hell raton

''XFACTOR'', BUONA LA PRIMA - GIURIA AFFIATATA, GRANDE RIVELAZIONE HELL RATON (ECCO CHI È), EMMA STRAFIGA (MA SI SAPEVA), MIKA CHE TORNA AL SUO LATO SOGNATORE E MOLLA QUELLO ACIDO, MANUEL AGNELLI CON BARBA NON TINTA CHE TIRA FUORI LA CATTIVERIA CON LE MALCAPITATE AMANTI DEL POP GIAPPONESE. SI SPINGE UN PO' TROPPO SULLE STORIE ''INCLUSIVE'' MA ORMAI È IL DAZIO DA PAGARE - LE ESIBIZIONI PIÙ BELLE E COMMOVENTI DELLA SERATA: CASADILEGO, MYDRAMA

 

 

Mario Manca per www.vanityfair.it

 

xfactor casadilego

«Abbiamo smesso di abbracciarci, di baciarci, di condividere grandi momenti. C’è una cosa, però, che non abbiamo mai smesso di fare: non abbiamo mai smesso di cantare». Sono queste le parole che Alessandro Cattelan sceglie per dare il via alla quattordicesima edizione di X Factor, la prima dopo il Covid-19, apparentemente così lontana dal pubblico affastellato al Mediolanum Forum al momento della vittoria di Sofia Tornambene. In un studio completamente rinnovato, costellato da ledwall e faretti, i giudici siedono a un tavolo a forma di X mentre i concorrenti si avvicendano non più sul palco, ma sul loro stesso livello, intessendo un rapporto da pari a pari, intimo, senza filtri.

xfactor 2020

 

Loro sono Manuel Agnelli, Mika, Emma Marrone ed Hell Raton, quattro talenti purissimi che uniscono le proprie forze non tanto per cercare a tutti i costi la popstar che sfonderà domani, quanto per dare voce a tutti coloro che dedicano la propria vita alla musica, visceralmente e letteralmente.

 

Le dinamiche tra i componenti del tavolo scattano attraverso una sinergia non così comune nelle giurie di un talent show: gli occhi, naturalmente, sono puntati sui nuovi arrivati, Emma ed Hell Raton, che superano la prova grazie alla genuinità e alla capacità di mettersi in gioco. Forte dei suoi dieci anni di carriera, Emma dimostra di essere a suo agio come sempre: dice quello che pensa e dosa l’ironia e la schiettezza sforzandosi di non nascondere l’emozione quando arriva forte e inaspettata.

 

xfactor 2020

È lei una delle novità più fresche del nuovo X Factor, capace di radunare intorno a sé consenso e curiosità. Dal canto suo, Hell Raton, Manuelito, debutta in giuria entrando subito nel cuore per il sorriso e l’umiltà, doti non poi così comuni per chi si avvicina a una macchina della portata del talent show prodotto da Fremantle. I veterani Mika e Manuel, invece, tornano dietro al bancone con energia nuova, che porta il primo a sfruttare quest’esperienza divertendosi il più possibile e il secondo ammorbidendosi nei giudizi, ma restando fermo quando si tratta di intravedere un futuro per i talenti che gli passano sotto gli occhi.

xfactor 2020

 

Per quanto riguarda i ragazzi, è chiaro che questa nuova edizione di X Factor li valorizzi come forse non aveva mai fatto: al di là di qualche nome fuori dagli schemi, come le Honey Hime e le Twemsis, a colpire è soprattutto l’autenticità delle intenzioni e l’intimità delle performance. Come Casadilego, che con la sua versione di A case of you di Joni Mitchell strega i giudici portando tutti e quattro alle lacrime; o Dage Will, che convince per il timbro e il testo autografo; o, ancora Merio e Huma, che scelgono entrambi di portare un brano dedicato alla mamma, fondamentale nella loro vita. Senza il pubblico in studio, la musica arriva ai giudici senza filtri, come se fosse uno schiaffo, piaccia o non piaccia. Il tutto con una purezza sorprendente, che favorisce un dialogo vero e senza sconti. I pezzi si incastrano, la musica troneggia e a vincere è, soprattutto, il ritmo. Era giusto che X Factor ripartisse dalle origini in quest’anno così particolare per tutti noi, e la nuova formula conferma a pieno l’intenzione primordiale.

