gioacchino amico

"MI E’ ARRIVATA LA TESSERA DI FRATELLI D’ITALIA" – I LEGAMI CON LA DESTRA DEL PENTITO GIOACCHINO AMICO, UNO DEI CAPI DEL "SISTEMA MAFIOSO LOMBARDO" E UOMO DEL SELFIE CON GIORGIA MELONI: “IL PROSSIMO ANNO ABBIAMO LE COMUNALI, CI FACCIAMO LA LISTA A CANICATTÌ. IO CHIAMO LA FRASSINETTI” (UN RIFERIMENTO ALLA DEPUTATA FDI OGGI SOTTOSEGRETARIA AL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE) – AMICO, REFERENTE DEL CLAN SENESE IN LOMBARDIA, AVEVA UN “CONTATTO DIRETTO” CON CARMELA BUCALO, ALL'EPOCA DEPUTATA E OGGI SENATRICE FDI, E CON MARIO MANTOVANI, EX SENATORE DI FORZA ITALIA, OGGI EUROPARLAMENTARE DI FDI – QUANDO NEL 2019 CARLO FIDANZA, OGGI EUROPARLAMENTARE FDI, LO RINGRAZIO’ PER L’INVITO A UN CONGRESSOLA TELA DEI SUOI RAPPORTI POLITICI SQUADERNATA DAL "FATTO": DAL LEGHISTA MOLTENI, SOTTOSEGRETARIO AL VIMINALE AL FORZISTA CAON CHE DICE: “FORSE LO PORTAI IO ALLA CAMERA”. IL MAFIOSO PENTITO DICE DI ESSERE AMICO DI GIORGIO MULE’ CHE REPLICA (“UN PERFETTO SCONOSCIUTO”) E FA IL NOME DI BRUNETTA CHE…

Rosario Di Raimondo per “la Repubblica” - Estratti

 

I pentiti parlano, la politica trema. 

 

gioacchino amico

Lo scorso 3 febbraio, alle 15.12, in una località segreta, Gioacchino Amico diventa un collaboratore di giustizia. Ha quarant'anni, racconta di guadagnarsi da vivere vendendo all'ingrosso frutta e verdura ma in realtà è uno dei capi del "Sistema mafioso lombardo", l'alleanza tra camorra, ‘ndrangheta e cosa nostra al nord scoperchiata dalla procura di Milano con l'inchiesta "Hydra".

 

Da ieri è anche l'uomo del selfie con Giorgia Meloni. I suoi contatti con Fratelli d'Italia sono documentati nelle carte. E dai diversi verbali che ha riempito nelle ultime settimane, per la maggior parte ancora omissati o segreti, s'intuisce che non è finita qui. 

IL SELFIE DI GIORGIA MELONI CON GIOACCHINO AMICO, REFERENTE DEL CLAN SENESE

 

Quel giorno di febbraio l'uomo del clan Senese in Lombardia – che aveva legami con gli uomini di Matteo Messina Denaro, era implicato nell'importazione di armi e specialista in estorsioni – esordisce così: «Ci sono tante persone che mi vogliono morto. Gente libera, molto feroce, in grado di infiltrarsi ovunque, su tutto il tessuto sociale. Cioè infiltrarsi in politica, con alcuni componenti delle forze dell'ordine».

 

paola frassinetti

E di politica parla, Amico, mentre le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano dovranno cercare riscontri alle sue parole. Certo è che per gli investigatori vantava rapporti ad altissimi livelli tra i ranghi mafiosi, dov'era arrivato con il grado di parvenu. 

 

 

Di antica data i suoi contatti con Fratelli d'Italia. «Mi è arrivata la tessera di partito», esulta, intercettato, il 6 giugno 2020. Dalle carte sul "Sistema" emerge come Amico discuta con un altro indagato dell'idea di presentare una lista per le elezioni nel comune dov'è nato in Sicilia: «Il prossimo anno abbiamo le comunali, ci facciamo la lista a Canicattì. Io chiamo la Frassinetti», un riferimento alla deputata FdI Paola Frassinetti, oggi sottosegretaria al ministero dell'Istruzione.

carlo fidanza

 

Di recente, davanti ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, della procura guidata da Marcello Viola, ha detto di aver fatto parte «di un partito politico, Movimento Fare di Flavio Tosi, coordinatore cittadino di Canicattì dell'ex sindaco di Verona, che conosco bene». 

