gli scatoloni di alessandro di battista e il figlio andrea in foto di maio

AH DIBBA, E PARTI O NO? - ‘DOMANI PARTO, ECCO GLI SCATOLONI. MA TORNO APPENA CI SARÀ BISOGNO DI ME. E STASERA SONO DALLA GRUBER’ - QUINDI ARRIVERÀ IN CALIFORNIA, UN PAIO DI HAMBURGER, UN SELFIE A VENICE BEACH, POI IL PRIMO VOLO PER ROMA ‘APPENA CI SARÀ UNA DATA CERTA PER LE ELEZIONI. L’HO DETTO A DI MAIO’. CHE ORA RISCHIA DI SPARIRE, ECLISSATO DALLA STELLA DIBBA. PER QUESTO AVREBBE FATTO IL GOVERNO PURE CON BELZEBÙ…

1. DI BATTISTA: ‘DOMANI PARTIAMO MA TORNERÒ APPENA CI DOVESSE ESSERE BISOGNO DI ME’

Alessandro Di Battista su Facebook

 

gli scatoloni di alessandro di battista e il figlio andrea in foto

Ieri sera avrei voluto pubblicare questa foto. L'ha scattata Sahra, la mia compagna, nel salotto di casa. Sono scatoloni e in alto a destra c'è colui che ci ha rivoluzionato la vita. Questo abbiamo fatto ieri prima che la situazione politica precipitasse: scatoloni su scatoloni. Abbiamo lasciato casa e abbiamo fatto gli zaini. Quello di Andrea, piccolino, ce l'ha regalato Luigi per il suo battesimo. Ogni volta che guardo mio figlio mi viene voglia di lottare e mi viene ancor più voglia di dare spazio alla mia libertà. Domani mattina la famiglia Di Battista partirà, il biglietto è fatto e abbiamo pensato alle prime tappe. Abbiamo anche scelto il nome del progetto che faremo per ILOFT: “L'orizzonte lontano”. Forse solo uscendo per un po' dalla città si riesce a vedere l'altezza delle sue torri. Per un po'...

 

alessandro di battista sahra agli internazionali di tennis 2018 5

Potete crederci o meno ma avevo altri piani per la mia vita. Non ho mai pensato di ricandidarmi prima dell'altro ieri. Al contrario pensavo di poter fare “Politica” attiva ma fuori dalla Istituzioni: studiando, scrivendo, suggerendo idee e proposte. Poi, ancora una volta, alcuni ipocriti che hanno l'arroganza di sentirsi gli unici in diritto di gestire le nostre vite mi hanno fatto cambiare idea.

 

Partirò domani, ma tornerò non appena ci dovesse essere bisogno di me. Ieri ho parlato con Luigi e gli ho detto tutto questo. Vado a lavorare, torno, per intenderci, a fare il lavoro che facevo prima di entrare in Parlamento. Lo voglio fare e lo devo anche fare avendo oltretutto responsabilità da padre. Difficilmente si voterà prima dell'estate ma non appena ci dovesse essere una data certa tornerò in Italia perché voglio insegnare a mio figlio ad essere libero ma anche a credere e lottare per le proprie idee.

alessandro di battista sahra agli internazionali di tennis 2018 1

 

P.S. Stasera sarò ospite della Gruber ad Otto e Mezzo e racconterò alcune cose che non sono state ancora raccontate. “L'impuntatura” sul Prof. Savona, come la chiama qualcuno, è una totale bugia. Stasera vi dirò perché.

 

 

 

2. IL NAUFRAGIO DI DI MAIO TRIONFATORE ROTTAMATO E GIÀ SI SCALDA DIBBA

Domenico Di Sanzo per “il Giornale

 

ALESSANDRO DI BATTISTA - LUIGI DI MAIO - ROBERTO FICO

LuigiDi Maio ha perso. E Alessandro Di Battista, col biglietto in tasca per gli Stati Uniti ma sempre a Roma, è stato profetico. Ecco la sua dichiarazione di sabato sera, dopo l' ospitata a SkyTg24: «Se si rivotasse io tornerei dal mio viaggio negli Usa e mi ricandiderei, ci metterei la faccia». Previdente Dibba, perché alla fine è saltato tutto sul veto del Quirinale su Paolo Savona ministro dell' Economia. Dalle parti del Movimento, molto più che da quelle della Lega, è forte la delusione per il «sogno spezzato». Beppe Grillo twitta un «Sshhh», «Silenzio», con tanto di trailer di un film horror.

