alessandro giuli gennaro sangiuliano meme

ARIDATECE SANGIULIANO! CAPPELLINI SCOTENNA IL MINISTRO GIULI RICORDANDO I SUOI TRASCORSI GIOVANILI NEL GRUPPO “NAZIFASCISTA” MERIDIANO ZERO: “ERANO DEI FIOR DI REAZIONARI. UNA CLOACA MASCHERATA DA POSE INTELLETTUALI” - "GIULI HA SPIEGATO LA SUA SCELTA DI MILITARE A DESTRA CON UN NONNO CHE HA FATTO LA MARCIA SU ROMA E PORTAVA LA FAMIGLIA A SALÒ. CHÉ POI UN NONNO FASCISTA LO ABBIAMO AVUTO IN TANTI IN ITALIA, IL PROBLEMA È VANTARSENE, E PER GIUNTA DA MINISTRO - LA SUPERCAZZOLA DEGNA DI ‘AMICI MIEI’ PER SPIEGARE LE LINEE GUIDA DEL SUO DICASTERO E L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE IN CURVA SUD DEL MINISTRO FASCISTISSIMO CON L'AQUILA TATUATA SUL PETTO - VIDEO

Le supercazzole di Alessandro Giuli in audizione alla Camera
CANZONE TRAP SUL TESTO DI ALESSANDRO GIULI - CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI SUNO

 

 

IL MINISTRO ULTRA’

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ministro-cultura-ultra-rsquo-nbsp-alessandro-giuli-nbsp-non-solo-407579.htm

 

 

Stefano Cappellini per repubblica.it - Estratti

 

 

alessandro giuli

In quarta ginnasio al liceo classico Plauto di Spinaceto, Roma, il mio compagno di banco era fascista. Alla fine dell'anno scolastico 1987/88 fu bocciato, poi cambiò scuola. Eravamo amici come lo si è a quell'età e, anche se non lo vedo da più di 30 anni e non so chi sia e cosa faccia oggi, lo ricordo con affetto per quell’anno passato insieme in un tempo dove tutto ha una potenza emotiva che non si dimentica. Ci perdemmo subito di vista. Lo incontrai di nuovo un pomeriggio di qualche anno dopo, sarà stato, credo, il 1992.

 

 

(…)

 

Quel sabato, mentre camminavo per viale Europa, mi si avvicina un ragazzo che indossa un giubbino bomber, all’epoca era la divisa dei ragazzi neofascisti, e mi allunga un volantino. Con lui ci sono altri ragazzi, forse otto, forse dieci. Il titolo del volantino è: “Tecnoribellione!”. In fondo c’è una runa e la firma del gruppo: Meridiano Zero. Dire che Meridiano Zero è un movimento neofascista è poco.

 

ALESSANDRO GIULI GENNARO SANGIULIANO - MEME

Facciamo più nazifascista. Siccome li conosco, a Roma sud non sono pochi, e so che talvolta hanno un rude piano B per reagire a chi non accetta di buon cuore il loro volantinaggio, in un istante soppeso il da farsi: mi faccio dare il volantino? Lo rifiuto? Mi immolo mostrando disprezzo? Scarto in un lampo l’ultima opzione, va bene l’antifascismo ma tornare a casa col naso rotto non mi convince come piano, e adotto una specie di compromesso: scanso la mano protesa con il foglio che invita alla tecnoribellione e accelero il passo senza dire niente.

 

 Il pischello con il bomber non ricambia la scelta del silenzio e, alle mie spalle, sento che mi dice qualcosa tipo: “C’hai qualche problema?”. Soprattutto, capisco che mentre parla la voce si avvicina: mi sta raggiungendo. Sento una mano appoggiarsi poco amichevole sulla mia spalla, quando una voce un po’ più lontana fa: fermi, fermi, lo conosco. È il mio ex compagno di banco e non c’era momento migliore per scoprire che si era iscritto a Meridiano Zero.

 

Non è il momento di godersi l’amarcord e lui, con una freddezza che non gli conoscevo e che mette quasi più paura delle intenzioni degli altri, mi prende da parte e dice: ti consiglio di non farlo più, se non c’ero io finiva male. Sospetto di averlo pure ringraziato per avermi sottratto al trattamento riservato alle sospette zecche (si dice ancora?).

alessandro giuli al senato FOTO LAPRESSE

 

Non ho alcun elemento per sostenere che in quel piccolo plotone di fasci che volantinavano all’Eur ci fosse anche il futuro ministro della Cultura, Alessandro Giuli, anzi lo reputo improbabile, ma onestamente non potrei nemmeno escluderlo con certezza. Siamo coetanei, all’epoca Giuli era un militante di Meridiano Zero e bazzicava quelle zone di Roma.

 

le supercazzole di alessandro giuli meme by 50 sfumature di cattiveria

(...)

 

L’episodio del volantino mi è tornato alla mente dopo aver ascoltato l’audizione di Giuli dell’altro giorno alla Camera, ormai molto nota per via di alcuni passaggi che hanno attirato ironie e sfottò al ministro, nonché molte citazioni della celebre supercazzola che Ugo Tognazzi riservava ai malcapitati in Amici miei.

