CIUCCIA IL BANANA - SALAMELECCHI, INCHINI, GENUFLESSIONI: AGLI ADULATORI E AI RUFFIANI DANTE RISERVAVA L’INFERNO, BERLUSCONI L’ORECCHIO – DALLA MINETTI A PONZELLINI, DA LAVITOLA A TARANTINI, ATTRAVERSO L’ANALISI DELLE INTERCETTAZIONI ESPLODE IL FASCINO INDISCRETO DELLA PIAGGERIA VERSO IL SULTANO DI PALAZZO GRAZIOLI – MA DAL MIELE AL FIELE, IL PASSO È BREVE: “HO PRESO UN’INCULATA” ….

Malcom Pagani per Il Fatto Quotidiano

‘'Ciao Silvio, tutto bene? Che piacere sentirti". Poi ottenuta l'informazione, ancora salamelecchi, inchini, ridondanze: "Ti ringrazio come sempre di tutto, mi metto in moto subito". Con Massimo Ponzellini come con l'universo mondo, Silvio Berlusconi era abituato alla genuflessione. Al metateatro della verità: "Mi hai fatto un regalo, mi ha fatto piacere", di cui ribaltare il senso non appena cambiato interlocutore o consonante. Allora il miele diventava fiele: "Ho preso un'inculata" e i pupi soggiogati dal puparo, per un istante, potevano sognare di tagliare il filo, relativizzare l'appartenenza, ipotizzare persino l'anomalia della normalità.

"Tutti per interposta persona... ma che cazzo di Paese è, uno stato di banane?", dice l'ingegnere Alberto Rubegni, Ad di Impregilo svezzato in Iran, al suo nume smanioso di comunicargli le novità apprese da Berlusconi. Un lampo nel buio. Un'eversione semantica. Lo iato illusorio tra chi comanda davvero, chi esegue e chi si illude di contare qualcosa. Sui rapporti di forza, il letterato Gennaro Mokbel, ardito del neologismo e della frode non necessariamente dialettica, avrebbe potuto scrivere un trattato.

A Nicola Di Girolamo, senatore del Pdl in ceppi, troppo compromesso per poter sperare nel pur sentito corporativismo di casta, tra un "Mi hai scassato il cazzo" e un: "Mi hai proprio riempito le palle", Mokbel dettava regole, ordini e sintetiche istruzioni sul futuro "Se t'è venuta la candidite, se t'è già venuta la senatorite è un problema tuo Nicò... A me non me ne frega un cazzo di quello di quello che dici tu. Puoi diventa' pure presidente della Repubblica, per me sei sempre il portiere mio, tu sei uno schiavo mio".

Pur nella decadenza e nella manifesta ingratitudine dei suoi, a S.B., capo naturale della classe mista dei Di Girolamo, tanta diretta franchezza colloquiale non osava riservarla nessuno. Silvio conosceva il malumore delle truppe, ma come il Troisi di "Pensavo fosse amore..." preferiva ascoltare altro.

L'attore veniva informato dei carpiati della fidanzata e respingeva le confidenze: "Ma perché siete tutti così sinceri con me?", il capocomico Silvio, assalito da imbonitori e apologeti, prestava orecchio ai questuanti. Tra i più attivi, Walter Lavitola. Inesausto tastierista da cellulare: "Mi ha chiamato 6 volte e alla fine mi ha trovato" esala un affranto B. a Ponzellini, mentre, vinto, si espone all'effimero piacere del servaggio made in Lavitola: "Hai visto che avevo ragione io? Dimmi". Quello, in un frinire di "bacioni" e involontari autoritratti non si fa pregare: "Io... sinceramente... non credo che ci sia una donna al mondo che se lei la telefona... dice vieni qua... a farmi una pompa... quella non corre... dottore... lei mi perdoni se mi permetto... però... in questa cosa... è troppo Berlusconi...".

Fisiologico che in fondo al pozzo delle ambiguità, degli approcci pelosi e della noia: "Buongiorno dottore, come va?" Berlusconi risulti poi stremato e frettoloso: "Male, male dimmi, dimmi". E ovvio che l'altro, in odore di abbandono, spedisca lettere d'amore: "Paga o torno in Italia e ti spacco il culo". Per quanto ci si sforzi di invertire l'inerzia, certe storie finiscono così.

Agli adulatori e ai ruffiani Dante riservava l'Inferno. Ad Arcore, nelle fiamme della passione, Berlusconi dedicava ai procacciatori di anime la dovuta attenzione. Gianpy Tarantini, con le metafore sussurrate alla bella Barbara Guerra: "Amo', però mettiti una minigonna inguinale... Vestiti proprio da mignotta" risultava perfetto. Occhio al linguaggio celestiale: "Le mando un angioletto per farle passare il colpo della strega".

Filtraggio delle professioniste e delle insospettabili (la segretaria del ministro Romani, qui poetica con Gianpy): "Sei proprio figo! Se mi fai trombare il tuo amico ti prometto che mi adopero. Divento la tua schiava se mi porti lì". Un cortocircuito carnale, tra lettoni di Putin e giarrettiere rosa, più vitale delle lamentele di Craxi su Montanelli dell'83. Preistoria. Castrante preistoria. L'ultimo Silvio non aveva freni. Disegnava moltiplicazioni divine: "Ce le prestiamo, la patonza deve girare". Scenari tanto allegorici da risultare terreni. In soccorso costante, Tarantini. Tinte tenui: "Lei mi deve spiegare una cosa... ma alle donne cosa fa?... non ho mai visto uno che le fa impazzire così tanto". Oggi Silvio non risponde più. Forse è una liberazione. Alle spalle, gli echi di una festa.

 

 

BERLUSCONI AL TELEFONOe berlusconi telefonoBERLUSCONI AL TELEFONOmmb01 berlusconi telefono mamma fanMOKBELberlusconi al telefono con Ghedini a BruxelleSPonzellini-mostra-un-prezioso-Scudo-d'oro-della-sua-collezione-Da-Mauro-Tosca-lavitola tarantini

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…