al thani donald trump

CHE MI VENGA UN GOLFO: LA GUERRA IN IRAN MANDA A PUTTANE IL “MODELLO QATAR” – L’EMIRO AL THANI, DOPO ANNI PASSATI A FORAGGIARE HAMAS E FLIRTARE CON L’IRAN, VEDE LE SUE RAFFINERIE BOMBARDATE E I SUOI TRAFFICI BLOCCATI – PER CAPIRE CHE L’ARIA INIZIA A CAMBIARE, GUARDARE “AL JAZEERA”: DOPO ANNI PASSATI A MARTELLARE CONTRO ISRAELE SU GAZA, SCRIVE CHE TRUMP E NETAYAHU STANNO VINCENDO LA GUERRA. E DUE OSPITI FISSI CHE HANNO FATTO COMMENTI A FAVORE DI TEHERAN SAREBBERO STATI ARRESTATI...

SICURI CHE TRUMP E NETANYAHU SIANO IN AFFANNO IN IRAN? UN’ANALISI CONTROCORRENTE ARRIVA DA “AL JAZEERA”, LA TV DEL QATAR, GRANDE FINANZIATORE DI HAMAS E NEMICO GIURATO DI ISRAELE: “IL QUADRO NON È QUELLO DI UN FALLIMENTO AMERICANO. È QUELLO DI UNA DEGRADAZIONE SISTEMATICA E PROGRESSIVA DI UNA MINACCIA CHE LE AMMINISTRAZIONI PRECEDENTI AVEVANO LASCIATO CRESCERE PER QUATTRO DECENNI” – “I LANCI DI MISSILI BALISTICI IRANIANI SONO DIMINUITI DI OLTRE IL 90%, PASSANDO DA 350 IL 28 FEBBRAIO A CIRCA 25 IL 14 MARZO. CENTINAIA DI LANCIATORI SONO STATI RESI INUTILIZZABILI.  L’80% DELLA CAPACITÀ IRANIANA DI COLPIRE ISRAELE È STATO ELIMINATO. È UNA FORZA CHE GESTISCE IL DECLINO, NON CHE PROIETTA POTENZA” – “LO STRETTO DI HORMUZ? LA DOMANDA NON È SE RIAPRIRÀ, MA QUANDO E SE L’IRAN CONSERVERÀ LA CAPACITÀ NAVALE PER BLOCCARLO…"

https://www.dagospia.com/cronache/sicuri-trump-netanyahu-siano-in-affanno-in-iran-un-analisi-controcorrente-467808

 

MEDIA, 'IRAN MINACCIA ATTACCO A DOHA, POI LO SMENTISCE'

al thani

(ANSA) - La tv iraniana ha mandato in onda, e poi ha rimosso con smentita, la minaccia di colpire la capitale del Qatar Doha, nell'area che ospita gli uffici di Al-Jazeera e le forze Usa.

 

 Lo scrive la testata israeliana Ynet. "Ai cittadini e ai residenti di Doha - si leggeva nell'avviso -. Alla luce dell'utilizzo di questa zona per lo schieramento di forze e interessi americani, nonché dell'incitamento attraverso i media contro il popolo iraniano, questa zona è diventata un obiettivo legittimo. Chiediamo a tutti di lasciarla il prima possibile". Era stata inoltre diffusa una mappa del centro di Doha, con evidenziata l'area interessata.

 

L'emittente radiotelevisiva iraniana ha poi rimosso l'avviso di evacuazione per Doha, in Qatar, che includeva anche gli uffici di Al Jazeera. "Ci scusiamo con i nostri lettori per la pubblicazione di un post sull'avviso di evacuazione da Doha. Alla luce della mancanza di informazioni ufficiali, questa notizia viene smentita e rimossa", si legge nel comunicato, riportato sempre da Ynet.

 

abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thani

COME CAMBIA IL QATAR SOTTO AI COLPI DEL REGIME DELL'IRAN

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Israele parla con gli americani, gli americani parlano con i qatarini. Spesso i qatarini sanno cosa faranno gli israeliani, perché sono stati avvisati dagli americani. La triangolazione è venuta fuori in modo bizzarro in questi anni e se c’è un posto al mondo in cui il telefono senza fili funziona è proprio il medio oriente.

 

Il Qatar ha sempre saputo usare la comunicazione, ha la sua emittente che nel mondo ha trasmesso e fomentato posizioni contro Israele e spesso anche contro gli Stati Uniti, ma in questi giorni a seguire  al Jazeera si capisce che per Doha ora l'avversario è l’Iran, almeno fino a quando continuerà a spararle contro.