 

 

 

 

 

HELL RATON GIUDICE A X FACTOR È UNA BUONA NOTIZIA

Marta Blumi Tripodi per www.rollingstone.it

 

 

Nell’ormai lontano 2008, quando X Factor sbarcò per la prima volta anche da noi, l’italiano medio si trovò piuttosto disorientato di fronte al nome di Mara Maionchi, un personaggio che rispetto ai colleghi di tavolo Morgan e Simona Ventura era sconosciuto al pubblico televisivo. Dodici anni dopo, la Mara nazionale è universalmente considerata uno dei migliori giudici che il talent abbia avuto, e la stessa cosa potrebbe auspicabilmente succedere nel caso di Hell Raton, che ieri sera ha suscitato reazioni analoghe. I commenti sui social sono stati un tripudio di “E questo chi è?”, “Mai sentito”, “Da dove spunta?” e via discorrendo.

 

 

xfactor 2020

In realtà Manuelito (come affettuosamente lo chiamano i colleghi e i fan) non è affatto uno sconosciuto per gli ascoltatori di rap, e neppure per gli addetti ai lavori. Le note biografiche probabilmente le conoscete già: 30 anni compiuti da poco, mamma dell’Ecuador e papà sardo, passa buona parte dell’infanzia in Sud America prima di trasferirsi di nuovo a Olbia, dove si iscrive a una scuola d’arte e tra i banchi di scuola stringe amicizia con un gruppo di ragazzi allora sconosciuti, tra cui Salmo e Slait. Sono un po’ più grandi di lui, ma hanno i suoi stessi interessi e gusti: la musica rap, punk, hardcore, elettronica e metal, il cinema, le illustrazioni e un’estetica un po’ splatter e cupa. È un rapper, ma adora anche l’elettronica e le sonorità di altri continenti, e più in generale divora senza pregiudizi tutta la buona musica che gli capita a tiro.

 

xfactor 2020

Nel 2010, mentre vive a Londra, fonda insieme a loro la Machete Crew, il che è un gesto quasi temerario se si pensa che ai tempi non c’era una grande possibilità di emergere sui social, e soprattutto che le speranze di farlo, se venivi non solo dalla provincia ma addirittura da un’isola, erano ancora più remote. A differenza di molti altri gruppi analoghi, però, il loro non sarà mai un semplice collettivo di amici che cercano di ammazzare il tempo. Fin dall’inizio, prima ancora che Salmo pubblichi il primo album The Island Chainsaw Massacre – che lo trasformerà immediatamente in una star dell’underground – si organizzano e si strutturano in una maniera così seria, professionale e originale che è impossibile non notarli e ammirarli. Curano maniacalmente i visual di ogni prodotto, in particolare i video; il loro merchandising è da collezione; dal vivo sono tra i pochissimi a tenere un palco come e meglio di un gruppo rock; selezionano in maniera attentissima e oculata i nuovi membri da reclutare, senza temere di investire sia sulla vecchia guardia (Jack the Smoker) che sulle nuovissime leve (Nitro).

 

hell raton

Nel giro di qualche anno, diventano una delle realtà più rispettate e interessanti della scena. Tutti li amano, tutti vogliono lavorare con loro, ma anziché sedersi sugli allori, ogni volta che raggiungono un traguardo, alzano immediatamente l’asticella: Machete diventa prima una casa di produzione, poi un’etichetta, infine apre anche un’agenzia di management, Me Next, e più di recente diversifica anche nell’ambito del gaming e degli streaming su Twitch. E tutto questo accade in buona parte grazie all’ottimo lavoro di Hell Raton, che fin dagli inizi è la mente organizzativa della crew e insieme a Slait ne cura la direzione artistica.

 

Fervente sostenitore di talento e meritocrazia, dotato di un’inesauribile energia e voglia di fare, grande perfezionista, non pone mai limiti alla sua creatività, e chi lo ha visto all’opera sa che è capace di lavorare per ore, giorni e notti di seguito per un progetto a cui tiene. Vedi ad esempio la vittoria del suo team al Red Bull Culture Clash del 2017, per cui ha studiato e pianificato lo show e le strategie per mesi e mesi, o la piattaforma Hellmuzik, dedicata alla diffusione di bass music e club culture. O ancora, i molti progetti di beneficenza che ha lanciato finora: dal video Buganda Rock, girato negli slum di Kampala durante un viaggio di volontariato in Uganda, al concerto del 2013 a favore delle vittime dell’alluvione di Olbia, fino ad arrivare al più recente Machete Aid, una maratona in streaming a favore dei lavoratori dello spettacolo. Insomma, un personaggio tutta sostanza e niente apparenza, che mette la musica al primo posto, prestato alla tv per un’esperienza che potrebbe rivelarsi molto proficua sia per i concorrenti che per il pubblico. E se il suo direttore musicale dovesse essere – come speriamo – Slait, altra eccellenza di casa Machete, la situazione diventerebbe ancora più interessante. In bocca al lupo!

hell raton 1

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