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ALL’ARMI - SCOPPIA IL PUTIFERIO NEL GOVERNO SULLE ARMI A KIEV! TAJANI BRUCIA I TEMPI SULL'ANNUNCIO DELL'OTTAVO PACCHETTO DI AIUTI, GELO DI CROSETTO: “PRENDO ATTO” - DI NORMA È IL MINISTRO DELLA DIFESA A RENDERE PUBBLICO L'INVIO DEGLI AIUTI MILITARI, NON IL TITOLARE DELLA FARNESINA - LA PENURIA DI MATERIALE BELLICO NEI MAGAZZINI DELLA DIFESA E IL NODO DEI FONDI

Tommaso Ciriaco e Fabio Tonacci per la Repubblica-Estratti

 

zelensky tajani

A parole l'Italia non vacilla. Rimane ferma e tetragona nel sostenere lo sforzo bellico dell'Ucraina contro l'invasione russa. Anzi, una sorpresa mette sul piatto un nuovo pacchetto di armi, l'ottavo, da inviare a Kiev.

 

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivato nella capitale ucraina con un treno notturno partito dalla Polonia, ne ha parlato a quattro occhi con Zelensky durante l'incontro bilaterale prima del Consiglio europeo informale. Poi ha fatto l'annuncio alla stampa.

 

 

Con Zelenskyj è stato uno scambio reciproco di doni. Il presidente ucraino ha beneficiato Tajani dell'onoreficenza dell'Ordine di Jaroslav il Saggio «un riconoscimento dell'elevato valore del ruolo svolto dal governo italiano e della profonda amicizia tra i nostri Paesi». Il ministro, come detto, ha promesso sia l'ottavo pacchetto di armamenti sia l'impegno a dedicare all'Ucraina «la massima priorità durante la presidenza italiana del G7 nel 2024».

 

meloni crosetto

Quale tipo di sistema d'arma il governo italiano sta pensando di trasferire non è chiaro. Zelenskyj ha chiesto di contribuire di nuovo alla difesa aerea delle città, martellate dai droni e dai missili russi che hanno ripreso la campagna di distruzione delle infrastrutture dell'energia in vista dell'inverno. Roma nei mesi scorsi aveva già inviato i Samp-T.

 

«Vedremo quello che possiamo dare ora — spiega Tajani — nella lista non ci sono solo armi letali, ma anche equipaggiamento, forse visori notturni, l'elenco va ancora definito insieme col ministro Crosetto. Dipende anche da cosa hanno bisogno. Per noi comunque la linea guida rimane sempre la solita: nessuna arma fornita dall'Italia deve colpire il territorio della Federazione oltre la frontiera.

Non siamo in guerra con la Russia».

 

E però, qualcosa nell'annuncio di Tajani non torna. Di norma è il ministro della Difesa a rendere pubblico l'invio degli aiuti militari, non il titolare della Farnesina.

Quando Repubblica chiede una conferma a Guido Crosetto rispetto all'iniziativa del collega di governo, la risposta è glaciale e, nel suo modo, eloquente: «Prendo atto».

 

 

zelensky tajani

Bisogna scavare a fondo per capire cosa sta succedendo. I precedenti sette pacchetti militari hanno quasi esaurito il materiale a disposizione nei magazzini della Difesa. Questa penuria va gestita ed eventualmente vanno integrati gli ulteriori invii con acquisti di nuove armi, che andranno poi dirottate agli ucraini. La Difesa ne discute da tempo con Kiev. Inoltre, come tutti i dicasteri, anche quello di Crosetto è alle prese con un nodo di bilancio. Il ministro ancora attende i rimborsi per le precedenti spedizioni, che avrebbero dovuto arrivare dal ministero dell'Economia.

 

 

Oltretutto le richieste di Zelenskyj non coincidono necessariamente con le armi a disposizione nell'arsenale italiano: per questo, la Difesa avrebbe preferito completare il percorso sottotraccia e senza proclami pubblici, per poi rendere note le decisioni finali. Esistono altre ragioni che avrebbero consigliato di non far sapere, almeno in questa fase, dell'ottavo pacchetto, che dovrebbe essere pronto per Natale.

guido crosetto antonio tajani vertice nato di vilnius

 

Non riguardano la Difesa, ma la linea politica del governo. Da molti mesi, l'esecutivo mantiene un profilo bassissimo rispetto alle spedizioni di materiale bellico, per ragioni di politica interna — la Lega è critica e non ha mancato di manifestarlo — e internazionale. Anche per una questione legata al consenso: l'opinione pubblica gradisce sempre meno la guerra, in tutti i Paesi occidentali. Gli elettori di centrodestra, secondo molti sondaggi, sono sempre più critici.

 

E la posizione atlantica di Giorgia Meloni deve contrapporsi alle resistenze dei partner di maggioranza, a partire appunto dal Carroccio. Senza dimenticare che si preannuncia una manovra rigorosa, in una fase di contrazione dell'economia e con gli italiani alle prese con il caro spesa: meglio non reclamizzare troppo uno sforzo militare necessario, ma poco redditizio sul profilo del consenso. A Repubblica, Tajani riferisce che la decisione sull'ottavo pacchetto «è stata condivisa e presa sul tavolo della maggioranza».

 

 

antonio tajani al convegno di forza italia a paestum guido crosetto giorgia meloni parata del 2 giugno 2023

(…)

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