khamenei trump netanyahu

IL 2026 È L’ANNO BUONO PER UN GOLPETTO IN IRAN? – TRUMP INTERVIENE SUL CAOS A TEHERAN MINACCIANDO UN INTERVENTO AMERICANO: “SE L'IRAN SPARERÀ E UCCIDERÀ I MANIFESTANTI PACIFICI, COME È SUA ABITUDINE, GLI STATI UNITI D'AMERICA ANDRANNO IN LORO SOCCORSO” – REPLICA DEL REGIME: “QUALSIASI INGERENZA DESTABILIZZEREBBE L'INTERA REGIONE E A DANNEGGIARE GLI INTERESSI AMERICANI. STIA ATTENTO AI SUOI SOLDATI" – IL PRESIDENTE IRANIANO, PEZESHKIAN, QUALCHE GIORNO FA: “SIAMO IN UNA GUERRA TOTALE CONTRO AMERICA, ISRAELE ED EUROPA”. DEVE AGGIUNGERE ANCHE I SUOI CONCITTADINI

 

 

SCONTRI DAVANTI ALL UFFICIO DEL GOVERNATORE NELLA PROVINCIA DI FARS IN IRAN

TRUMP, PRONTI A INTERVENIRE SE TEHERAN UCCIDERÀ I MANIFESTANTI

(ANSA-AFP) - Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono "pronti a intervenire" se l'Iran ucciderà i manifestanti, dopo che sei persone sono morte durante le proteste contro il costo della vita nel Paese. "Se l'Iran sparerà e ucciderà i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti d'America andranno in loro soccorso", ha detto Trump in un post su Truth. "Siamo pronti a intervenire e pronti a partire".

 

TEHERAN, 'TRUMP STIA ATTENTO IN CASO DI INTERVENTO IN IRAN'

(ANSA-AFP) - "Trump dovrebbe sapere che qualsiasi ingerenza americana in una questione interna equivarrebbe a destabilizzare l'intera regione e a danneggiare gli interessi americani".

 

proteste in iran 6

Lo ha scritto su X Ali Larijani, consigliere della Guida Suprema iraniana, dopo che il presidente americano ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero venire in "aiuto" dei manifestanti in caso di ricorso alla violenza da parte di Teheran. "Che stia attento ai suoi soldati", ha aggiunto Larijani, che dirige la massima autorità di sicurezza in Iran.

 

TEHERAN CHIEDE CONSIGLIO A PUTIN

Estratto dal “Foglio”

 

ALI KHAMENEI IN UNA MOSCHEA

All’inizio di questa settimana, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha parlato al telefono con il capo del Cremlino, Vladimir Putin. Parte della conversazione è stata sulle proteste che da giorni vanno avanti in diverse città dell’Iran, iniziate nei mercati per l’inflazione e la svalutazione del rial, proseguite poi su iniziativa di varie categorie.

 

Teheran si rivolge spesso a Mosca per chiedere aiuto e la collaborazione in questi anni si è verificata nella repressione delle proteste e anche nella gestione dell’informazione durante le manifestazioni.

 

iran - lo studente seduto sfida la polizia

[…] Mentre il regime ostenta comprensione, la repressione si fa più intensa e aumentano gli arresti. Sul piano comunicativo, però, gli uomini del regime dicono di voler capire i manifestanti, promettono di ascoltare la loro voce.

 

Il presidente del parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ex comandante dei pasdaran, ha dichiarato che “le proteste devono essere trattate con generosità e piena assunzione di responsabilità”. Il presidente ha detto che le colpe sono dei politici precedenti ed è arrivato il momento di occuparsi dei problemi della gente altrimenti “finiremo all’inferno”.

 

[…]  Il regime ci tiene molto a non inimicarsi quella fascia della popolazione che finora non si era rivoltata al regime, ma che ora ha buoni motivi per non poterne più.

 

proteste in iran 1

Al centro di questa strategia comunicativa non c’è la paura per la fine immediata degli ayatollah, ma la consapevolezza che la Repubblica islamica soffre di una malattia cronica di impoverimento che porterà a disordini popolari crescenti. […]

 

Le piazze sono contro i mullah

Estratto dell’articolo di Pietro Valenti per “Italia Oggi”

 

Lui dice di essere in guerra con il suo Paese, l’Iran, contro Occidente e l’odiata entità sionista cioè Israele; nella realtà Masoud Pezeshkian, presidente dell’Iran, rischia di perdere il posto insieme a tutto il regime degli ayatollah che già dopo la Guerra dei 12 giorni ad inizio giugno del ‘25 è stato fortemente scosso dai bombardamenti israeliani e dei colpi assestati dai B-2 americani che hanno colpito duramente il programma nucleare iraniano.

PROTESTE IN IRAN

 

khamenei, pezeshkian e i vertici dell iran pregano per nasrallah

Ora, […]  Pezeshkian ha poco da fare il galletto. Le parole baldanzose del primo cittadino iraniano erano state riferite da Politico.eu alcuni giorni fa: «Secondo me, siamo in una guerra vera e propria contro America, Israele ed Europa: non vogliono che il nostro Paese stia in piedi da solo», aveva detto in un’intervista pubblicata sul sito web della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei che è il vero leader iraniano.

 

[…]  Parole forti che ora non contano più nulla visto quello che sta succedendo in Iran. Da almeno tre giorni, infatti, la gente è scesa in strada a protestare: dapprima sono stati cori notturni contro il regime della Repubblica islamica al potere dal 1979; poi ai cori si sono aggiunti i commercianti, i titolari dei bazar che hanno deciso di chiudere per protesta. Motivo scatenante delle manifestazioni l’apprezzamento del dollaro americano e il collasso del rial, la moneta nazionale.

proteste in iran 4

 

Si protesta nelle strade, piazze e anche nei campus universitari: un video mostra un manifestante tranquillamente seduto davanti alle forze di sicurezza chiamate a domare la rivolta, un’immagine che a tanti ha ricordato l’uomo solitario che sfidò una colonna di carri armati cinesi a Piazza Tienanmen nel 1989.

 

Lo hanno pestato e se lo sono portato via. Le proteste, scrive Iran Insight, si stanno allargando in tutto il Paese e spesso la risposta delle autorità è brutale: ad Hamadan le forze di sicurezza hanno sparato direttamente ai manifestanti e a Malard è stato usato il gas lacrimogeno.

 

La gente grida principalmente slogan di condanna sull’economia ma la sera del 29 dicembre la gente che sfilava per Ferdowsi Street (fonte: National council of resistance of Iran) ha intonato: «Questo è l’anno del sangue, Ali Khamenei sarà rovesciato», o più sbrigativamente: «Morte a Khamenei». Il principe ereditario alla corona di Persia, Reza Pahlavi figlio dell’ultimo Scià (fonte: Jerusalem Post), ha incitato gli iraniani alla rivolta partendo dai commercianti.

 

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[…]  Al Jazeera, che è qatariota e non ama l’Iran, riferisce che anche le agenzie iraniane hanno dato notizia delle proteste ma hanno immediatamente sottolineato che i commercianti sono infuriati per le condizioni dell’economia e non hanno alcun problema con il regime degli ayatollah. Anzi: i titolari dei negozi di cellulari hanno perso la pazienza perché il rial s’è deprezzato, non per altri motivi. Che invece ci sono: crisi energetica, inquinamento, siccità: in Iran manca l’acqua, è proprio una situazione sudicia.

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