regina elisabetta

“È STATA LA ROCCIA SU CUI POGGIAVA LA NAZIONE, POI È DIVENTATA LA NONNA DEL MONDO” – ALBERTO MATTIOLI: “SEMPRE UGUALE, CON IL SUO SORRISO FREDDO E I SUOI INCREDIBILI TAILLEUR, NESSUNO HA MAI VISTO LA REGINA ELISABETTA IN UNA POSA SCONVENIENTE, UNO SBADIGLIO, LE GONNE PIÙ ALTE DEL GINOCCHIO. ERAVAMO TALMENTE ABITUATI A LEI CHE CI SEMBRERÀ STRANO NON VEDERLA PIÙ’” – VITTORIO SABADIN: “ERA L'INCARNAZIONE VIVENTE DI UN TIPO DI VALORI CARATTERISTICI DI UN PERIODO STORICO: NON SOLO SENSO DEL DOVERE, MA ANCHE VESTIRSI CON ELEGANZA E DECORO, SAPER STARE A TAVOLA, ESSERE GENTILI E PREMUROSI, NON LAMENTARSI MAI. E' STATA L'UNICA DONNA AL MONDO A NON AVERE MAI CAMBIATO PETTINATURA, PER DARE COERENZA E CONTINUITÀ A UN'IMMAGINE STAMPATA SUI FRANCOBOLLI E SULLE BANCONOTE…” - VIDEO

 

 

 

 

1 - COME LEI NESSUNO MAI

Estratto dell’articolo di Vittorio Sabadin per “il Messaggero”

 

regina elisabetta 1

[…] Probabilmente, nonostante la sofferenza, la Regina se ne è andata con un sorriso, felice di avere fatto quello che aveva promesso parlando alla radio il giorno che aveva compiuto 21 anni: per lunga o breve che fosse stata la sua vita, l'avrebbe interamente dedicata al servizio dei suoi sudditi e della grande famiglia imperiale alla quale apparteneva.

 

Avrà forse pensato a suo padre Giorgio VI, al suo senso del dovere, alle cose che le spiegava quando era ancora una bambina, una bambina che un giorno sarebbe diventata regina. Suo padre ora poteva essere fiero di lei.

 

regina elisabetta giorno dell incoronazione

La vita di Elisabetta è stata molto lunga, e l'ha vissuta in modo impeccabile.

 

L'abdicazione di Edoardo VIII, fuggito dai suoi compiti nel 1936 per amore di una divorziata americana, era stata giudicata dalla famiglia una macchia vergognosa che bisognava cercare di cancellare con l'esempio e la dedizione. Nient' altro le importava.

 

Il senso del dovere ha così profondamente permeato il suo regno da lasciare spazio davvero a poco altro: non certo al rapporto con i figli Carlo, Anna, Andrea e Edoardo, dei quali non aveva tempo di occuparsi come ci si attenderebbe da una madre; nemmeno al rapporto con il marito Filippo, l'unico uomo che ha amato nella vita, dopo averlo conosciuto quando era solo una ragazzina, ma che ha dovuto rendere infelice in più di un'occasione, impedendogli inizialmente persino di dare il suo cognome, Mountbatten, ai propri discendenti.

 

la regina elisabetta ai funerali del principe filippo

IL RUOLO DI FILIPPO

Filippo è stato la sua roccia, il suo sostegno, l'unica persona al mondo che poteva trattarla come un essere umano. Quando è morto, nell'aprile dell'anno scorso, ha lasciato un vuoto incolmabile

 

. La foto della Regina seduta da sola al funerale del marito sui banchi della St George' s Chapel di Windsor, vestita di nero e con una mascherina anti-covid nera sul volto, ha commosso il mondo e ha fornito la misura della sua immensa solitudine. Il 21 aprile scorso aveva voluto trascorrere il giorno del suo 96° compleanno nel piccolo cottage di Wood Farm a Sandringham, che Filippo aveva abitato nelle ultime settimane di vita, e nel quale c'erano ancora i suoi ricordi.

regina elisabetta al funerale del principe filippo

 

La maggior parte delle persone che oggi vivono nel Regno Unito sono nate sotto il suo regno, e la sua immagine è stata una presenza costante e rassicurante, mai divisiva, sempre consolatoria. E' stata l'incarnazione vivente di un tipo di valori caratteristici di un periodo storico: non solo senso del dovere, ma anche vestirsi con eleganza e decoro, saper stare a tavola, essere gentili e premurosi, mai volgari, essere ospitali, frugali, rispettare le opinioni di tutti, non lamentarsi mai.

