UNA MANGIATOIA CHIAMATA “GRANDI OPERE” – I PM TOSCANI OFFRONO AI COLLEGHI DI ROMA UN ASSIST PER INDAGARE SULLA LIEVITAZIONE DEI COSTI DELLA METRO “C” – LA RETE DEI FAVORI INCROCIATI AL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera

 

Il fascicolo è già stato trasmesso «per conoscenza» alla Procura di Roma. Riguarda l’appalto per il prolungamento della Metro C, si concentra sull’affidamento della direzione dei lavori a Stefano Perotti, manager finito in carcere insieme al suo amico e socio in affari Ercole Incalza, alto funzionario delle Infrastrutture. I magistrati di Firenze ritengono di dover condividere questa parte dell’indagine sulla gestione delle Grandi opere, con i colleghi capitolini che hanno da tempo avviato verifiche sulla regolarità delle procedure e sulla lievitazione dei costi che al 2011 erano fissati in tre miliardi e 400 milioni di euro e secondo alcune stime potrebbero arrivare alla cifra record di 6 miliardi. 

Da sinistra Stefano Saglia, Stefano Perotti e Francesco Cavallo (foto Ansa)  Da sinistra Stefano Saglia, Stefano Perotti e Francesco Cavallo (foto Ansa)


Il «lotto» conteso 
Agli atti c’è la trascrizione di una telefonata del febbraio 2014 tra l’ex presidente di Italferr Giulio Burchi e il manager Giovanni Gaspari che gli inquirenti ritengono «significativa» proprio per dimostrare gli accordi illeciti per spartirsi nomine e appalti. Nel colloquio Burchi si lamenta infatti del numero di incarichi affidati a Perotti e tra l’altro afferma: «Gli ha fatto avere un lotto che non volevano dargli a tutti i costi quando c’era ancora Bortoli di Roma Metropolitane». 


È il «sistema» che secondo i pubblici ministeri «ha consentito ad un gruppo di soggetti di istituire una sorta di filtro criminale all’ordinario accesso ai grandi appalti pubblici da parte delle imprese private». È quella che il giudice ha ritenuto una «organizzazione criminale di spessore eccezionale, che ha condizionato per almeno un ventennio la gestione dei flussi finanziari statali destinati alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali». E da oggi cominciano gli interrogatori di tutti. 

Cantiere Metro RomaCantiere Metro Roma


La spartizione dei manager
La lettura delle carte processuali conferma come uno dei personaggi chiave di questo «sistema» messo in piedi, secondo l’accusa, da Incalza e Perotti, sia Francesco Cavallo. Nelle conversazioni lo indicano come «uomo di Lupi». Molto legato ai vertici della cooperativa «La Cascina» — coinvolta in numerose inchieste, compresa Mafia Capitale — «ha un rapporto contrattuale per l’erogazione di servizi professionali in favore della società “Ingegneria Spm” riferibile a Perotti Stefano» e ciò vuol dire che «intrattiene nel suo interesse una serie di rapporti con soggetti istituzionali».

 

Cavallo alterna incontri con monsignor Francesco Gioia per far avere un lavoro al nipote del prelato e chiedere in cambio voti per Maurizio Lupi, ai contatti con numerosi titolari di azienda, fa da tramite tra questi ultimi e i politici. È amico dell’imprenditore friulano Claudio De Eccher e di quello pugliese Roberto De Santis, il compagno di vela di Massimo D’Alema, non indagato ma perquisito una settimana fa proprio perché il suo nome compariva agli atti dell’inchiesta per un affare che avrebbe dovuto concludere proprio grazie a Cavallo. 

ALEMANNO METRO C ROMA ALEMANNO METRO C ROMA


Le segnalazioni
Il giudice ritiene che il «sistema» si regga su quel patto tra «i professionisti nominati direttori dei lavori e gli stessi funzionari dello Stato, parte di un’unica compagine criminale che condivide strategie, azioni, proventi illeciti». Hanno gestito in quindici anni decine di appalti per un totale di 25 miliardi di euro, ma si sono occupati anche di orientare nomine che consentono di percepire compensi da centinaia di migliaia di euro. 


E allora si comprende perché Burchi abbia interesse a tenere ottimi rapporti con amici politici del calibro del socialista Riccardo Nencini sottosegretario alle Infrastrutture, con il quale «bisogna discutere ci sono delle nomine da fare in giro, ci interessa sistemare due o tre persone», e con il parlamentare ed ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti, che gli chiede aiuto per far avere incarichi a manager di sua fiducia. Molto attivo appare anche Stefano Saglia che ottiene una consulenza da Perotti e dopo avergli procurato «un appuntamento in Eni». Commenta Cavallo: «Si è messo di buzzo buono a lavorare, Stefano gli ha già dato una consulenza, ma è così che si lega questa gente, cioè mica gli puoi dire “quando chiuderò, può darsi”». 

MATTEO RENZI ALLA LEOPOLDA CON NENCINI MATTEO RENZI ALLA LEOPOLDA CON NENCINI


Le carte «truccate»
Ci sono i capitolati «su misura» e quelli modificati in corsa, ma i carabinieri del Ros hanno trovato anche una perizia contraffatta, svolta nell’arbitrato tra Perotti e la Fiat sui lavori della Tav Firenze-Bologna che hanno portato nelle tasche del manager — nominato general contractor — ben 68 milioni di euro. Sull’assegnazione dei lavori ferroviari e autostradali il ruolo dei politici si fa dominante con Vito Bonsignore del centrodestra che entra nella Civitavecchia-Orte-Mestre e Antonio Bargone del centrosinistra interessato alla Tirrenica. Entrambi disponibili a trattare e per questo finiti tra gli indagati. 

VITO BONSIGNOREVITO BONSIGNORE

 

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…