mh17 boeing malaysia

LANCIA IL MISSILE, NASCONDI LA MANO - L'AEREO MALAYSIA È STATO ABBATTUTO DA UN ORDIGNO RUSSO, MA MOSCA NEGA OGNI RESPONSABILITÀ, ANZI ACCUSA L'UCRAINA: ''DOVEVANO CHIUDERE LO SPAZIO AEREO. E POI CI HANNO ESCLUSO DALL'INDAGINE'' - RICOSTRUITA L'ORRIBILE DINAMICA: MOLTI PASSEGGERI SONO RIMASTI VIVI DOPO L'ESPLOSIONE

1. MH17: MOSCA A RUTTE, PRONTI COOPERARE MA ESCLUSI DA INDAGINI

 (ANSA) - Le autorità russe erano "pronte sin dall'inizio a unirsi ai lavori di investigazione" sull'abbattimento dell'aereo della Malaysia Airlines nel Donbass il 17 luglio 2014 ma "con diversi pretesti" sono state escluse dalle indagini. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, rispondendo al premier olandese Mark Rutte che ha esortato Mosca a cooperare alle indagini sulla tragedia del volo Mh17.

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2. MH17: MOSCA, KIEV RESPONSABILE MANCATA CHIUSURA SPAZIO AEREO

 (ANSA) - "La responsabilità di Kiev per non aver chiuso lo spazio aereo è indiscutibile": lo afferma Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, commentando l'esito dell'inchiesta olandese sul volo Mh17.

 

3. MH17:PREMIER AUSTRALIA, CHIEDEREMO GIUSTIZIA PER VITTIME

 (ANSA) - Il governo australiano "farà tutto quello che può" per portare davanti alla giustizia i responsabili dell'abbattimento del volo Mh17 della Malaysia Airlines sui cieli dell'Ucraina, in cui sono morte 298 persone fra cui 38 cittadini o residenti australiani. Lo ha promesso in parlamento il primo ministro Malcolm Turnbull, poche ore dopo la pubblicazione del rapporto del Dutch Safety Board, secondo cui è stato un missile terra-aria di fabbricazione russa, lanciato dall'Ucraina orientale, ad abbattere il Boeing 777, il 17 luglio 2014.

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L'"omicidio" delle 298 persone a bordo è stato un crimine vigliacco, ha detto. "Coloro che lo hanno commesso devono risponderne… Deploriamo la condotta della Russia nell'usare il veto nel Consiglio di Sicurezza lo scorso luglio per bloccare la costituzione di uno speciale tribunale penale internazionale", ha aggiunto. "Non ci faremo intimidire dalla prepotenza della Russia. Noi, e tutte le nazioni i cui cittadini condividono il nostro lutto, siamo determinati a fare tutto quello che possiamo, non importa quanto tempo ci vorrà per identificare i responsabili e portarli davanti alla giustizia", ha detto ancora. E ha assicurato che l'Australia, tramite la ministra degli Esteri Julie Bishop, continuerà a lavorare con Belgio, Malaysia, i Paesi bassi e l'Ucraina per cercare giustizia per le vittime.

 

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4. “IL BOEING IN UCRAINA ABBATTUTO DA MISSILE RUSSO”

Marco Zatterin per “la Stampa

 

I più non devono aver sofferto, ma forse non tutti. Certo è stata istantanea la morte dei piloti del Boeing 777 della Malaysia Airlines da Amsterdam per Kuala Lumpur che il 17 luglio dello scorso anno è andato in mille pezzi, senza prender fuoco, nei cieli dell’Ucraina Orientale. Ora sappiamo per certo che è stato un missile prodotto in Russia, un Buk 9M38, a esplodere ad alta quota e a meno di un metro dalla cabina di comando. Lo confermano anche i corpi frammentati da infinite fratture dei due uomini alla cloche. L’aereo si è spezzato.

 

«I passeggeri hanno di conseguenza subìto gravi ferite che ne hanno causato il decesso», recita la ricostruzione ufficiale. Il jet è caduto per oltre un minuto. Il dramma nel dramma è che «non si può escludere che per un qualche istante alcuni viaggiatori siano stati consapevoli».

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UN PUZZLE INCOMPIUTO

Il rapporto del Dutch Safety Board (Dsb), l’organismo deputato a condurre le indagini sulle catastrofi che colpiscono i Paesi Bassi, ha diffuso ieri l’atteso rapporto sul disastro del volo Mh17. Lo ha presentato il suo presidente, Tjibbe Joustra, in una conferenza stampa nella base militare di Gilze-Rijen, a est di Breda. Surreale la scenografia, un hangar con l’aereo malese ricostruito per quanto possibile visto che, dopo lo schianto, i pezzi si sono sparsi per 50 chilometri quadrati. Sembrava un puzzle incompiuto, del quale si conosce la causa materiale e non l’autore. Non ancora, almeno. Il Dsb non doveva identificare i colpevoli, ma i titolari dell’inchiesta internazionale affermano di aver identificato «personaggi interessanti».

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Un missile russo, dunque. Affidato all’armata rossa nel 1986 e ritirato nel 2011, il che basta a Mosca a dire che non è affare loro. Sono stati i ribelli anti-Kiev che Putin ha incoraggiato e armato? O, come sostiene il Cremlino, la colpa è dei regolari ucraini che hanno commesso un drammatico sbaglio? Dal rapporto del Dsb emergono le carenze delle autorità che controllano l’aviazione civile nella zona.

 

missili bukmissili buk

«Nessuno ha riconosciuto i rischi di un conflitto armato», ha accusato Joustra. Con senno di poi, avrebbe dovuto essere facile. Il 14 luglio era stato segnalato l’abbattimento di un Antonov An-26 e il 16 era toccato a un Sukhoi Su-25. Eppure, quel 17 luglio, l’Ucraina è stata solcata da quasi 200 apparecchi. Il neanche tanto sottinteso è che il cielo avrebbe dovuto essere chiuso. Avrebbe evitato di bruciare la vita di 298 persone.

 

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«È probabile che i passeggeri siano stati a mala pena in grado di comprendere cosa stava succedendo», scrive il rapporto dell’agenzia olandese: «L’impatto deve aver generato un rumore assordante, brutali decelerazioni e accelerazioni, depressurizzazione, formazione di una nebbia, riduzione dell’ossigeno disponibile e freddo estremo». È finita male, è finita in fretta.

 

A CACCIA DEI RESPONSABILI

«I responsabili diretti o indiretti dell'abbattimento devono essere processati», è l’invito dell’Ue, spedito attraverso l’alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini. Lo chiede anche il governo americano. Ma il rapporto olandese ha avuto l’effetto di infiammare ulteriormente l’atmosfera fra Kiev e Mosca, anche perché il missile Buk è stato lanciato da punto non precisato di un’area di circa 320 chilometri a sudest di Grabovo, zona controllata dai separatisti filo-russi.

 

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Il premier ucraino Yatsenyuk, ha accusato gli 007 russi di «avere l’obiettivo di abbattere un aereo civile». Gli uomini di Putin hanno risposto che Dsb ha condotto «un ovvio tentativo di arrivare a una conclusione faziosa per ordini politici». La società che produce il Buk, la Almaz-Antey, ha esposto prove che «smentiscono totalmente» le conclusioni dell’inchiesta: il missile è vecchio, dunque sarebbe un residuo rimasto agli ucraini. Guerra di parole, stupida come ogni guerra. E combattuta sulle tombe di 298 innocenti che meriterebbero almeno un barlume di giustizia.

 

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