 

la peine d'angleterre la prima pagina di liberation per la morte della regina

E' stata l'unica donna al mondo a non avere mai cambiato pettinatura, per dare coerenza e continuità a un'immagine stampata sui francobolli e sulle banconote. Un'immagine diventata un'icona del Paese, come il Tower Bridge, il Big Ben, gli autobus a due piani, il tè delle cinque, le pecore che pascolano sulle colline piovose.

 

2 - 70 ANNI DI REGNO. THE QUEEN

Alberto Mattioli per “La Stampa”

 

Il 21 aprile 1947 Elizabeth Alexandra Mary Windsor compì ventun anni, all'epoca la maggior età. Dal Sudafrica, dov' era in visita, pronunciò un discorso radiofonico nel quale giurò di servire «la grande famiglia imperiale» per tutta la sua vita, «lunga o corta che fosse». Oggi che lei non c'è più, e nemmeno l'Impero britannico, si può serenamente riconoscere che ha mantenuto la promessa per i suoi settanta anni di regno, il più lungo della storia britannica. In Europa, solo il Re Sole è durato di più: settantadue anni (ma era salito al trono a cinque).

 

regina elisabetta con la principessa anna

L'infanzia fu felice. Papà Albert, duca di York, secondogenito di Giorgio V, era un padre affettuoso; sua madre, Elizabeth come la figlia, una scozzese dal sorriso contagioso («the smiling Duchess», la duchessa sorridente, la chiamavano i giornali popolari) e dal carattere forte. Elisabetta non avrebbe dovuto regnare: l'erede al trono era lo zio David, sportivo, anticonformista, adorato dalle masse. Ma successe l'inconcepibile: diventato Edoardo VII, lo zio decise che non avrebbe potuto regnare senza l'affetto della donna che amava, disgraziatamente un'americana bidivorziata, Wallis Simpson.

 

regina elisabetta

Dopo una drammatica crisi costituzionale, lo spiegò al suo popolo con un discorso radiofonico che fu la prima occasione in cui un sovrano britannico usò la parola "love" non in senso astratto ma con riferimento a una persona in carne e ossa, e abdicò.

 

A Elisabetta, dieci anni, la notizia venne portata dalla governante scozzese Marion Crawford detta "Crowfie". «Questo vuol dire che un giorno sarai Regina?», le chiese la vispa sorella minore Margaret. Lei, impassibile: «Suppongo di sì».

 

Commento della sorellina: «Poverina». In effetti, Elisabetta non avrebbe dovuto regnare, e soprattutto non avrebbe voluto. La sua vera vocazione era vivere in campagna insieme agli esseri che predilige, cavalli e cani, che oltretutto non hanno la sconveniente abitudine di sbagliare matrimoni, divorziare e dare scandalo. La prima volta che Crawfie la incontrò, era sul suo lettino intenta a tirare le redini di un cavallo inesistente.

regina elisabetta il giorno dell incoronazione 2

 

La famiglia era unita e affettuosa, «us four», noi quattro, diceva daddy, diventato Giorgio VI. Elisabetta detta "Lilibet" ebbe l'educazione che si aspettava da una regina: provvide soprattutto la nonna Mary, che nessuno aveva mai visto sorridere in pubblico. Ma il vero esempio glielo diedero i genitori negli anni della guerra, quando restarono a Londra a prendersi le bombe tedesche come i loro sudditi. Nell'ora più buia, quando ci si aspettava lo sbarco tedesco, proposero alla mamma Elisabetta, che Hitler considerava «la donna più pericolosa d'Europa», di spedire in Canada almeno le due giovani principesse. Risposta: «Le principesse non partono senza di me, io non parto senza il re e il re, naturalmente, non partirà mai». Infatti «The king is still in London», il re resta a Londra, diceva il ritornello di una canzonetta in voga. Elisabetta figlia partecipò allo sforzo bellico arruolandosi nelle ausiliarie. Imparò a guidare. Molti anni dopo, scarrozzò a Windsor il principe ereditario di un'Arabia Saudita che ancora vietava alle donne di mettersi al volante.

 

filippo ed elisabetta 2

Non si sa se il messaggio sia stato recepito; pare però che l'illustre ospite le abbia chiesto di andare più piano. La sera del Victory Day, eccezionalmente autorizzata a mischiarsi alla folla per festeggiare, la giovane Elisabetta si ritrovò sotto il balcone di Buckingham Palace ad acclamare i suoi genitori.

