hannah neumann eva kaili

“AI REGALI AL QATAR IO HO DETTO NO”, L’EURODEPUTATA TEDESCA DEI VERDI HANNAH NEUMANN ATTACCA: IL PROBLEMA È CHE MIEI COLLEGHI HANNO ACCETTATO ENORMI TANGENTI, DIVENTANDO CAVALLI DI TROIA PER INTERFERENZE STRANIERE NEL PARLAMENTO UE. CIÒ MINA NEL PROFONDO LA DEMOCRAZIA E RIAFFERMA ANCHE INGIUSTI STEREOTIPI SULL’ITALIA E GLI ITALIANI – EVA KAILI? ORA CAPISCO TANTE COSE. IL SUO DISCORSO NELLA PLENARIA A NOVEMBRE, SUL QATAR È STATO IMPRESSIONANTE. PURA PROPAGANDA". E SU PANZERI…

Giuseppe Salvaggiulo per lastampa.it

 

Hannah Neumann

«I regimi autocratici cercano di interferire, con la corruzione, nelle nostre decisioni. Il problema è che miei colleghi, stando alle accuse, hanno accettato enormi tangenti, diventando cavalli di troia per interferenze straniere nel Parlamento Ue. Ciò mina nel profondo la democrazia e la fiducia dei cittadini. E riafferma anche ingiusti stereotipi sull’Italia e gli italiani». Hannah Neumann, eurodeputata tedesca dei Verdi, ha visto la cricca all’opera in quanto presidente della Delegazione per le relazioni con la penisola arabica e componente della commissione diritti umani.

 

Sorpresa dallo scandalo?

«Non mi sorprende che Stati terzi provino a influenzare i parlamentari con viaggi favolosi e cene di lusso. Accettarli non è illegale, se il parlamentare li dichiara in modo appropriato. Sono però sorpresa e indignata dall’energia criminale e dalla quantità di denaro. Altro che zona grigia».

 

Lei ha mai ricevuto offerte di questo tipo?

«L’ambasciata del Qatar mi ha offerto viaggi privati nel loro Paese, organizzati e pagati».

 

In che periodo?

«Molte volte. L’ultima per assistere a una partita dei mondiali di calcio. Non ho mai accettato “regali” del genere, per poter esercitare il mandato in piena indipendenza».

 

EVA KAILI

Lei è stata eletta nel 2019: ha avuto modo di conoscere Panzeri, che non era più eurodeputato?

«Una volta. Chiese di incontrarmi all’inizio della legislatura. Prendemmo un caffè. Mi spiegò l’idea alla base della Ong Fight Impunity che aveva fondato. Ma non ero molto interessata, così da allora non ci siamo più visti».

 

Era solo?

«Con un assistente. Ma non ricordo se fosse uno di quelli coinvolti nel Qatargate: sono passati tre anni e ho visto molte centinaia di persone in altrettanti incontri di quel tipo».

 

Le chiese qualcosa in particolare?

«Mi illustrò il suo piano per creare un osservatorio internazionale contro l’impunità. Pur condividendo la causa, ma non ho mai capito appieno l’utilità dello strumento. Quindi non mi sono fatta coinvolgere in alcun modo».

 

E invece Eva Kaili?

«Avevamo un rapporto stretto, perché era non solo vicepresidente del Parlamento con delega sul Medio Oriente, ma anche membro della delegazione da me presieduta. Facevamo missioni all’estero insieme».

Era pro Qatar?

EVA KAILI

«Da quando la conosco, è molto interessata al Qatar e piuttosto positiva nel giudizio. Il suo discorso nella plenaria a novembre, tuttavia, è stato impressionante. Pura propaganda che ha lasciato perplessi tutti noi presenti, compresi i socialisti. Tutti alzavano gli occhi al cielo».

 

Come si comportavano Tarabella e Cozzolino nella commissione diritti umani?

«Non erano molto attivi».

Notò qualcosa di strano nella riunione della commissione diritti umani dedicata al Qatar il 14 novembre?

«Un’insolita attenzione mediatica. Mi lasciò perplessa l‘intervento del ministro Al-Marri, che accusava gli altri di razzismo con un tono piuttosto aggressivo, insolito per lui. Sembrava una sceneggiata destinata più all’opinione pubblica del suo Paese che al Parlamento Ue. E venne filmata da una persona a me sconosciuta».

 

Perché è saltata la vostra missione in Qatar a fine ottobre?

«Ci lavoravamo da due anni e l’avevamo programmata a ridosso dei mondiali, per esaminare la situazione dei lavoratori migranti e sottolineare la nostra richiesta di non interrompere i progressi, una volta finita la ribalta internazionale. Ma all’ultimo minuto i qatarioti l’hanno annullata, adducendo “motivi logistici”».

 

EVA KAILI

Di che tipo?

«Hanno detto che l’edificio del Parlamento era in ristrutturazione. Allora io ho proposto di spostare l’incontro in una sala del ministero degli Esteri, o piuttosto in un ristorante. Ma mi hanno risposto che era impossibile».

Lei come ha reagito?

«Ero piuttosto frustrata, e ancora di più quando ho scoperto da twitter che Eva Kaili era stata ospitata calorosamente lì durante la stessa settimana».

 

Qual è stata la sua reazione?

«Mi sentivo presa in giro dal Qatar: rifiutava la delegazione ufficiale che avrebbe fornito un resoconto equilibrato della situazione e invitava qualcuno che non avrebbe pronunciato una sola parola critica».

 

Ha chiesto spiegazioni a Eva?

«Naturalmente. Lei sapeva che la nostra missione era stata annullata per volere del Qatar, quindi non avrebbe dovuto accettare un invito né tantomeno proporsi per un viaggio, specialmente nello stesso periodo. Ero piuttosto arrabbiata e gliel'ho detto».

E lei?

«Sembrava non cogliere il problema politico, si scusava solo per non avermi informato in anticipo».

Le aveva creduto?

eva kaili

«Allora mi sembrava un passo falso politico. Ora credo che le borse piene di soldi abbiano giocato un ruolo importante in questa storia».

banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 6Eva Kaili Francesco Giorgi Niccolo Figa-Talamanca Pier Antonio Panzeri

 

antonio panzeri

 

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