1. SEI ANNI FA CADDE PRODI E SOLO OGGI SONO STATI CONDANNATI DE MAGISTRIS E GENCHI 2. FRANCESCO RUTELLI, CHE DI QUEL GOVERNO ERA IL VICEPREMIER, SVELA I RETROSCENA 3. “CI FU UN’AZIONE A PIÙ VETTORI PER LA CADUTA DEL GOVERNO. L’ESECUTIVO PRODI AVEVA UNA NOTA FRAGILITÀ NEI NUMERI AL SENATO E CLEMENTE MASTELLA ERA L’ANELLO DEBOLE, POLITICAMENTE A DISAGIO IN UN GOVERNO CON DENTRO RIFONDAZIONE DI BERTINOTTI” 3. “NON ERO NEPPURE INDAGATO EPPURE USCÌ SUI GIORNALI CHE A CATANZARO AVEVANO ACQUISITI I MIEI TABULATI PERCHÉ DE MAGISTRIS, CON ALTISSIMA PROFESSIONALITÀ, FIRMAVA IN BIANCO, COME SOSTIENE LUI, LE RICHIESTE DI ACQUISIZIONE DI TABULATI AL CONSULENTE GENCHI. PERCHÉ POI UNA PROCURA DEBBA SPENDERE FIOR DI SOLDI PER UN PERITO PRIVATO E NON USI LE NORMALI STRUTTURE DELLO STATO POTREBBE SEMBRARE UN MISTERO”

Colloquio con Francesco Rutelli di Francesco Bonazzi

 

luigi de magistrisluigi de magistris

Fu colpito Clemente Mastella “perché era l’anello debole del governo”. A distanza di sette anni dall’inchiesta “Why Not” di De Magistris, Francesco Rutelli non ha dubbi e ricorda bene il clima di quel governo Prodi del quale era vicepremier.

 

Ieri l’ex pm Luigi De Magistris e il suo consulente informatico Gioacchino Genchi sono stati condannati a quindici mesi per acquisizione illecita di tabulati, tra i quali anche quelli di Prodi e dello stesso Rutelli, e lo scorso autunno la Cassazione ha fatto a pezzi quel che restava dell’inchiesta “Why Not”.

de magistris foto mezzelani gmt de magistris foto mezzelani gmt

 

Veltroni Prodi Rutelli giovani Veltroni Prodi Rutelli giovani

Tutto ha inizio nel luglio 2007, quando il sito internet di “Panorama” svela che Prodi è indagato per abuso d’ufficio a Catanzaro nell’ambito di un’inchiesta su un misterioso comitato d’affari, che sarebbe a sua volta controllato da una loggia massonica sanmarinese. Vengono fatti i nomi di due personaggi assai vicini all’allora premier come l’uomo d’affari Piero Scarpellini e l’attuale sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Sandro Gozi. Ombre di massoneria e affari poco leciti si allungano minacciose su Palazzo Chigi.

 

Rutelli al governo - insieme ai DS dà vita all'Ulivo - governo ProdiRutelli al governo - insieme ai DS dà vita all'Ulivo - governo Prodi

Francesco Rutelli, ricorda che successe quando uscì la notizia che Prodi era indagato a Catanzaro?

 

 “Ci furono polemiche, come su tutte le indagini. Ma il punto fondamentale, come sempre in questi casi, è che bisogna attendere per formulare giudizi. La questione è quanto attendere. Diciamo che per me l’attesa ultraragionevole è quella capitata in Emilia a Stefano Bonaccini, che in due mesi ha saputo dell’archiviazione”.

fma06 prodi rutellifma06 prodi rutelli

 

Non andò così per “Why Not”, anche se alla fine Prodi venne comunque archiviato.

 

“Comunque quando uscì la notizia non gridammo al complotto della magistratura. Per altro, il Csm fece emergere abbastanza presto molti dubbi sul modo di condurre le indagini da parte del dottor De Magistris e arrivò poi a una chiara sconfessione. E le indagini hanno dimostrato che Prodi non c’entrava nulla. Ma quella vicenda fu il primo mattone staccato dall’edificio del governo per destabilizzarlo”

LUIGI DE MAGISTRIS LUIGI DE MAGISTRIS De MagistrisDe Magistris

 

Mesi dopo, a gennaio 2008, la stessa inchiesta poi finita in nulla coinvolge Clemente Mastella, indagato per corruzione. Mastella si dimette da ministro della Giustizia, anche per un’altra indagine che tocca la moglie, e il governo cade.

 

“Ci fu un’azione a più vettori per la caduta di quel governo. L’esecutivo aveva una nota fragilità nei numeri al Senato. Da una parte era chiaro che Mastella era l’anello debole, politicamente a disagio in un governo di centrosinistra con dentro Rifondazione. Era facile identificarlo come l’anello debole. La vicenda calabrese è una parte, ma quella decisiva è l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere su tutto l’Udeur, condotta da un procuratore capo che si sarebbe dimesso dopo pochi giorni”.