 

Nel frattempo, era arrivato l'amore. L'unico uomo che Elisabetta abbia amato era un lontano cugino di origini danesi, membro della famiglia reale greca, eroe di guerra inglese, bello e senza un soldo. Filippo, poi duca di Edimburgo, non era esattamente un buon partito. Ma lei se n'era innamorata a tredici anni e tenne duro, sebbene sua madre, che lo detestava, l'avesse ribattezzato "l'Unno".

 

regina elisabetta 3

Si sposarono nel 1947. Il matrimonio fu fastoso ma non ricco. Il Regno aveva vinto la guerra ma perso la pace, tutto era razionato, anche il tessuto, e per realizzare l'abito da sposa di Elisabetta, griffato Norman Hartnell, migliaia di ragazze inglesi spedirono a Palazzo i tagliandi delle loro tessere annonarie. Lilibet e Phil vissero anche felici e contenti?

 

Tutto sommato, sì. Forse lei lo amava più di quanto lui amasse lei, ma restarono insieme finché nel 2021 non li separò la morte di lui, a 99 anni. In mezzo, quattro figli e una divisione dei compiti molto rigida: lei in pubblico sempre un passo avanti, lui pater familias nel privato; lei sempre impeccabile e controllata, lui impetuoso e gaffeur. Secondo i gossip, ci sarebbe stata qualche scappatella da entrambe le parti: molto improbabili quelle attribuite a Elisabetta, possibili quelle di Filippo, chissà.

 

regina elisabetta 2

L'ora della gloria arrivò nella notte fra il 5 e il 6 febbraio 1952, quando Giorgio VI morì stroncato dai sei anni di guerra e da sessanta sigarette quotidiane. Lei era in Kenya e aveva passato la notte a Treetops, una casetta di legno su un enorme baobab. Ci salì da principessa e ne scese Regina del Regno Unito, Capo del Commonwealth, Difensore della Fede.

 

Al suo arrivo a Londra, trovò ad attenderla davanti alla scaletta dell'aereo il suo primo primo ministro, sir Winston Churchill. Per preparare l'incoronazione ci volle un anno. Fu celebrata il 2 giugno 1953 nell'abbazia di Westminster, con tutta la pompa millenaria dettata dalla storia ma già con quell'accorto compromesso fra tradizione e innovazione che sarebbe diventato la cifra del regno di Elisabetta. La cerimonia, sei ore, fu trasmessa in diretta dalla Bbc, ma a telecamere spente nei due momenti più sacri, l'Unzione e la Comunione.

 

MARGARETH THATCHER E LA REGINA ELISABETTA

All'ingresso in chiesa, una delle damigelle che le reggevano il pesantissimo strascico chiese sottovoce a Elisabetta se fosse nervosa: "Certamente, lo sono", rispose lei. E aggiunse: «Anche se penso che Aureole vincerà il Derby». Ancora e sempre, i cavalli.

Se il suo Regno sia stato "happy and glorious", come si augurano i sudditi chiedendo a Dio di salvarla, è controverso. Suo nonno vinse la Prima guerra mondiale, suo padre la seconda, lei al massimo quella delle Falklands. I suoi genitori decoravano ammiragli vittoriosi, lei i Beatles, e con questa motivazione: «Per il contributo dato alle esportazioni britanniche». In settant' anni, la Gran Bretagna è cambiata più che nei sette secoli precedenti.

 

Lei però è rimasta sempre quella, impeccabile, inossidabile, infinita. Ha cambiato quindici premier, da Churchill e Lis Truss. È andata a cena soltanto da due, Churchill e Harold Wilson, un laburista che le stava particolarmente simpatico, e ha partecipato ai funerali di altri due, ancora Churchill e Margaret Thatcher. Ha lavorato con tutti, con alcuni meglio, con altri peggio, sempre senza dirlo, ma magari facendolo sapere.

filippo ed elisabetta

 

Come quando lei e la Thatcher intervennero allo stesso evento con un vestito simile. Da Downing Street arrivò a Palazzo la proposta di coordinarsi. Risposta: «È inutile. Sua Maestà non nota mai come sono vestite le altre signore». Rapporti cattivi anche con Tony Blair, con crisi sfiorata dopo la morte di Diana. In quell'occasione Elisabetta, che era sempre stata accusata di aver anteposto il suo ruolo pubblico ai suoi affetti privati, fu linciata per la ragione opposta, cioè perché voleva preservare i nipoti rimasti orfani dalla curiosità cannibalesca di un'opinione pubblica isteria.