 

IMPIANTO DI PRODUZIONE DI GAS NATURALE LIQUEFATTO A RAS LAFFAN, IN QATAR

Ieri circolava l’informazione che due ospiti fissi dell’emittente qatarina, Fatima al Samadi e Saeed Ziad, erano stati arrestati in seguito ai loro commenti a favore del regime di Teheran. La notizia è stata data e smentita più volte, non è arrivata nessuna conferma.

 

Ziad e al Samadi lavoravano come analisti, fornivano il loro punto di vista con regolarità sulla situazione soprattutto a Gaza e i loro commenti puntavano non soltanto a denunciare la guerra di Israele dentro alla Striscia, ma anche a spingere a giustificare le azioni di Hamas.

 

[...] Serve scorrere al Jazeera – dove questa settimana è apparso un articolo per analizzare come la stampa occidentale sbagli a definire l’operazione di Stati Uniti e Israele un fallimento – per capire i cambiamenti.

 

Mohammed bin Abdulrahman al Thani

Per il Qatar, il nemico rimane lo stato ebraico, ma la Repubblica islamica dell’Iran non è più l’alleato. Ora di mezzo ci sono gli Stati Uniti e Doha preferisce rimanere sotto al loro scudo. Israele ci tiene spesso a dire, come ha ribadito anche giovedì il primo ministro Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, che questa è la guerra di Washington e Tsahal sta soltanto aiutando.

 

Nella stessa conferenza stampa, Netanyahu ha confermato che l’attacco al giacimento di gas iraniano di South Pars era stato un’idea israeliana, dando ragione alla versione di Trump che sul suo social Truth aveva scritto che Israele non avrebbe svolto altri attacchi a meno che “l’Iran non decida imprudentemente di attaccare un paese innocente, in questo caso il Qatar”. Teheran preme sull’innocente Qatar, che probabilmente, nel mezzo del telefono senza fili, sa molto di più sulla guerra di quel che vuole far sembrare.

resti di un missile iraniano a doha in qatar

 

La grande crisi del "modello Qatar" Il mediatore globale azzoppato dai raid

Estratto dell’articolo di Lucia Malatesta per “Domani”

 

Gli attacchi iraniani [...] hanno distrutto il 17 per cento della capacità produttiva ed esportativa di gas naturale liquefatto del Qatar. Per riparare gli impianti e giacimenti di Ras Laffan ci vorranno dai tre ai cinque anni: lo dice la statale QatarEnergy, che aveva già sospeso le operazioni dopo i primi giorni di guerra, dopo il primo volo dei droni.

 

Ras Laffan, la gemma energetica qatariota, ha smesso di splendere, e anche di lavorare: era la pompa pulsante della petromonarchia. De facto il più grande impianto di gas naturale liquefatto del mondo.

 

al thani

[...]  Non è in crisi solo il settore energetico, non è andato a fuoco solo un impianto di gas dopo l’altro, ma anche l’immagine stessa del Qatar, emirato di grattacieli nel deserto, sospinto da un’economia al galoppo; a offuscarsi è anche il profilo della nazione mediatrice, capace di portare al tavolo Hamas quanto Maduro, fino ai Talebani. Doha, rilevante e preziosa, lo è stata per Europa e Stati Uniti in altri conflitti, finché non è esploso questo (nel Golfo l’emirato era perfino il più efficace interlocutore degli sciiti, una prossimità che aveva già avuto un prezzo: l’embargo regionale nel 2017).

 

DONALD TRUMP CON AL THANI IN QATAR

Doha in questi mesi si aspettava altri boom: non quelli delle esplosioni iraniane, ma quelli economici, derivanti dalla produzione del più grande giacimento di gas al mondo, il North Field, un’espansione che avrebbe spinto la capacità produttiva fino a 126 milioni di tonnellate entro il 2027 (tonnellate capaci di soddisfare un vertiginoso 30 per cento della domanda globale).

 

Più a lungo cadranno le bombe, più a lungo lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso, più alto diventerà il prezzo dell’energia. Intanto, si trema e si prega: ma solo nelle moschee. Iniziano le celebrazioni della fine del Ramadan, e le autorità del Golfo, per il conflitto, hanno sospeso i raduni all’aperto.

Qatar Airwaysproduzione di gas in qatarSTRETTA DI MANO TRA IL DELEGATO ISRAELIANO NITZAN ALON E IL PREMIER DEL QATAR, MOHAMMED AL THANI

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