 

La differenza con Tognazzi, ha ragione Mattia Feltri ad averlo notato nella sua rubrica quotidiana sulla Stampa, è che il discorso di Giuli non era un accrocchio di parole senza senso. Era la formulazione di concetti con un capo e una coda, sebbene espressi in forma criptica, e forse si può criticare l’ansia di sfoggio culturale – a Giuli non fa difetto la vanità – e tutto poteva essere detto in modo più chiaro, ma svillaneggiarlo per l’uso di un linguaggio complicato non è un segnale di buona salute del dibattito pubblico. Personalmente, però, mi ha colpito altro.

alessandro giuli al senato - foto lapresse

 

 

Giuli da ragazzo era un evoliano, inteso come un cultore della lezione del filosofo Julius Evola, teorico di una aristocrazia impegnata a contrastare la modernità e coltivare il culto della Tradizione, maiuscolo. Dubito che lo sia ancora, almeno non nei termini in cui poteva esserlo a vent’anni, ma certo deve essergli rimasto il vezzo di non dispiacersi se il dibattito si consuma in una cornice elitaria e iniziatica.

 

pensati infosfera meme su alessandro giuli by gnola

Ma soprattutto mi è tornata in mente quella parola, tecnoribellione, che all’epoca era l’invito ai ragazzi e alle ragazze, ma le ragazze in Meridiano Zero erano pochissime, a farsi guerrieri contro la tecnologia che piega e involgarisce lo spirito dell’uomo, e sia chiaro che in questo caso non è un maschile sovraesteso, parliamo proprio di maschio. Quelli di Meridiano Zero erano dei fior di reazionari. Una cloaca mascherata da pose intellettuali.

 

Ebbene, cosa dice Giuli ministro nel passaggio più citato del suo intervento? Questo: “Con la quarta rivoluzione epocale della storia, delineante un’ontologia intonata alla rivoluzione permanente dell’infosfera globale, il rischio che si corre è duplice e speculare. L’entusiasmo passivo, che rimuove i pericoli della iper-tecnologizzazione, e per converso l’apocalittismo difensivo che rimpiange un’immagine del mondo trascorsa, impugnando un’ideologia della crisi che si percepisce come processo alla tecnica e al futuro intese come una minaccia”. Ripeto: si poteva esprimere tutto molto più semplicemente ma a capire ciò che Giuli voleva dire possono riuscirci non dico tutti ma tanti, magari rileggendo due o tre volte.

alessandro giuli question time senato

 

Si usava farlo prima dell'avvento dei reel. Quando ho capito cosa stava dicendo, ho pensato al Giuli del 1992, alla tecnoribellione e al fatto evidente che ora non è più un apocalittista difensivo, etichetta che si poteva ben attagliare ai camerati di Meridiano Zero, cioè uno che sale sulle barricate contro il mondo moderno ("A questo solo si badi, a restare in piedi in un mondo di rovine", diceva Evola e in questa frase c'è il quadro psicologico di tre generazioni di neo e postfascisti, Meloni compresa). Quanto al problema opposto, l'entusiamo passivo per la tecnologia, non serve essere evoliani per vedere i rischi della iper-tecnologizzazione.

 

l indecifrabile discorso di giuli meme by feudalesimo e liberta

C’è un che di affascinante nello scoprire un tizio che si ritrova a maneggiare da ministro i concetti su cui ha forgiato i suoi vent'anni, certo con le opportune revisioni, forse figlie più della maturità anagrafica che delle svolte politiche. Luigi Manconi ha scritto un paio di anno fa un libro per sostenere che una potente educazione alla democrazia può arrivare spesso anche da esperienze giovanili di rifiuto della democrazia. Una potente verità e non c’è motivo di pensare che valga solo per chi viene da sinistra. Anzi, mi piace pensare che il discorso di Giuli sull’infosfera ne sia una prova. Però c’è un’altra cosa detta dal ministro negli ultimi giorni che ha messo a dura prova il mio ottimismo.

 

Parlando a una festa locale di Fratelli d’Italia Giuli ha spiegato la sua scelta di militare a destra con un nonno che ha fatto la marcia su Roma e portava la famiglia a Salò. Era insomma un fascistone, e infatti Giuli ragazzo non era “uno di destra”, era a sua volta una fascistone, che resta una cosa molto diversa. Insomma, non è come dire mio nonno era del Pli, o era iscritto al Rotary, e dunque eccomi qui nella grande famiglia della destra liberale e conservatrice.

meme sul discorso incomprensibile di alessandro giuli

 

Se l'audizione sull’infosfera mi ha suscitato un moto di empatia umana, l’aneddoto sul nonno mi ha sconfortato. Ché poi un nonno fascista lo abbiamo avuto in tanti in Italia, il problema è vantarsene come fosse un quarto di nobiltà, e per giunta da ministro.

 

Mi sa che era un concetto decisamente più censurabile della presunta supercazzola, ma non era facile trasformarlo in meme sui social e non se ne è accorto quasi nessuno. Se Giuli avesse detto: "L'immanenza dei noumeni fascisti trasmessi dai miei avi transeunti in Salò ha formato il mio pensiero trascendente", magari non tutti avrebbero afferrato al volo, ma almeno col tam tam sul web in tanti avrebbero saputo di cosa si era vantato.

alessandro giuli al senato - foto lapresseALESSANDRO GIULI - IL PASSO DELLE OCHE la supercazzola di alessandro giuli by osho infosfera ebbasta meme su alessandro giuli by gnolameme sul discorso incomprensibile di alessandro giuli tweet su alessandro giuli meme su alessandro giuli

 

infosfera meme su alessandro giuli

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