italia in ferrari

NON CI RESTA CHE DIVENTARE LA FLORIDA D'EUROPA - ARRIVA LA TASSA ''ACCHIAPPARICCHI'': IMPOSTA FISSA A 100MILA EURO L'ANNO PER CHI SI TRASFERISCE IN ITALIA PER ALMENO 9 ANNI, INDIPENDENTEMENTE DAL REDDITO - PER TIRARE SU UN PO' DI SOLDI, PADOAN-RENZI SI BUTTANO NEL GIOCO DELLO SHOPPING FISCALE, FINORA DOMINATO DA LUSSEMBURGO, IRLANDA E REGNO UNITO

 

1. SPUNTA LA NORMA «ACCHIAPPARICCHI» TASSA FISSA A CHI SI TRASFERISCE IN ITALIA

Lorenzo Salvia per il ''Corriere della Sera''

 

Sono passati venti anni da quando Romano Prodi disse che il nostro Mezzogiorno doveva diventare la «Florida d' Europa». Un posto dove far venire a vivere i ricchi stranieri che, in cambio di un po' di sole e di grande bellezza, avrebbero pagato le tasse nel nostro Paese e sostenuto i consumi, dando fiato all' economia.

rich kids of beverly hills instagram rich kids of beverly hills instagram

 

Nel disegno di legge di Bilancio trasmesso ieri al Quirinale c' è una norma che si ispira a quell' idea, allargandola a tutta l' Italia. Un progetto che noi abbiamo solo vagheggiato e che nel frattempo è stato raccolto da altri Paesi, come il Portogallo, con i suoi sconti sulle tasse ai pensionati di tutto il mondo che si trasferiscono lì.

 

L' articolo in questione è il 24 bis. Funziona così: gli stranieri che decidono di trasferire in Italia la loro residenza potranno scegliere di pagare una tassa fissa di 100 mila euro l' anno a prescindere dal loro livello di reddito. Tecnicamente si tratta di una «imposta sostitutiva dell' imposta sui redditi delle persone fisiche calcolata in via forfettaria». Di fatto è una norma acchiapparicchi.

dan bilzerian in italia  4dan bilzerian in italia 4

 

Perché la tassa fissa da 100 mila euro sarebbe conveniente solo per chi ha redditi molto elevati e nel suo Paese d' origine finisce per versare al Fisco molto di più. Il meccanismo viene descritto nei dettagli: per chi ha intenzione di trasferirsi in Italia la tassa fissa non è né un diritto automatico né un obbligo. Si tratta di una scelta e si deve presentare domanda all' Agenzia delle Entrate, che fa i suoi controlli con il Paese di provenienza prima di prendere una decisione.

 

Se la domanda viene accettata, lo straniero deve impegnarsi a mantenere la residenza in Italia per un periodo di almeno nove anni. Scaduti i nove anni la tassa fissa non c' è più: lo straniero può decidere di rimanere a vivere nel nostro Paese, pagando da quel momento in poi le normali tasse, molto più salate. Oppure trasferirsi altrove, magari in cerca di altre aliquote vantaggiose.

 

dan bilzerian in italia  1dan bilzerian in italia 1

Se però lascia il Paese prima dei nove anni previsti, perde il beneficio e deve pagare tutti gli arretrati.

La tassa da 100 mila euro va pagata una volta l' anno, con un versamento unico. Non può essere scalata da altre imposte o contributi. Se si salta un versamento scattano tutti i meccanismi di accertamento e riscossione previsti per i contribuenti normali. E si potrà anche perdere lo sconto con il rischio di dover pagare gli arretrati. Funzionerà?

 

Forse la norma è stata pensata anche per intercettare i possibili flussi d' uscita che potrebbero seguire la Brexit, l' addio del Regno Unito all' Unione Europea, con un percorso per altro ancora da definire. Anche se la norma acchiapparicchi riguarda le tasse pagate dalle persone fisiche.

