolario »), quando va in America, Romagnoli, siccome là nell'appartamento che ha lui ha tutto quel che gli serve, e il dentifricio e lo spazzolino glieli danno in aereo («Che aerei prende?» ho pensato), quando va in America lui prende su il bagaglio a mano ma vuoto, perché non lo vedano che va in America senza neanche il bagaglio a mano.

Che come idea è bella, un'idea francescana del giornalismo, solo che stona con le bretelle, che, viste su Romagnoli, sembrano un accessorio, non so come dire, vezzoso, si vede che quelle braghe lì stanno su anche senza bretelle. Dopo mi chiama Andrea Marcernaro, che è anche lui a Bologna per Panorama, e prendiamo un caffè insieme e lui mi dice che è molto contento, di esser qui a Bologna, che gli dispiace solo per le sue due piante di albicocche, che lui è tutto l'inverno che le cura e sabato secondo lui son maturi i frutti e lui non è lì a guardare.

Dopo è già ora di andare a Bagnacavallo e andiamo in macchina assieme a Paolo Mieli che deve moderare l'incontro tra Fini e Veltroni e sull'autostrada, su un cavalcavia, io vedo scritto, in rosso: «Bimba, dammi un'altra possibilità».

Poi, adesso io di quel dibattito lì tra Veltroni e Fini a rigore non dovrei dire niente, che non c'entra niente, con il festival del quotidiano la Repubblica, solo che l'altro giorno, qui sul Foglio, io ho scritto un pezzetto dove dicevo che la lingua, con l'uso, si frusta, e che certe cose che le prime volte che le abbiamo sentite ci hanno fatto molto effetto, per esempio il fatto che l'ideogramma cinese che vuol dire crisi vuol dire anche opportunità, quando le sentiamo dire per la centesima volta ci vien da pensare «Che due maroni, lo sappiamo che l'ideogramma cinese che vuol dire crisi vuol dire anche opportunità».

Allora, anche se del dibattito tra Fini e Veltroni non dovrei dire niente, non me la sento di non dire che alla fine, richiesto da Mieli sulle possibili uscite dalla crisi, Veltroni ha detto «A me vien da pensare che in cinese, l'ideogramma cinese che vuol dire crisi, vuol dire anche opportunità» e poi Fini, quando tocca a lui rispondere a questa domanda dice: «Bella quella cosa lì dell'ideogramma cinese che vuol dire crisi e vuol dire anche opportunità, non la sapevo».

Dopo l'incontro tra Fini e Veltroni finisce, io leggo il mio discorso, torno a Bologna, riprendo, in stazione, la mia bicicletta, arrivo in piazza Maggiore, ci son duemila persone sedute che guardano un documentario sul quotidano la Republica: Ezio Mauro, su uno schermo gigante, che, con una camicia lilla con le maniche abbottonate dice che lui, quando fan degli sbagli, se li dimentica subito perché gli sbagli fanno male.

E da un chiosco, lì vicino, cioè chiosco, sì, una specie di chiosco elettronico con le vignette di Ellekappa, di Bucchi, di Altan, da lì viene una musica che si sente fin qua, ed è una canzone di Nada, Amore disperato, si intitola, se non mi sbaglio.

E poi vado in piazza Santo Stefano e c'è pienissimo, e la gente chiacchiera, parla, sembra un po' anche questa una festa dell'Unità, e là in fondo, su due maxi schermi, si intravede Umberto Eco che parla con Bartezzaghi, e in fondo, dove sono io, quando Eco finisce un discorso tutti smettono un attimo di parlare e applaudono. Vorrei sentir Bergonzoni, che c'è dopo Eco, ma sono stanchissimo, e riprendo la mia bicicletta, torno a casa, come sono a casa vado sul sito di Repubblica e c'è un titolo, grande: «Eco e Bartezzaghi divertono». E io penso «Va be', andiamo a letto».

 

COVER DIEL MALE vauroEZIO MAURO FOTO AGF REPUBBLICA jpegeugenio scalfari PAOLO NORI Carlo Petrini Nel fango del Dio PalloneGabriele Romagnoli Andrea MarcenaroGIANFRANCO FINI WALTER VELTRONI

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO