meloni marchini

''ARFIO'' CONTRO TUTTI - LA MELONI DOVREBBE FARE UN PASSO INDIETRO, SINISTRA E DESTRA "SI ARROCCANO PER DIFEDERE IL LORO FORTINO DI PRIVILEGI E INEFFICIENZE. MA VERRANNO TRAVOLTI DALLO TSUNAMI GRILLINO, DOVREBBERO PREFERIRE LA NOSTRA RIVOLUZIONE CIVILE''

Daniele Di Mario per ''Il Tempo''

 

MARCHINIMARCHINI

È la Lista Marchini l' unica alternativa credibile per Roma, tuttavia sarebbe ben lieto di trovare un' intesa con il candidato di Forza Italia Guido Bertolaso, purché quest' ultimo accetti un ruolo puramente tecnico, seppur supportato da un ampio consenso politico. Parole e pensiero di Alfio Marchini, candidato sindaco della Capitale.


L' imprenditore apprezza le ripetute aperture effettuate nei suoi confronti dall' ex capo della Protezione Civile. L' ultima ieri nel corso del programma In Mezz' Ora, dove, intervistato da Lucia Annunziata, Bertolaso dice: «Marchini è un altro candidato che ha una storia più simile alla mia. A Roma un binomio Bertolaso-Marchini sarebbe formidabile. Bertolaso sindaco e Marchini presidente del Consiglio comunale. Lui ha già esperienza di Assemblea capitolina, c' è stato per tre anni».

MARCHINI SUL BUS MARCHINI SUL BUS


Bertolaso - che spiega come avrebbe voluto essere un candidato unitario, specificando però di non «aver spaccato io il centrodestra» - aggiunge che con Marchini «non c' è trattativa in corso» ma lascia aperto più d' uno spiraglio aggiungendo: «Magari ci sarà nei prossimi giorni, sulla base dell' esperienza del caso Passera a Mila no».

 

Bertolaso ribadisce di non aver intenzione di ritirarsi ma, con Marchini, condivide l' idea sui partiti tradizionali: «Roma è stata terremotata dalla cattiva politica che in questi anni l' ha massacrata. Io non assolvo nessuno, né centrodestra né centrosinistra, e mi domando dove erano tutti questi signori che oggi parlano di legalità, pulizia, ripristino dei mezzi pubblici, negli anni passati. Non possiamo certo assolvere la giunta Alemanno e gettare la croce addosso al solo Ignazio Marino, che pure è stato imbarazzante».


Pensieri più volte rimarcati dallo stesso Marchini con i ripetuti attacchi a quel consociativismo ci cui sarebbero stati caratterizzati i rapporti tra maggioranza e opposizione negli ultimi anni.

bertolaso meloni rom 8bertolaso meloni rom 8


Alfio Marchini risponde alle domande del Tempo sulla situazione della campagna elettorale in vista delle amministrative a Roma, ponendo alcuni paletti fermi: non ha intenzione di fare passi indietro, tiene aperto il dialogo con Bertolaso e Storace e a Giorgia Meloni chiede un gesto da leader, cioè il ritiro per convergere su un candidato unitario.

Marchini, ieri Bertolaso, ospite di In Mezz' Ora da Lucia Annunziata, ha attaccato centrosinistra e centrodestra indicandoli come corresponsabili di anni di mal governo. Accordo con lei in vista?
«Bertolaso ha confermato che il vecchio centrodestra non esiste più e che oggi a Roma l' unica proposta credibile è la Lista Marchini. Non posso che apprezzare».

Le ha anche mandato una proposta di alleanza. Cosa risponde?
«Porte aperte a chi con il proprio impegno ed esperienza vuole contribuire alla rinascita di Roma. La Lista Marchini lo fa da tre anni. Ma prima si studi il programma che presenteremo questo pomeriggio. Basta parlare di astrazioni politiche».

In caso di accordo comunque uno solo potrà essere sindaco. E l' altro cosa farebbe nel caso?
«Bertolaso ha dimostrato nella sua vita di non essere attaccato alle poltrone o ansioso di riconoscimenti formali. È un uomo che si realizza nell' azione. Nella risoluzione delle emergenze. Ma per farlo bisogna prima esser capaci anche di creare le condizioni e il consenso politico. Altrimenti si va a sbattere come Marino...».

Ma Bertolaso ha ben altra esperienza rispetto al chirurgo. Non trova?
«Assolutamente sì, ma è un tecnico puro. Ha sempre dato il massimo quando ha avuto le spalle coperte da una solida delega politica e credo che sia lui il primo ad esserne consapevole. In passato era garantito dal presidente del Consiglio di turno e domani dovrà esserlo dal sindaco».

MELONIMELONI


Cosa intende dire con il suo slogan «liberi dai partiti?».
«Che voglio liberare le risorse e le migliori energie di questa città soffocate per decenni dai partiti. Non li demonizzo ma a Roma i fatti dicono che la destra e la sinistra hanno fallito. Devono aprire alle energie della società civile».

E lo stanno facendo?
«No. Si arroccano sempre più per difendere il loro fortino di privilegi e inefficienze.
Se non si aprono verranno travolti e allo tsunami grillino che lascerà macerie dovrebbero preferire la nostra rivoluzione civile per cambiare davvero Roma».

La Meloni sostiene di essere il candidato più forte nel centrodestra ma il dialogo, con lei e Bertolaso non è mai decollato. Per colpa di chi?
«Umanamente la Meloni mi sta simpatica. Ma la sua grande debolezza è di essere organica a chi in passato ha gestito da protagonista questa città. Anche per questo non voleva candidarsi e per di più incinta. Su questo ultimo dettaglio, però, la hanno messa nelle condizioni umane di non poter non gettare il guanto di sfida. Ora deve dimostrare di essere un vero leader nazionale».

GIORGIA MELONIGIORGIA MELONI


Come?
«Prendendo l' iniziativa per una sintesi che vada oltre il vecchio centrodestra e illegittimo interesse del suo partito. Ha l' occasione per riscattare una gestione di questi mesi un po' confusa. Ma non credo lo farà».

È un po' quello che invoca Storace. È l' unico ad aver detto di esser pronto ad un incontro con lui. Lo farebbe ancora?
«Con Storace abbiamo due storie diverse ma gli riconosco di esser stato il solo ad aver sempre anteposto l' interesse della coalizione a quello personale».

Dall' intesa con Bertolaso a Roma che da sempre è metafora del Paese, potrà nascere una nuova coalizione nazionale?
«Quando il candidato di Berlusconi punta il dito anche sul centrodestra per il fallimento di Roma e indica nella lista Marchini l' unico interlocutore credibile, si è già oltre i vecchi schemi politici nati a Roma nel 1993».

Parliamo dei problemi di Roma. Bertolaso le da atto di essere un uomo del fare. Cosa fareste insieme in caso di vittoria?
«La mia priorità è ridurre subitole tasse recuperando risorse nelle mille inefficienze. So nostre anni che studio ogni dettaglio contabile e industriale. Si può e si deve fare. Su questo sbagliano clamorosamente sia la Raggi che Meloni. L' economia è ferma e continuare a pagare la spesa corrente con patrimonio e tasse vuol dire solo comprare tempo per un fallimento inevitabile. E nel frattempo, stiamo dissanguando cittadini e imprese. Basta!».

GIORGIA MELONI - PANCETTA NERAGIORGIA MELONI - PANCETTA NERABERTOLASO BERLUSCONIBERTOLASO BERLUSCONI

 

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