 

Dall'indagine emerge «il contatto diretto» di Amico con Carmela Bucalo, all'epoca deputata e oggi senatrice FdI, nonché con la stessa Frassinetti e le loro collaboratrici. «Dobbiamo andare a Roma, prendiamo contratti di sanificazione», dice il boss nel maggio 2020, in pieno Covid, quando si fa a gara per cercare di accaparrarsi appalti. Effettivamente, scrivono i carabinieri, i due uomini «si recano a Roma, dove incontrano Frassinetti Paola e Bucalo Carmela».

GIOACCHINO AMICO

 

Poi un altro contatto «diretto», quello con Mario Mantovani, ex senatore di Forza Italia, oggi europarlamentare di FdI. Nel 2021 Amico «accenna alla possibilità di aggiudicarsi la gestione delle mense, del servizio di pulizia e manutenzione del verde presso le Rsa» del senatore. 

 

I soldi sono nel business delle sanificazioni. E sempre all'epoca Amico parla con Monica Rizzi, segretaria federale del partito "Grande Nord", ex consigliera regionale leghista. L'obiettivo è agganciare Giulia Martinelli, ex compagna di Matteo Salvini, in quel momento capo segreteria della presidenza della Regione Lombardia. Dalle indagini non emerge se il contatto si attivi. 

 

Ma la "passione" politica resta: il 17 febbraio 2019, quindici giorni dopo la contestata foto con Meloni, a Milano va in scena il primo congresso di "Grande Nord". In platea esponenti di molti partiti. Carlo Fidanza, oggi europarlamentare FdI sale sul palco e dice: «Grazie a Gioacchino Amico per l'invito...». 

(…)

 

NON SOLO FDI: NELLE PAROLE DEL PENTITO AMICO TUTTA LA RETE “DALLA LEGA A FI”

carmela bucalo

Davide Milosa per il Fatto Quotidiano - Estratti

 

L’uomo in più del Consorzio di mafie, manager in doppio petto per conto del clan Senese e da febbraio collaboratore di giustizia, si sta rivelando la vera spina nel fianco per la tenuta del governo di Giorgia Meloni.

 

Le parole del siciliano Gioacchino Amico sui rapporti tra mafia e politica, sia quelle intercettate sia quelle dichiarate con molti omissis in cinque verbali da pentito, sono ritenute credibili dagli inquirenti milanesi. Tra i presunti contatti inediti del mafioso emergono i nomi dei sottosegretari Nicola Molteni (Lega) e Giorgio Mulè (FI), e degli ex ministri Renato Brunetta e Angelino Alfano. Nessuno di loro è indagato.

nicola molteni

 

La rete politica è un dato centrale non solo per lo sviluppo dell'indagine Hydra coordinata dalla Procura di Milano, ma anche per modellare il fascicolo romano su Michele Senese o Pazzo. 

 

(...)

E di cui fa parte, secondo gli inquirenti, l'ex parlamentare di FI Roberto Caon (non indagato) il quale sentito dal Fatto spiega: “Ho conosciuto Amico nel 2016 in Sicilia per il movimento di Flavio Tosi. A Roma mi ha chiamato per un caffè, voleva che lo portassi in Parlamento, può essere che lo abbia portato dentro ma non me lo ricordo”.

 

Secondo gli atti di Hydra, poi Amico fa il nome di Renato Brunetta (non indagato), ex ministro e attuale presidente del Cnel che poteva agganciare grazie a Caon. Brunetta al Fatto spiega di “non aver mai visto né conosciuto Amico”. Stessa dichiarazione per il forzista e non indagato sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè (“Un perfetto sconosciuto”) di cui il mafioso pentito dice di essere amico.

carmela bucalo giorgia meloni

 

Nella lista dell'uomo dei Senese c’è anche il leghista e sottosegretario al Viminale, Nicola Molteni, il quale, estraneo ai fatti, a domanda del nostro giornale a ieri non ha risposto. Sempre Amico sostiene di aver messo al Viminale Alessandra Gazzellone, avvocato di una sua società, già nelle segreterie politiche di Frassinetti e Bucalo.

giorgio mule paola frassinetti POST DI GIORGIA MELONI SULLA FOTO CON GIOACCHINO AMICO renato brunettaroberto caon

 

(...)

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