salvini di maio

ABBIAMO SCHERZATO! – I GRILLINI DI GOVERNO INVERTONO LA ROTTA SULL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE SU SALVINI, CARELLI: “È STATA DECISIONE COLLEGIALE, CONTE E DI MAIO DOVREBBERO AUTODENUNCIARSI” – MA L’ALA FORCAIOLA, CHE TEME IL BOOMERANG ELETTORALE, INSORGE. SARTI: “LA NOSTRA POSIZIONE È RISAPUTA”, DI STEFANO: “ABBIAMO SEMPRE DATO L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE”

1 – M5S E LUIGI DI MAIO, PAGLIACCIATA SUL PROCESSO A MATTEO SALVINI: "ABBIAMO CAMBIATO IDEA", PERCHÉ SONO FINITI

nave diciotti

Da www.liberoquotidiano.it

 

Lo scacco matto non è più una ricostruzione giornalistica, ma la realtà dei fatti. Si parla della mossa con cui Matteo Salvini ha fregato il M5s, sempre più vicino al collasso. Il contesto è quello della richiesta di rinvio a giudizio del ministro leghista per il caso Diciotti: questa mattina, la lettera al Corriere della Sera di Salvini, che dice chiaro e tondo che non deve essere processato. Altrimenti, questo il sotto testo, si procederà a piè sospinto verso la crisi di governo. Come detto, a restare fregati sono i forcaioli grillini: da sempre a favore di manette, magistrati e processi, non potrebbero fare altro che dare l'ok al tribunale dei ministri di Catania, così come in passato hanno sempre avallato le scelte delle toghe (anche quando riguardavano esponenti grillini).

 

DI MAIO SALVINI

Dopo la lettera, però, il cambio di rotta. Prima le parole di Emilio Carelli, che ad Agorà ha spiegato: "Dopo le ultime posizioni di Salvini, le condizioni sono cambiate: nel Movimento 5 Stelle esiste una prassi, si vota sì all'autorizzazione a procedere. Ma quella della Diciotti è stata una decisione collegiale che ha investito tutto il Governo. Credo che Conte e Di Maio dovrebbero autodenunciarsi".

 

emilio carelli

Dunque a rincarare la dose Danilo Toninelli: "Io sono come ministro dei Trasporti responsabile della navigazione, fino all'attracco. Salvini è responsabile della sicurezza sulla terra ferma. Sulla Diciotti la decisione la abbiamo presa insieme, io, lui, il presidente del Consiglio e tutto il Governo del Parlamento. Se processano Salvini devono processare anche me e tutto il Governo. Se vogliono farlo diventare un processo al Governo ci siamo tutti", ha spiegato il ministro reginetto di gaffe a Mattino 5 di Federica Panicucci.

 

salvini toninelli

Insomma, l'inversione di rotta del M5s è improvvisa e netta: Luigi Di Maio aveva recentemente affermato che i grillini avrebbero fatto processare Salvini, ma ora gli stessi grillini cambiano idea. Smentito Di Maio, insomma, con un ridicolo tentativo di "farsi processare". Carelli chiede al premier e a Di Maio di "autodenunciarsi", roba che fa sorridere.

 

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

Quindi l'improbabile Toninelli che si auto-dichiara colpevole e afferma di voler andare alla sbarra proprio come Salvini. Un goffo tentativo di giustificare un cambio di rotta che gli elettori grillini, forcaioli e manettari proprio come i leader del Movimento, non potranno mai accettare. Ed è per questo che si parla di "scacco matto" di Salvini, che sta costringendo il M5s a una figura barbina, a cancellare il loro passato pur di salvare poltrona e governo.

 

SALVINI DI MAIO

Ma non è tutto. Perché questo repentino cambio di linea dei grillini è uno schiaffo anche alla correte sinistra del partito, rappresentata da Roberto Fico e Alessandro Di Battista su tutti, le cui prese di posizioni vengono sgonfiate così come si sgonfia un pallone bucato.

 

giulia sarti

2 – DICIOTTI: SARTI,SU AUTORIZZAZIONI LINEA M5S È RISAPUTA

 (ANSA) - "Salvini ha chiesto libertà di coscienza che però non è la nostra posizione. Avete già visto quello che ha dichiarato il vicepremier Di Maio domenica sera: la nostra posizione sulle autorizzazioni a procedere credo sia risaputa". Così la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Sarti (M5S), sulla lettera del ministro al Corriere sul caso Diciotti. "Poi che questo sia un caso particolare nessuno lo mette in dubbio", "è stata una scelta condivisa anche con altri ministeri e con il governo", aggiunge.

claudia e manlio di stefano (2)

 

Quella del tribunale dei ministri nei confronti del ministro Salvini, ha osservato Sarti, rispondendo a a margine della presentazione all'Anac del rapporto di Transparency, "non è la classica richiesta da parte della procura per intercettare, per un mandato all'arresto o per l'insindacabilità delle opinioni. E' un caso che non ci è mai capitato, che non ha riguardato solo il ministro Salvini ma è stata condivisa anche con gli altri ministeri e con il governo, quindi è un caso particolare. Però - ha aggiunto - è risaputo come M5S si comporta con le autorizzazioni a procedere. Mi auguro che i senatori e tutti noi continueremo a comportarci come abbiamo sempre fatto".

manlio di stefano e beppe grillo

 

3 – DI STEFANO (M5S), SÌ A AUTORIZZAZIONE

(ANSA) - "E' evidente che Salvini abbia cambiato idea o almeno il suo avvocato...Noi M5S lavoriamo con coerenza e abbiamo sempre dato l'autorizzazione a procedere", detto questo "Conte e Di Maio hanno detto chiaramente che sono dispostissimi a farsi processare insieme, credo che debbano essere parte del processo perché sono scelte collegiali di tutto governo". Così il sottosegretario agli Esteri, a Radio Anch'io, alla domanda su come M5S voterà nella giunta per le autorizzazioni sul vicepremier Matteo Salvini.

  

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…