iva zanicchi

IVA SENZA SCONTI! LA ZANICCHI: ''HO TRADITO IL MIO PRIMO MARITO? NON SONO MAI STATA MARIA GORETTI. CONSIGLIO A TUTTI I TRADITORI: NEGARE SEMPRE, ANCHE L' EVIDENZA'' - ''HO FREQUENTATO PICASSO E CHAPLIN, MI ATTRIBUISCONO MOLTI CORTEGGIATORI. ENZO FERRARI È FALSO, RICHARD BURTON È VERO. MI VOLEVA PORTARE A LONDRA. MA IO MI INNAMORAVO DEI BATTERISTI, DEI CHITARRISTI, NON DEI POTENTI. IO AMO I MORTI DI FAME!''

IVA ZANICCHI: ''SANTA MADONNA, SIMONA IZZO DIMOSTRA VENT'ANNI DI MENO, PORCO CANE. DIMMI DOVE SEI ANDATA A FARTI RITOCCARE CHE CI VADO PUR'IO!''

 

 

 

IVA ZANICCHI

Alessandra Menzani per “Libero Quotidiano

 

iva zanicchi sanremoiva zanicchi sanremo

Iva Zanicchi è molte cose. Mamma, moglie, cantante, presentatrice televisiva, attrice di fiction, attrice di teatro, modella di Playboy, vincitrice di tre Sanremo, eurodeputata, nonna, fan di Berlusconi, scrittrice. Più o meno in questo ordine.


A metà dell' intervista, dopo che le canta e suona ai pezzi grossi del suo ex partito, Forza Italia, dice con un senso di liberazione: «Ah, come mi sono sfogata, ci voleva».
Dopo due mandati europei e una mancata elezione nel 2014, giura di aver chiuso con la politica.

iva zanicchi sanremo    iva zanicchi sanremo


Settantasei anni compiuti la scorsa settimana, è ancora una forza della natura, combattiva, ha voglia di lavorare, gira i teatri con uno spettacolo tutto al femminile, non la spaventa niente e nessuno. Nemmeno l' influenza: «Non mi sono fermata nemmeno con tre mesi di fuoco di Sant' Antonio», racconta, «che ho preso in una forma gravissima: sono andata a teatro tutta imbottita di farmaci, non mi ricordo nulla. C' era l' ambulanza davanti al Teatro Nuovo a Milano. La colpa pare fosse lo stress».

Iva, la possiamo ancora chiamare «Aquila di Ligonchio»?
«Lo so, lo so, la riforma ha cancellato Ligonchio e altri 40 comuni sotto i duemila abitanti. Adesso dovrei chiamarmi "Aquila di Ventasso". Ma non ci penso proprio. Tutta colpa di Renzi (dice ridendo), ma sinceramente non ci vedo tutto questo risparmio. Le province ci sono ancora, no? E le regioni pure. Tutte lì».

A parte questo, Renzi le piace?
«Renzi è agevolato rispetto a Berlusconi. Ha un vantaggio su Silvio: questo è un Paese in cui la destra non può governare perché avrebbe tutti contro: la piazza, l' opposizione. La sinistra all' opposizione dice no a tutto. Renzi è comunista come me, ossia zero. Ma è giusto che governi la sinistra sennò è il caos».

Perché Berlusconi non fa opposizione?
«Chi lo conosce sa che è un uomo del fare: se la sinistra fa una cosa buona, lui di certo non si oppone.

Quindi la sinistra fa cose buone?
«Renzi ha serpi in seno, parlo dei vecchi comunisti. Comunque sì, lo ammetto, mi piace: ha grinta, voglia».

Con Berlusconi come si è lasciata?
«Bene. L' ho stimato. Uso il passato perché non ho rapporti. Gli sarò fedele fino alla morte anche se non se lo meriterebbero. Mi riferisco al "contorno" di Forza Italia, non a lui. Non mi hanno trattato bene, con la politica ho chiuso».

