ZALONE FA SAPERE CHE “NON VEDO L’ORA DI FARE UN FLOP” – MA SE VA AVANTI COSÌ, TRA UN VALSECCHI A CATINELLE E UN ALDO GRASSO COME “SPALLA”, È SULLA BUONA STRADA

La Stampa.it

Prima ha annusato il pubblico - «oceanico» per un piccolo paese di Langa come Dogliani - poi lo ha traghettato, dal tendone e dalla piazza del festival della tv, in una serie di spezzoni dei suoi film e dei suoi esordi. Partendo da quella domanda «Com'era Checco prima di Checco Zalone» rivoltagli dal critico Aldo Grasso, con lui sul palco a istigare battute e ricordi. «Tutto è iniziato con il piano bar nei piccoli paesini, mentre studiavo giurisprudenza - ha ricordato Zalone - quando imitavo i cantanti neomelodici napoletani, un'etnia del Sud».

Poi la nascita del super tamarro e del suo orgoglio «burino». Sul quale ha fatto autoironia sostenendo che all'inizio non decollò. «Vorrei mandare un saluto alla casa circondariale di Trani» diceva il suo personaggio rivolto al pubblico di Napoli. «Ma erano tutti parenti della casa circondariale. Solo a Milano capirono che era una battuta».

Sul palco del Festival della tv anche il produttore di Zalone, Pietro Valsecchi. E Checco ha ricordato, per l'ennesima volta, il loro primo incontro. A Cortina, tra radical chic, la sinistra con il cashmere e i cerchi magici che fanno vip. Proprio il mondo che Checco manda in pezzi nei suoi film.

Valsecchi gli offrì una cena a base di tartufo bianco di Alba. «Me lo impose. So di diventare impopolare ma posso dirlo? Il tartufo fa cagare». Poi si ricompone in un sorriso ammiccante. E al pubblico della Langa che tutto gli perdona: «Ho conosciuto il Piemonte, davvero un posto splendido. E io che pensavo che i piemontesi fossero una razza inferiore».

C'è tempo anche per lo Zalone cantautore. Ti aspetti una tregua, un cambio di passo. Invece è ancora caustico. Perché con quelle parole in libertà che cantano gli «uomini sessuali e la loro atroce malattia», Zalone sembra passare il testimone a un altro comico, ma non per caso: il senatore gaffeur Antonio Razzi.

Poi spazio alla poesia. Ed ecco l'idiota che vuole salvare il mondo, il secondo film del Zalone pensiero, Cado dalle nubi: «Una storia d'integrazione religiosa» si cerca di "alzare" il tiro. Manco per idea, Zalone è Zalone. «Abbiamo preso una ragazza marocchina che lavorava al McDonald's. Bella, per non dire altro, ma con un difetto: non aveva un sedere da brasiliana. Di qui mi venne in mente di scrivere una canzone». E via con le rime e il pubblico in delirio sulle note di una insolita samba.

Infine il film Sole a Catinelle. «Un film poetico, quello di un padre che perde tutto, vende aspirapolveri e cerca di ristabilire un contatto col figlio». Un grande successo cinematografico. Secondo Zalone: «Il problema era placare la vanità delle madri, di queste donne disposte a tutto pur di far recitare i figli».

E che ci riserva in futuro? «Ora non vedo l'ora di fare un flop perché mi sono rotto. Mi sentivo a disagio a sentire gli incassi che faceva il film e provavo piacere a sentire gente che ne parlava male. Come i twittatori: loro mi hanno cassato tutti. Una tettona, non ricordo il nome (Selvaggia Lucarelli) ha detto che il figlio era rimasto turbato». Ride: «Che ci potevo fare?». Poi: «Di me hanno parlato quelli della sinistra che non ho capito cosa volessero dire. Troppi paroloni».

Lo Zalone pensiero, forse, è più semplificato. Non serve una critica sociologica per ogni sua battuta. È a misura di bambini che ridono, tutti messi a semicerchio in prima fila: «C'è un discendente di "Inaudo" (Einaudi, il presidente della Repubblica sepolto a Dogliani, ndr.) che ci fa una domanda intelligente?» fa Checco. Un bimbo prende fiato e coraggio: «Saresti in grado di.... » attacca. E lui: «Già il condizionale non mi piace». Il piccolo non demorde: «Saresti in grado di fare un altro film?». «Al momento no». Poi ci ripensa: «Si se mi torna l'ispirazione».

 

 

CHECCO ZALONE IN VERSIONE JEP GAMBARDELLA DA MARIA DE FILIPPI CHECCO ZALONE OSPITE ALLUNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO Zalone Vanzina Valsecchi Il produttore Pietro Valsecchi con gli attori Aurore Erguy Checco Zalone e Miriam Dalmazio da dbaac c d f fdd ef LORENA BIANCHETTI CHECCO ZALONE E PIETRO VALSECCHI A SORRENTO FOTO REPUBBLICA NAPOLI

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