tiziana panella - vittorio emanuele parsi

"HO AVUTO UN'ESPERIENZA DI PRE-MORTE. PENSO DI AVER VISTO L'ADE" – VITTORIO EMANUELE PARSI RACCONTA DI COME LA VISIONE DEL VOLTO DELLA COMPAGNA, LA GIORNALISTA DI LA7, TIZIANA PANELLA, L’ABBIA RISVEGLIATO DAL COMA: “MI SONO CHIESTO SE FOSSI MORTO. HO PENSATO A TIZIANA, HO VISTO IL SUO VOLTO” - POI SI FA PRENDERE LA MANO E DELIRA RIVELANDO L'ESPERIENZA DI PREMORTE: “UNO STIGE, UN FIUME MELMOSO, NERO, STAVA SOTTO I MIEI PIEDI”; “HO MATERIALIZZATO NELLA MENTE QUEGLI OMINI DI GOMMA CHE SI LANCIAVANO SUL VETRO, HO VISTO ME STESSO UN PO’ COME UNO DI QUEGLI OMINI, A RISALIRE L’IMMENSO CREPACCIO, CON TUTTA LA FATICA DEL MONDO” – IL NOMIGNOLO ALLA GIORNALISTA DI LA7: “LA CHIAMO ‘CEROTTINO’ PERCHÉ…” - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Giovanni Viafora per il “Corriere della Sera”

 

vittorio emanuele parsi

Vittorio Emanuele Parsi, il 27 dicembre mentre parlava sul palco a Cortina ha accusato un forte dolore al petto. Poche ore dopo era in sala operatoria, un’operazione in extremis per salvarle la vita. È stato in coma per giorni, in tantissimi sono rimasti col fiato sospeso. Ora come sta?

«In questo momento sono a Roma, a casa, con Tiziana Panella (giornalista di La7 ), la mia compagna, quindi molto meglio rispetto all’ospedale. Sono molto stanco. Però se penso a quindici giorni fa: solo scendere dal letto mi chiedeva una tale forza di volontà...».

 

Cosa ricorda di quella sera?

TIZIANA PANELLA - VITTORIO EMANUELE PARSI

«Ho sentito tre colpi sul diaframma, come fossi in apnea. Da sommozzatore sai che quando li senti devi riemergere, è l’ultimo avvertimento. Ho capito che c’era qualcosa di grave. Finita la conferenza, ho chiesto che si chiamasse un medico. È arrivata l’ambulanza, siamo andati all’ospedale “Codivilla”».

 

Si pensava ad un infarto.

«[…] La struttura decisamente non era attrezzata. Io stesso, dopo i primi esami negativi, stavo per dire: “vi saluto, devo partire per le vacanze”. Avevo un aereo il giorno dopo: sarei morto. Invece sono stato portato a Belluno in ambulanza, e lì ho avuto la fortuna di trovare il primario di Cardiologia, Alessandro de Leo che ha subito capito che la mia era una dissezione dell’aorta […] Mi ha detto due cose […]. La prima: dobbiamo farle un’operazione salvavita. La seconda: può andare male. Ho potuto fare due telefonate».

VITTORIO EMANUELE PARSI

 

[…] «[…] Mi hanno portato con l’elicottero a Treviso, dove ho trovato chirurghi di eccellenza, come Francesco Battaglia, Antonio Pantaleo e Giuseppe Minniti».

 

Un’operazione complessa. È rimasto a rischio per giorni.

«Ricordo tutto il periodo in coma. Uno Stige, un fiume melmoso, nero, che stava sotto i miei piedi, come Ulisse e Achille. Ricordo di avere visto le radici degli alberi da sotto, come fossi in un crepaccio. E di tanto in tanto, voci lontane».

 

Cosa sentiva?

«Non dolore ma stanchezza fisica, una immensa spossatezza. A un certo punto mi sono chiesto se fossi morto. Ho pensato: non ce la faccio, forse basta lasciarsi andare e tutto passerà. La morte non potrà essere tanto peggio». […] «Poi ho pensato alle mie figlie e a Tiziana. Ho visto il suo volto, volevo rivederlo. È chiaro che non volevo lasciare sole neanche le mie figlie, ma in qualche modo prima o poi i figli li lascerai.

TIZIANA PANELLA

 

Ho parlato con mia madre e con mio padre, che non ci sono più: “Datemi una mano voi, non è il momento di raggiungervi”. È stato allora che ho materializzato nella mente quegli omini di gomma che vendevano nei ruggenti anni ’70 e ’80, che si lanciavano sul vetro e si appiccicavano e salivano e scendevano... Ecco, ho visto me stesso un po’ come uno di quegli omini, a risalire l’immenso crepaccio, con tutta la fatica del mondo. E quando poi sono arrivato in cima ho aperto gli occhi. E ho visto Tiziana che era lì con me».

 

E cosa ha provato?

«Ho pianto».

 

vittorio emanuele parsi 5

È stata un’esperienza di premorte, come la chiamano?

«Penso fosse l’Ade. Il fiume in cui stanno le anime morte. Non ho visto nessuna luce, nessuna speranza che non fosse quella di lottare per vivere. Forse quando si muore la sensazione è quella di un abbraccio. La morte la viviamo come spaventosa, io non ne ho mai avuto grande simpatia, non nutro aspettative su quello che verrà dopo. Però la cosa che mi ha sorpreso è che non provavo paura».

 

Non ci si prepara.

«Scherzando con Tiziana dicevo sempre: dov’è l’incudine?».

 

L INCUDINE DI WILLY IL COYOTE

L’incudine?

«Sono un cultore di Willy il Coyote, quello che dava la caccia a Beep Beep. Quando Willy cadeva l’incudine era sempre più leggera. Ne veniva fuori, e ricominciava la sua caccia a Beep Beep. Ho pensato: eccola, questa è l’incudine. […] Mi ricordo di aver pensato: caspita, se questa volta la sfango, devo fare più attenzione».

 

In che senso?

«Godermi di più la vita. Sono sempre stato molto frenetico, al limite del parossismo, ero abituato che il tempo esiste per essere occupato, che le idee ti vengono in treno, in aereo, parlando con la gente. I momenti felici, invece, vanno centellinati».

 

Come è stato il risveglio?

vittorio emanuele parsi 4

«Terribile. Sentivo i medici che dicevano: “Lo estubiamo domani, lo estubiamo oggi...”. Avrei voluto che lo facessero subito. Ho cercato di strapparmi tutto, hanno dovuto legarmi al letto. Nelle ore finali, intubato, guardavo l’orologio, vedevo passare i quarti d’ora uno per uno. Uno strazio. Quando mi hanno tolto i tubi è stato come rinascere. […]».

 

Si impara qualcosa sugli altri, in una situazione così?

«Ricordo quando l’infermiere mi ha lavato la prima volta, con una spugna. Mi sembrava come nell’Iliade, quando lavano il corpo del morto. […] Mi ha confortato nell’idea che gli esseri umani sono naturalmente empatici. In fondo è quello che fa la democrazia, un sistema gentile: aiuta a esercitare l’empatia».

 

vittorio emanuele parsi fulvio abbate tiziana panella paolo cirino pomicino foto di bacco

Diceva di Tiziana. Che rapporto avete?

«Lei ha un soprannome che le ho dato, che dipende da vicende non fortunate che l’hanno riguardata. È “cerottino”. Ero convinto di essere io quello forte. E invece devo dire che la sua forza è emersa a darmi una grande serenità».

 

[…] Come cambierà la sua vita ora?

«Non sarà quella di prima. Ma voglio andare avanti a fare il mio mestiere, scrivere, riflettere, impegnarmi in quella che chiamiamo la terza missione».

 

Cioè?

TIZIANA PANELLA

«Partecipare al dibattito pubblico. Non è una questione di vanità, ci sono delle battaglie in cui credo. Oggi viviamo una sindrome da anni ’30. Di fronte a un nemico alle porte che è già in guerra con noi e la prospettiva che torni Trump, isolazionista e gaglioffo, non sembriamo in grado di trarre le logiche conseguenze.

 

Ovvero che abbiamo dieci mesi di tempo per metterci in condizione di esercitare se necessario da soli la deterrenza verso Putin, che ha mostrato una spietatezza e una crudeltà senza fine. Per altro, vai a dire a uno che vive sotto il suo tallone che l’Italia è una colonia americana; dillo a un ucraino, ti dirà che cos’è una colonia russa. Non posso astenermi. […]».  […]

serena bortone tiziana panella foto di baccotiziana panella positiva 2tiziana panellatiziana panella foto di baccovittorio emanuele parsi 2vittorio emanuele parsi 1vittorio emanuele parsi 3

Ultimi Dagoreport

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…