Parla di Toti, Gelmini e della seconda linea di Forza Italia?
«Sì. Le racconto questo episodio di due anni fa. Eravamo davanti ai cancelli di Arcore. C' erano migliaia di persone che aspettavano il Presidente ma lui non poteva uscire, non poteva parlare perché aspettava una sentenza. La gente fremeva. C' erano i "papaveroni del partito", Toti, la Gelmini. D' istinto, senza autorizzazione, lo ammetto, per tenere buona la gente sono salita sul palco. Non ho fatto un discorso politico, ho parlato del più e del meno. Bene, una signora di Forza Italia, non faccio nomi, ha riferito a Berlusconi: "Presidente, è meglio che esca perché la Zanicchi sta facendo Ok il prezzo è giusto". E lui: "Non parlate male di Iva"».

iva zanicchi playboyiva zanicchi playboyiva zanicchi musik farmiva zanicchi musik farm


E lei se l' è legata al dito.
«Non solo per questo episodio. La politica è il regno della gelosia e dell' invidia. Eppure sono stata eletta con una campagna elettorale molto più economica di tanti altri, con 15mila euro ho preso 31mila voti».

Chiamare personaggi della tv in politica è un classico. Adesso corteggiano Paolo Del Debbio come sindaco di Milano. Cosa ne pensa?
«Non lo conosco bene, non so se lo desidera. Sa, il potere vero arriva dalla tv. A Milano metterei una donna. Io sarei un ottimo sindaco ma non lo farei nemmeno se mi venissero a prendere con una carrozza d' oro. La Santanché sarebbe perfetta a Palazzo Marino. Ha le palle. Ma adesso basta, non voglio più parlare di politica. Ma a Silvio voglio bene».

Nel libro che sta scrivendo per Mondadori non parlerà di politica?
«Di politica solo un capitolo, l' ultimo. In modo leggero e ironico, parlo dei miei viaggi quando ero in Commissione Sviluppo all' Europarlamento. Parlerò della mia infanzia, del mio paese, di mia mamma e dei miei fratelli. Ho riletto il capitolo sulla cresima e sulla comunione e mi sono commossa. Parlo degli esordi del mio lavoro, dei miei incontri con Picasso, Ungaretti, Chaplin, la Tebaldi, delle tournée, ma non mi autocelebro».

E dei suoi famosissimi corteggiatori?
«Alcuni veri, altri fasulli».

Enzo Ferrari?
«Fasullo».

Richard Burton?
«Vero. Mi voleva portare a Londra. Lo conobbi in un hotel di Palermo dove stava girando un film con la Loren. Mi voleva portare a Londra, ma avevo una bambina piccola e un marito. Rifiutai. Ma ero lusingata. Vede, io mi innamoravo dei batteristi, dei chitarristi, non dei potenti. Le mie sbandate erano per i morti di fame!».

iva zanicchi europarlamentoiva zanicchi europarlamento


Fu infedele al suo primo marito, Antonio Ansoldi, direttore artistico della Ri-Fi.
«Sì, non sono mai stata Maria Goretti. Non riesco a mentire. Era la fine della nostra storia. Non era più possibile andare avanti, mi ero innamorata. Consiglio a tutti i traditori: negare sempre, anche l' evidenza».

A teatro, in Tre donne in cerca di guai, che porta in giro con sucesso in tutta Italia, invece è una moglie tradita. Le è mai capitato di essere la «vittima»?
«Direi di no. Ho un compagno da 30 anni, Fausto, e lui giura di non essere mai stato con altre: io gli credo. Appena lo vedo interessato a a qualcuna, prima ancora che lui lo sappia, glielo dico io: "Occhio con quella…". Gli taglio le corna sul nascere. E lui ride».

iva zanicchi bobby solo sanremo 1969iva zanicchi bobby solo sanremo 1969iva zanicchi berlusconiiva zanicchi berlusconi


Tante sue canzoni parlano di sesso.
«Non è vero. Il sesso è più presente nelle canzoni di Mina, Vanoni, Patti Pravo. Io ho sempre cantato i sentimenti, il sociale, la guerra, la morte. L' unica mia canzone che davvero parla di sesso era Ti voglio senza amore che portai nel 2009 a Sanremo. Prima della mia esibizione era il turno dell' intervento comico di Roberto Benigni che mi massacrò, mi prese in giro in modo volgare. Ero arrabbiatissima, soprattutto con il conduttore Paolo Bonolis che aveva permesso quell' episodio. Mi offesi come donna e come madre. Il giorno dopo, ricevetti una lettera di solidarietà che non mi aspettavo».

Da chi?
«Da Francesco Cossiga. Mi scrisse come padre, fui colpita, un bel gesto».

Un pochino è offesa anche con Carlo Conti che non la invita a Sanremo come super ospite?
«Un po' sì. È un amico, insieme abbiamo condotto Domenica in».

Quando si faceva ipnotizzare da Giucas Casella. Ma era tutto vero?
«Ma secondo lei è tutto vero? Mi sono prestata. Non metto in dubbio le doti magiche di Giucas Casella, non si deve offendere, ma non è che può fare un' ipnosi in due minuti. Una volta mi ha "addormentato" di colpo e mi sono messa a dire cose strane e a parlare di sesso. Secondo lei era tutto vero? Tornando a Sanremo, in fondo sono ancora l' unica che ha vinto tre Festival. Ma forse è meglio non andare, penso di avere ancora addosso l' alone della donna di destra, dell' artista berlusconiana. E Sanremo è un covo della sinistra, più che Festival della canzone è un Festival dell' Unità».

Anche con Conti?
«Con Conti meno, lui è più popolare, negli anni passati di più. In generale lo spettacolo è dominato dalla sinistra».

E la Rai?
«È un carrozzone in cui comandano i manager, due o tre che fanno il buono e il cattivo tempo. I dirigenti non contano nulla, prendono solo lo stipendio».

Ma rifarebbe la tv?
«Sì. Ho proposto un' idea a Mediaset ma non mi hanno risposto, una cosa "alla Arbore", che resta il più grande uomo di televisione. Lo scorso anno mi offrirono l' Isola dei famosi ma non scherziamo: secondo lei mi metto in tanga?».

Negli anni Ottanta accantonò la la musica perché la tv pagava di più?
«A Berlusconi ho dato tanto ma ho anche ricevuto, non mi posso lamentare. Con la musica ero in crisi, mi hanno fatto fare un disco "dance" che era orribile. Mi ero offesa perché avevano scritto un brano in inglese, io cantavo e mi avevano camuffato la voce, volevano buttarlo nel mercato con un nome diverso dal mio. Sono permalosa, lo ha notato? Allora pensai di fermarmi un anno. Ne passarono 14».

Iva, chi è la sua erede?
«Non c' è. Mi trovi una che balla, canta e recita. Nessuna mi imita, imitano tutte Mina, ci troviamo con mille Mine. Ma meglio così. Di Iva ce n' è solo una».

iva zanicchi iva zanicchi iva zanicchiiva zanicchiiva zanicchi consiglio nazionale forza italia foto lapresse iva zanicchi consiglio nazionale forza italia foto lapresse roberto poletti  iva zanicchi e federico novellaroberto poletti iva zanicchi e federico novellaiva zanicchi  sanremoiva zanicchi sanremoiva zanicchi  ok il prezzo e giusto  iva zanicchi ok il prezzo e giusto iva zanicchi  europarlamentoiva zanicchi europarlamento

 

carr iva zanicchi carr iva zanicchi iva zanicchi  3  iva zanicchi 3 Iva Zanicchi Iva Zanicchi iva zanicchi   ok il prezzo e giusto  iva zanicchi ok il prezzo e giusto oggi05 iva zanicchi LAPRoggi05 iva zanicchi LAPRiva zanicchi   iva zanicchi iva zanicchi    iva zanicchi iva zanicchiiva zanicchi

 

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...