 

LUIGI DI MAIO - ALESSANDRO DI BATTISTA

Luigi Di Maio, capo politico del Movimento, fin dall' inizio aveva puntato tutte le fiches sul «governo del cambiamento». Ha provato ad accreditarsi come «moderato» ed «europeista» nei confronti di Sergio Mattarella. Di Maio si è giocato il tutto per tutto, durante gli 80 giorni di crisi istituzionale, arrivando a rispolverare la teoria dei «due forni» di marca andreottiana. Un «contratto di governo» con la Lega o il Partito democratico. Il diavolo e l'acqua santa, pur di arrivare a Palazzo Chigi. E, ascoltando gli spifferi interni al M5s, la causa «governativa» stava particolarmente a cuore anche al braccio aziendale, Davide Casaleggio.

 

Tutti i telefoni sono staccati. E sul capo politico aleggia l'ombra del ritorno al voto. Tra le trappole degli «ortodossi» e i dubbi di Beppe Grillo, da un po' di tempo desideroso di mettere alla porta il giovane leader di Pomigliano d' Arco.

 

Il cui futuro è sempre più incerto. Alla ricerca disperata di quella riconferma nel ruolo di candidato premier, tutt' altro che scontata. Così mentre Salvini dava il via da Terni alla prossima campagna elettorale, Luigi Di Maio affidava la sua rabbia all' ennesima diretta Facebook. Il tutto mentre a Torino i 5Stelle scendevano in piazza davanti alla Prefettura per manifestare la propria protesta contro il Colle.

 

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA

«Oggi ci è stato impedito di fare il governo del cambiamento - si è sfogato Di Maio su Facebook - non perché ci eravamo intestarditi su Savona ma perché tutti quelli come Savona non andavano bene». Poi lo strappo: «Chi era stato critico con l' Europa non va bene come ministro della Repubblica, se questo è il punto allora abbiamo un grande problema di democrazia in Italia, questa non è una democrazia libera».

 

Di Maio ha precisato che nel «contratto di governo» non c' era l'«uscita dall' euro» ma la «modifica dei trattati sull' Europa» e la «rivisitazione di alcune regole europee». Il capo politico, con un coup de theatre, ha annunciato la lista dei ministri del governo mai nato. Lasciando intendere che l' accordo era già impacchettato e pronto. Bloccato dall' unico veto su Savona. Battaglia su cui Salvini ha fatto incartare tutta la trattativa. Lasciando Di Maio a mezz'aria tra il ritorno al voto, la richiesta d' impeachment per il Presidente e le incertezze sul futuro personale, terrorizzato dall'«anonimato» in cui qualcuno vorrebbe relegarlo.

 

Se il leghista in Umbria faceva il capopopolo, lo sconforto del grillino è palese dai muscoli contriti del viso durante il messaggio lanciato sui social network. Occhiaie, anonimo sfondo di una parete bianca.

RICCARDO FRACCARO - LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - STEFANO BUFFAGNI - ALFONSO BONAFEDE - PIETRO DETTORI - ALESSANDRO DI BATTISTA

 

E parole di fuoco: «Il punto è se l' Italia è sovrana oppure no». Poi: «i governi li decidono sempre gli stessi, le lobby e le agenzie di rating». Infine: «Non possiamo stare a guardare, io sono molto arrabbiato». Il cerchio si è chiuso. In serata il Movimento al gran completo si è riunito in piazza a Fiumicino, dove si andrà al voto per le amministrative il 10 giugno. «Sarò assieme a Giuseppe Conte e Alessandro Di Battista - ha scritto Di Maio - è un momento cruciale».

 

 

 

 

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