 

Per le aziende, in realtà, c' è un' altra misura di cui si era già parlato nei giorni scorsi perché era presente anche nelle bozze precedenti della manovra. Si tratta delle agevolazioni, anche sui visti di ingresso, per chi decide di investire nel nostro Paese sia in start up, sia in aziende già esistenti a condizione di creare nuovi posti di lavoro. La norma acchiapparicchi sembra chiudere il cerchio.

 

RENZI PADOANRENZI PADOAN

Sempre che l' intero pacchetto regga nel testo della manovra che verrà trasmesso al Parlamento. Dall' approvazione in Consiglio dei ministri sono passate ormai due settimane. Ieri sera il ddl è stato inviato al Quirinale con la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e in una versione più asciutta. Modifiche e cambiamenti sono ancora possibili.

 

 

2. PADOAN VA ALL' ATTACCO: "REGOLE UE SCRITTE MALE" LA MANOVRA AL QUIRINALE

Alberto D'Argenio per ''la Repubblica''

 

Una giornata di incontri e di polemiche a Bratislava, dove la prima fila dei ministri finanziari della moneta unica si è ritrovata per la conferenza sull' economia europea. Gli occhi erano puntati sulla bilaterale tra Pier Carlo Padoan e il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, che seguiva di poche ore la lettera di risposta italiana ai dubbi di Bruxelles sulla manovra. Manovra che proprio ieri sera il governo ha inviato al Qurinale e che Padoan è tornato a difendere: «È scritta nel rispetto delle regole europee».

 

L' Italia contesta però le norme europee, in particolare quelle sui criteri Ue per stabilire le porzioni di risanamento ai governi nonché la frazione, al posto dell' intero, delle spese per sisma e migranti scomputabile dal deficit. Ieri Padoan lo ha detto chiaramente a Moscovici: «Le regole vanno rispettate, ma a volte sono chiaramente disegnate male, vanno migliorate ».

 

PIERRE MOSCOVICIPIERRE MOSCOVICI

Il faccia a faccia è stato «costruttivo e positivo», affermavano entrambe le delegazioni, «ma non risolutivo», ha aggiunto Moscovici pur usando toni distensivi verso il governo Renzi. La sensazione è che Bruxelles - la cui forza politica si sta affievolendo - voglia cercare l' accordo con Roma evitando virulente polemiche con uno dei principali paesi dell' Unione in un momento di crisi tra Brexit e migranti. Così Moscovici è arrivato a definirsi «fiducioso sul fatto che si troverà sempre una soluzione con l' Italia » sui migranti. Lo stesso commissario ha rivendicato la legittimità di un «uso intelligente delle regole» che «offrono spazi di manovra» su terremoti e richiedenti asilo.

 

E ha richiamato lo statement politico con il quale venerdì scorso i leader hanno sottolineato che le spese per migranti dei paesi di frontiera devono essere riconosciute. Tra l' altro il francese ha affermato che «l' Italia è membro fondatore e terza potenza economica dell' euro, Renzi è un europeista impegnato e sappiamo tutti che l' Italia sta producendo un bene pubblico per gli altri fronteggiando l' afflusso di rifugiati, per questo occorre solidarietà».

 

La certezza è che il 31 ottobre la manovra non sarà bocciata. La sensazione è che la Commissione stia cercando le vie tecniche per venire incontro a parte delle richieste di Roma, che a sua volta dovrà cedere qualcosa. Il tutto per arrivare a un ok non traumatico alla Finanziaria con nuovo esame a maggio.

 

wolfgang schaeuble schauble  1wolfgang schaeuble schauble 1

Ma le difficoltà sono molte, come ha dimostrato ieri il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble che a Bratislava ha attaccato Bruxelles affermando: «Abbiamo bisogno di istituzioni neutrali, la Commissione è diventata politica e questo rende più difficile imporre il rispetto delle regole». Il Finanzminister è poi tornato a dire che la sorveglianza sui conti dovrebbe passare all' Esm, il fondo salva- stati, organo totalmente tecnico, auspicando che se ne discuta nei prossimi mesi. Moscovici ha difeso le scelte di Bruxelles sottolineando che «la Commissione non è politicizzata ».

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO