alberto angela

VITA, VIAGGI E SOGNI DI QUEL PISELLONE DI ALBERTO ANGELA: “IL MONDO È PIENO DI COSE BELLE, MA LE PIÙ BELLE SONO IN ITALIA. ALL'ESTERO C'È UNA SOLA COSA, MERAVIGLIOSA, QUI C'È TUTTO. CON MIO PADRE HO FATTO MOLTI VIAGGI, ANCHE IN TENDA. SU DI ME GIRANO TANTE LEGGENDE MA E’ VERO CHE HO UNA GRANDE…”

Eleonora Barbieri per “il Giornale”

 

ALBERTO ANGELAALBERTO ANGELA

«Una volta a Houston ho parlato con Gene Kranz, l' uomo che ha fatto atterrare gli astronauti sulla Luna, e gli ho chiesto se gli astronauti di allora fossero diversi da quelli di oggi. E lui: No, assolutamente. Mi ha spiegato che è cambiata solo la testa: tutti, astronauti e tecnici, venivano dalla campagna, avevano studiato al college grazie a tanti sacrifici, quindi erano motivati; poi in campagna erano abituati a lavorare duro fin dal mattino presto e a risolvere i problemi in modo pratico.

 

Ecco, così si arriva sulla Luna». Alberto Angela, che significa? «Ho pensato che anche il mondo romano fosse così, come le altre grandi civiltà del passato. Tutte costruite sul duro lavoro, l' impegno e la motivazione. Altrimenti oggi non avremmo i monumenti come la Colonna Traiana, o la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio».

alberto angela alberto angela

 

È così insomma, attraverso il «duro lavoro, a testa bassa» che Alberto Angela è diventato paleontologo, paleoantropologo, conduttore di programmi televisivi di grande successo (e longevità) come Ulisse e Passaggio a Nord Ovest, autore di libri sulla storia e sull' arte come Gli occhi della Gioconda, San Pietro, I tre giorni di Pompei (tutti pubblicati da Rizzoli), così amato dal pubblico da riuscire ad appassionare quasi sei milioni di spettatori per lo speciale Stanotte a San Pietro, pochi mesi fa. L' ultimo riconoscimento, in ordine di tempo, è il Premio èStoria per la divulgazione, che riceverà sabato a Gorizia, nell' ambito del Festival della Storia (dal 25 al 28 maggio).

alberto angela  8alberto angela 8

 

Alberto Angela, su di lei circolano tante leggende.

«C'è di tutto, è vero».

 

Per esempio dicono abbia una passione per il caffè.

«Il caffè mi piace molto, però espresso. E il caffè è storia, fra l' altro. Sa perché la moka si chiama così?».

 

No, perché?

«Moka era il nome di un porto nel Mar Rosso, da cui provenivano i sacchi con i chicchi. Il caffè proviene dall'Etiopia, dove cresceva selvatico ed era usato dagli eremiti per non dormire: da lì nasce la diffusione nel mondo islamico, come rito. Poi arriva a Venezia, dove viene aperta la prima bottega. Prendi un caffè, e dietro c'è la storia».

 

È sempre stato così appassionato?

«Fin da piccolo. Penso che le avventure più belle si facciano nel passato, più che nel futuro. Vuole mettere scavare in Africa?».

alberto angela  5alberto angela 5

 

Dove è stato in Africa?

«Nella Gola di Olduvai, dove ci sono i nostri antenati fino a due milioni di anni fa. È il fascino di trovarsi di fronte qualcuno da scoprire completamente, o di fare emergere uno strumento che, l' ultima volta, è stato usato 1,5 milioni di anni fa. Lo tocchi e si apre una finestra nel tempo».

 

E una volta aperta la finestra?

«Scopri che i protagonisti e i problemi sono simili a quelli di oggi. Per esempio nell' età romana c'è stata la prima grande globalizzazione: una tunica era fatta in lino, il quale era prodotto in Egitto, tessuto a Roma e venduto nelle Gallie. Proprio come le mie camicie oggi».

 

C'è dell' altro?

alberto angela  4alberto angela 4

«Una volta ero a Mosca, perché il mio libro Una giornata nell' antica Roma era stato tradotto in russo. C' era la fila. Mi sono chiesto: perché i russi, così lontani da Roma e dal Colosseo, vogliono leggere questo libro?».

 

Risposta?

«La voglia di avere delle radici. Il nostro modo di vivere, come quello dei giapponesi, dei russi e degli americani ha le radici in quel mondo».

 

La divulgazione ha delle regole?

«Usare un linguaggio comune per concetti da storico, da archeologo. E uno stile da romanzo: mi pongo le domande della gente e cerco di rispondere. La storia è racconto, ci deve essere emozione».

 

Vale anche per l' arte?

alberto angela  3alberto angela 3

«In un affresco, un bassorilievo o un monumento guardo i dettagli, in cui vedi lo stile di vita dell' epoca: i vestiti, le navi, le città, i porti. Ho uno sguardo da investigatore. Per esempio, nel caso della Gioconda osservo quello che c' è intorno: gli abiti, il paesaggio, la seggiola su cui è seduta, e alla quale nessuno bada mai».

Ha una laurea in Scienze naturali.

 

È sia scienziato sia storico, come gli antichi?

«Ho un approccio razionale. Ma quando inizi a scavare il terreno dell' Africa e a fare riemergere una pagina sepolta è fantastico. Voglio unire la scienza allo spirito umano, all' emozione dell' intelletto».

 

In dieci anni di scavi ha avuto molte avventure.

«Tutti quelli che hanno fatto scavi hanno affrontato situazioni particolari. Ma non devi andartele a cercare, e lo sottolineo».

 

alberto angela  1alberto angela 1

Particolari quanto?

«In Etiopia ci è capitato di finire in una imboscata, fatta per uccidere. Una situazione di tiro incrociato, con proiettili da tutte le parti. Gli aggressori pensavano fossimo di una fazione nemica».

 

Come è andata?

«Bene alla fine, ne siamo usciti illesi. Però quando ci hanno circondato mi sono detto: è finita, come facciamo? Quando hanno capito il malinteso, dopo qualche ora siamo usciti da quell' incubo. Eppure era una zona tranquilla, eravamo stati attenti».

 

Ha avuto anche incontri con animali pericolosi?

«Nella savana c'è di tutto: quando stai lì due o tre mesi a lavorare è diverso da un safari, è un luogo difficile. A parte i serpenti e gli scorpioni, succede di tutto: il mamba nell'accampamento, le formiche legionarie che entrano nella tenda, le iene che ti inseguono di notte, la carica degli ippopotami, il leopardo nascosto nel cespuglio... Cose che possono capitare, nella savana».

 

alberto angela a san pietro  2alberto angela a san pietro 2

Come ci si comporta?

«La regola è: mai scappare. Se scappi sei finito. Anche in posti magnifici, come l'Oman, dal punto di vista del lavoro non puoi mai distrarti».

 

Che cosa è successo in Oman?

«C'era un sito antico di 30-35 milioni di anni, dovevamo setacciare sedimenti dai blocchi rocciosi. Il giorno successivo erano sempre pieni di scorpioni. È diverso dalle cartoline: in quei luoghi tutto punge, taglia e morde».

 

romanzo erotico alberto angelaromanzo erotico alberto angela

Ha girato il mondo per i suoi programmi. Il luogo più emozionante?

«Le rovine Khmer nella giungla del Sud-Est asiatico, le costruzioni Inca sulle Ande, l' Isola di Pasqua, Petra che sembra inventata da uno sceneggiatore, è meravigliosa. Ogni volta vedi la grandezza dell' uomo. E poi i deserti».

 

Perché le piacciono i deserti?

«Sono un libro di storia. Basta fermarti per scoprire qualcosa che l' uomo ha lasciato, un fortino, una città abbandonata. Rovine e silenzio. L' umanità: le date e i nomi li leggi sui libri, quello che non trovi è la vita quotidiana. Perciò faccio divulgazione».

 

Un posto speciale?

«Eh... L' Antartide è un luogo dove vedi il futuro, le basi su altri pianeti, e insieme il passato, come l' uomo sia riuscito a viaggiare in luoghi impossibili. Poi ho visto tante cose, dalle basi segrete sotto le montagne tipo 007 alla più grande tomba egizia, nella quale sono stato il primo a filmare con la mia troupe, fino alle immersioni in un antico relitto. Difficile dire quale mi abbia impressionato di più, però c' è una cosa».

 

Quale?

«Il mondo è pieno di cose belle, ma le più belle le ho viste da noi in Italia. All'estero c' è una sola cosa, meravigliosa, in Italia c' è tutto».

alberto e piero angelaalberto e piero angela

 

Per occuparsi di così tanti argomenti diversi quanto si prepara?

«Diciamo che ho poco tempo libero, ma anche dei collaboratori fantastici. Del resto, secondo lei Colombo e Darwin avevano tempo libero? A parte durante le traversate... L'entusiasmo della scoperta per me è h 24».

 

Perché ha così successo?

«Credo per due ragioni. Primo: usare un linguaggio universale, semplice, chiaro. Secondo: mettere dentro l' emozione, coinvolgere nella scoperta. Tutto si basa sull' empatia, e la tv è molto empatica: quindi, se parli di un vaso metti in evidenza l' aspetto umano, per esempio mostri l' impronta digitale del vasaio. Magari quell' impronta ha tremila e duecento anni».

