MONTI, THORNE A SURRIENTO! - L’AMBASCIATORE USA “SUGGERISCE” IL RITORNO DEL PROF A PALAZZO CHIGI PERCHE’ IL PEGGIO DEVE ANCORA ARRIVARE: “I RISULTATI VANNO RAFFORZATI CON MISURE AGGIUNTIVE E UNA ROBUSTA ATTUAZIONE” - IL PRONOSTICO SUL VOTO PRESIDENZIALE: “DI SOLITO, SI SCEGLIE QUELLO CHE GIÀ SI CONOSCE” – PER IL SUO FUTURO, INVECE, OBAMA O ROMNEY, THORNE TORNA A CASA…

Francesco Persili per Dagospia

«Even after next spring's elections». Anche dopo le elezioni di primavera «è vitale che l'Italia continui sulla strada delle riforme» avviate dal governo Monti. Cravatta rossa e stile wasp, l'ambasciatore americano in Italia, David Thorne, interviene alla cerimonia di premiazione dei «Best in Class Awards» alla facoltà di Economia alla Sapienza», e parla del governo Monti, di crescita, dell'uragano Sandy, del voto in Sicilia e, con Dagospia, del testa a testa Obama-Romney.

Durante lo speech, il diplomatico americano - che già questa estate, durante il discorso per la festa dell'Indipendenza americana, aveva espresso un plauso a Monti per il ruolo cruciale che l'Italia si trova a svolgere a Bruxelles nel trovare una risposta comune alla crisi dell'eurozona - ribadisce il sostegno per le misure varate dall'esecutivo per ridare slancio all'economia.

Mentre in Italia si fa la gara a prendere le distanze dall'agenda Monti («è il passato», secondo Vendola, «va rottamata», per il responsabile economico del Pd, Fassina) l'amico di infanzia di Luca Cordero di Montezemolo ricorda che il processo riformatore «è iniziato da meno di un anno» ed esprime apprezzamento per l'impegno di Monti e degli altri leader politici a mantenere la linea di riforme anche nella prossima legislatura ché i risultati «anche se sono stati ammirevoli», vanno «rafforzati nel lungo periodo con misure aggiuntive e una robusta attuazione» affinché l'Italia possa riprendere il suo ruolo di economia dinamica, in crescita e tornare ad essere competitiva a livello internazionale.

Intanto in Italia, dati Istat alla mano, la disoccupazione ha raggiunto livelli record sfiorando quota 2,8 milioni, i giovani senza lavoro sono saliti al 35,1 per cento mentre non si conta più il numero degli scoraggiati che un posto nemmeno lo cercano. Il centro studi di Confindustria vede segnali di ripresa anche se gli industriali attaccano il governo che ha fatto «molto per il rigore» e poco in investimenti e sviluppo.

Cosa bisogna fare per rilanciare la crescita? La ricetta di Thorne si fonda sull'utilizzo delle nuove tecnologie, su una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro (a tal proposito l'ambasciatore cita un report di Goldman Sachs e si congratula con Monti e il ministro Fornero per gli sforzi effettuati) e su un sistema basato sulla meritocrazia.

L'uomo di Obama a Roma saluta «con soddisfazione» il varo del piano italiano per la realizzazione dell'Agenda digitale e ricorda come negli Stati Uniti il 37 per cento della crescita sia guidato dall'economia digitale. Se l'Ict può diventare un volano di crescita (anche) per le piccole e medie imprese italiane, l'utilizzo di ricerche e tecniche digitali di Big data per il campionamento degli elettori ha rappresentato negli Stati Uniti una delle novità della macchina elettorale dei democratici nella campagna per la Casa Bianca più costosa della storia.

A pochi giorni dall'Election day del 6 novembre, intanto, l'America si ritrova a fare i conti con la scia di morte e distruzione lasciata dall'uragano Sandy, una tempesta «veramente enorme, pericolosissima», commenta Thorne: «Ci sono stati grandi danni specialmente a New York e nel New Jersey», sottolinea l'ambasciatore che ricorda le decine di vittime registrate in tutto il Paese, anche se il bilancio poteva essere molto più serio.

«Obama ha fatto un ottimo lavoro - aggiunge - lo stesso governatore repubblicano del New Jersey, Chris Christie, ha avuto parole di elogio per l'operato del presidente. Un fatto che ci ha lasciato sorpresi ma è stato bravo perché in questi momenti non è la politica che conta ma è la sicurezza e l'assistenza dei cittadini». Dopo aver riflettuto sui risultati in Sicilia e sul trionfo dell'astensionismo, «un fatto nuovo per la politica italiana» di cui tener conto in previsione del voto in primavera, l'ambasciatore si ferma a parlare con Dagospia della corsa per la Casa Bianca: una sfida all'ultimo voto.

«Molti americani hanno già scelto. C'è un gruppo di persone che deciderà all'ultimo momento. Conterà il giudizio sull'economia, ma la scelta sarà tra "chi già conosciamo" e "la persona nuova"». E, dunque, chi è il favorito? «Di solito, si sceglie quello che già si conosce, chissà se sarà differente questo voto...»

 

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