 

regina elisabetta 1

Ma alla fine, Regina costituzionale che regna ma non governa, fece quello che voleva il suo primo ministro. A proposito di Diana: a differenza di quel che si pensa, la Regina non è mai intervenuta nelle faccende sentimentali dei suoi figli, se non per limitare i danni quando sono andate a finire male (nel caso dei suoi figli, in tre casi su quattro). Forse perché ha trovato il suo, ha sempre creduto nell'amore.

 

È stata la roccia su cui poggiava la Nazione, poi è diventata la nonna del mondo. Sempre uguale, con il suo sorrido freddo, i suoi incredibili tailleur in tutte le sfumature del pantone («Se mi vestissi di beige, nessuno mi riconoscerebbe», pare che abbia detto una volta), i cappellini, i cavalli, i corgie, le sessioni parlamentari aperte con la corona in testa, le sfilate in divisa da colonnello e montando all'amazzone, gli innumerevoli nastri tagliati, le infinite strette di mano, le conversazioni surreali.

IL DISCORSO DI LIZ TRUSS DOPO LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA

 

Come nel 2004, quando decorò tre rockstar ignorando ovviamente chi fossero. «Lei che lavoro fa?», chiese a Brian May dei Queen. E lui: «Suono la chitarra». «Anche lei?», proseguì rivolgendosi a Jimmy Page dei Led Zeppellin. «Sì, anch' io». Al terzo della fila, variò la domanda: «Anche lei suona la chitarra?». Ed Eric Clapton, serafico: «Da quarantacinque anni, vostra maestà». In privato, invece, era spiritosa e ironica, felice quando poteva mettersi un foulard in testa e gli stivaloni ai piedi e andare a spasso sotto la pioggia, con i corgie intorno.

 

Nessuno in pubblico l'ha mai vista in una posa sconveniente, uno sbadiglio, le gonne più alte del ginocchio (cucivano dei pesi nell'orlo perché il vento non le sollevasse). Però è stata un'incredibile Bond girl per Daniel Craig nel video girato per l'inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, e ha duettato con l'orso Paddington per celebrare il suo Giubileo di platino.

la regina elisabetta e il principe filippo 3 copia

 

Diventata un'icona gobale, durante la pandemia, in uno dei rarissimi discorsi alla Nazione, quattro in tutto a parte quelli di Natale, citò il ritornello di una canzone del tempo di guerra, «We will meet again», ci rivedremo ancora, e ci sentimmo tutti rassicurati, come quando la nonna ci diceva che avremmo passato l'esame. Eravamo talmente abituati a lei che ci sembrerà strano non vederla più. Come le ha detto anche l'orsetto Paddington: «Grazie di tutto, Ma' am».

regina elisabetta 5

regina elisabetta con un piccolo principe carlo la regina elisabetta al funerale del principe filippo 3la regina elisabetta al funerale del principe filippo 4la lettera della regina elisabetta a filippo 1la lettera della regina elisabetta a filippo 2la regina elisabetta al funerale del principe filippo 1Funerali Regina Madre

la regina elisabetta 1 4prima pagina le figaro morte regina elisabetta la regina elisabetta 1 3prima pagina il manifesto morte regina elisabetta albero degli alberi 3la sfilata trooping the colour a londra 2frecce rosse sopra buckingham palaceLa regina Elisabettaglobo bel commonwealthla regina alla cerimonia di illuminazione a windsor 3carlo con la regina elisabettaLa regina Elisabetta con il marito Filippola regina elisabetta alla tenuta di sandringham 3MO FARAH REGINA ELISABETTAla regina elisabetta alla tenuta di sandringham 1la regina elisabetta alla tenuta di sandringham 2Dal documentario Unseen Queen della BbcLA REGINA ELISABETTA ALLA SCALA DI MILANO 1961La regina Elisabetta in auto va a Windsor 4carlo e camilla arrivano a balmoralil principe william, edoardo, sofia e andrea arrivano a balmoralkate middleton a windsorliz truss riceve informazioni sulla reginala regina elisabetta 1 1LA REGINA ELISABETTA CON LA SUA AUTO SOTTO LA GALLERIA DELLE CARROZZE - SCALA MILANO 1961 carlo arriva a balmorali principi william andrea edoardo e sofia arrivano a balmoral 1la prima visita della regina elisabetta in italia 1951 1la regina elisabetta 1 2regina elisabetta berlusconi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...