 

alberto angelaalberto angela

Da piccolo guardava le trasmissioni di suo padre Piero Angela?

«Lo vedevo in tv, ma ce l' avevo in casa, ancora meglio».

 

Ha fatto molti viaggi con i suoi genitori?

«Sì, anche con le tende: l' Himalaya, le isole sperdute dell' Indonesia, le Ande, il Sud America. Era l'epoca in cui potevi trovare ancora cose intatte. Allora per arrivare in India un jumbo si fermava a Teheran e dovevi trascorrere lì la notte. Era tutto più lento. Non c'era l' aria condizionata, infatti oggi non ne ho bisogno...».

 

Da piccolo che cosa sognava di fare?

«Disegnavo uomini preistorici e dinosauri, come tutti i bambini. Però ho continuato».

 

alberto angela icona eroticaalberto angela icona erotica

Quali libri l' hanno influenzata?

«Uno è Amore e odio dell' etologo Eibl-Eibesfeldt: si vede come l' uomo abbia comportamenti innati, anche complessi, che esistono in tutte le culture. E poi ho sempre amato molto Il vecchio e il mare».

 

È vero che le piacciono i film di Clint Eastwood?

«Anche, ma non solo. Mi piacciono anche Harrison Ford, Charlton Heston, Anthony Hopkins. Guardo film d' azione, d' avventura, di fantascienza, comici».

 

E la tv la guarda?

«Poco, purtroppo. È vero. Guardo programmi di approfondimento».

 

Dopo diciotto anni e così dicono i conti circa duecento puntate di Ulisse, dove trova ancora spunti e stimoli?

«Chi ama la vela le direbbe: è vero, sono uscito sabato scorso, ma esco di nuovo. L'emozione di viaggiare con la mente non ha paragone».

alberto angela alberto angela

 

Ora che cosa sta facendo?

«Sto preparando la nuova serie di Ulisse a Torino. Fra un mese cominceremo Passaggio a Nord Ovest e ho appena terminato Stanotte a Venezia, con la sua formula notturna, molto stancante. E alla fine della settimana andrò in Cina: I tre giorni di Pompei è stato tradotto in cinese e terrò una lectio».

 

C' è un' esperienza che vorrebbe fare?

«Tante. Potrei dire che vorrei andare nello spazio, ma non credo riuscirò. Ho mille sogni, vorrei andare dappertutto».

 

Non è già stato dappertutto?

«Certo, sono stato in tanti posti, ma luoghi come la Siberia o i deserti mi affascinano. E mi piacerebbe molto tornare ancora a Pompei, e raccontare altre cose. È una città fissata nel tempo».

 

Perché ha iniziato alla tv svizzera?

«Lavoravo presso il Centro di ricerca Ligabue di Venezia. Giravano documentari nei luoghi delle loro spedizioni e, durante uno scavo in Africa, mi avevano chiesto di fare un commento. Hanno visto che me la cavavo, quindi mi hanno chiesto: vuoi fare un programma? Così è nato Albatros».

 

E poi?

alberto angela  8alberto angela 8

«Per me era una cosa in più, all' epoca facevo gli scavi. Poi TeleMontecarlo vide il programma, lo comprò e così mi trovai in onda in Italia. Da lì è iniziata la collaborazione con mio padre. E preciso che sono ancora un esterno, non sono dentro la Rai: faccio contratti, si spera ogni volta rinegoziati».

 

Di lei dicono: è credibile, colto, educato, avventuroso. È considerato addirittura un'icona.

«Sorrido. Poi vado avanti. L' importante per me è fare bene il mio lavoro».

 

A proposito della Gioconda ha raccontato che Leonardo era «fissato» con le mani e i gesti. Non è che ha preso da lui?

«No no, è casuale... Però noi italiani siamo noti per il gesticolare, è istintivo. Muovere le mani è la punteggiatura di quello che stai dicendo o pensando: vuole dire che c' è emozione, trasporto. Noi italiani siamo così».

 

Lei ha raggiunto una popolarità enorme, se l' aspettava?

alberto angela  7alberto angela 7

«No, assolutamente. Sono partito senza guardare alla vetta, cercando di non fare errori. È un lungo percorso, iniziato anni fa: l' obiettivo era fare bene le cose, giorno per giorno».

 

Sente invidia intorno a sé?

«No. Non ne ho la percezione, anche se non me ne occupo molto. Faccio il mio».

 

Si annoia mai?

alberto angela  6alberto angela 6

«Mai. Non ho il tempo».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…