GENCHI GENCHI

 

Una vicenda che ancora non è conclusa…

 

“Pare che dopo sette anni sia ancora al primo grado. Ma tornando al governo, il dato politico era la fragilità di Mastella e il fatto che avesse tre senatori assolutamente determinanti. Non solo, c’è poi la storia della compravendita dei senatori, con il processo in corso a Napoli e De Gregorio che ha dichiarato di essere stato il capofila di un’azione di reclutamento. Io sono garantista e vedremo che dirà il processo, ma la chiave era questa: il Senato era il punto debole della maggioranza e Mastella l’anello debole del governo”

Clemente Mastella Clemente Mastella

 

Come venne a sapere che erano stati acquisiti anche i suoi tabulati telefonici?

 

“La notizia uscì su alcuni giornali e devo dire che a me non importa nulla perché non ho niente da nascondere e sono uno che parla al telefono tranquillamente. Uscì un grafico con tutte le relazioni, la rete dei contatti dei telefonini, a partire da quello del primo ministro”

 

Neanche un po’ di fastidio, o stupore?

 

“Non mi fece nessun effetto. Lo davo quasi per scontato. Oggi attraverso dei semplici sms-spia commerciali ci si impossessa della rubrica di una persona”.

 

Scusi, ma lei era indagato?

 

mon12 clemente mastella mo saramon12 clemente mastella mo sara

“Non ero indagato e non sono mai stato indagato. E non sono neppure mai stato ascoltato come persona informata dei fatti. Sono stati acquisiti i miei tabulati perché De Magistris, con altissima professionalità, firmava in bianco, come sostiene lui, le richieste di acquisizione di tabulati al consulente Genchi. Perché poi una Procura debba spendere fior di soldi per un perito privato e non usi le normali strutture dello Stato potrebbe sembrare un mistero”.

 

Che idea si è fatto di Gioacchino Genchi? Lo avete sentito anche al Comitato di controllo dei servizi segreti, quando lei era il presidente.

 

“Uno disinvolto, in possesso di un enorme archivio e con la capacità di incrociare i dati di questo archivio che, con leggerezza, gli è stato consentito di mettere insieme e conservare a seguito di varie inchieste. Al processo hanno detto che il mio numero fu preso dall’agenda di un indagato senza sapere che era il mio. Peccato che su quella rubrica c’era scritto il mio cognome e questo al processo è venuto fuori. Poi l’indagato è stato prosciolto, ma i miei tabulati sono rimasti per sempre nell’archivio Genchi”

 

Da presidente del Comitato di controllo sui servizi si è occupato della faccenda?

FAUSTO BERTINOTTI E MOGLIE GABRIELLA FAGNO FAUSTO BERTINOTTI E MOGLIE GABRIELLA FAGNO

 

“Sì, perché Genchi e De Magistris andavano dicendo in varie interviste che erano stati fermati nelle loro inchieste perché avevano messo le mani su uno spaventoso sistema di deviazioni imperniato sui servizi segreti e parlavano di collegamenti con episodi di corruzione e di rapporti con la ‘ndrangheta. Allora il Copasir decise di muoversi per capirci di più. Si analizzò anche l’archivio Genchi e ricordo un’audizione del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, il quale disse che i tabulati sono molto più pericolosi delle intercettazioni perché consentono molte più illazioni. Si pensi alla divulgazione di una telefonata notturna a una signora che magari non c’è mai stata perché si è trattato di un contatto sbagliato”.

 

Genchi aveva un software che non poteva che ingolosire un pm come De Magistris

 

FAUSTO E LELLA BERTINOTTI FAUSTO E LELLA BERTINOTTI

“Sì, ha creato un software che consente al suo archivio di incrociare i contatti di tutti con tutti. Se Mario Rossi ha una telefonata con Totò Riina e poi chiama me, io posso essere collegato a Riina. Viene fuori un qualcosa che può ingolosire. Il problema di De Magistris è che si lega al metodo Genchi e inciampa su tabulati della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio, dell’Antimafia, di ambasciate straniere, compresa quella americana, e di quasi tutti i ministeri. Incrociando tutti questi numeri, e vedendo chi ha parlato con chi, viene fuori un qualcosa di molto appetibile”.

 

Che effetto le fa, a sei anni di distanza dalla caduta del governo dell’unico che aveva battuto Berlusconi, vedere che quell’inchiesta è finita in gran parte nel nulla e che Genchi e De Magistris ora vengono condannati per la storia dei tabulati?

 

FRANCESCO RUTELLI E FRANCESCO PIZZETTI FRANCESCO RUTELLI E FRANCESCO PIZZETTI

“Il pieno dell’amarezza l’abbiamo fatto il giorno in cui cadde il governo e purtroppo la storia non si può fare da capo. Si può sperare che non si ripeta. Si può sperare che quando ci sono indagini che possono avere un impatto così dirompente sulle istituzioni i magistrati abbiano la saggezza di fare bene il proprio lavoro, perché le conseguenze possono essere gravi. Questi fatti dei quali abbiamo parlato, “Why Not” e la compravendita dei senatori, sono stati all’origine di 5 anni di Berlusconi. Questa è storia. In termini di rapporto tra politica e giustizia penso che la sentenza di ieri contribuisce a dire che in Italia lo stato di diritto c’è e che per un magistrato dall’”eccezionale professionalità” come il dottor De Magistris, ce ne sono centinaia che sono scrupolosi e fanno bene il loro lavoro”.

fma28 prodi rutellifma28 prodi rutelli

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…