asor rosa 1

LA DEMOCRAZIA DI ASOR ROSÈ - IL MARXISTA CHE VOLEVA IL GOLPE ANTI-CAV ORA PIANGE PER LA CACCIATA DI MARINO - MONTANELLI LO SPIEGO’ MEGLIO DI TUTTI: “ASOR ROSA? LO SI PUÒ LEGGERE DA SINISTRA O DA DESTRA, E VUOL DIRE LA STESSA COSA, CIOÈ NIENTE”

ASOR ROSAASOR ROSA

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

L’età matura, l' alto grado di acculturazione, una lunga esperienza nelle cose della politica. Un po' di stanchezza. Sono tutti buoni motivi per i quali Alberto Asor Rosa - 82 anni, 40 di progressista carriera universitaria, una trentina di poderosi volumi di critica e storia della Letteratura alle spalle e davanti un futuro ancora inguaribilmente ottimista nelle «magnifiche sorti e progressive» dell' umanità - può cambiare idea, ma non l' ideologia. Che è, e rimane, operaista, marxista, radicale.
 

capal20 alberto asor rosacapal20 alberto asor rosa

Pochi giorni fa ha firmato l' appello dei vip a sostegno di Ignazio Marino perché, sebbene sotto attacco, sebbene criticabile da molti punti di vista, sebbene in difficoltà nel gestire una realtà come la Capitale, il sindaco «ha vinto regolarmente primarie ed elezioni», quindi democraticamente non si può toccare.

 

MARINOMARINO

Applicando il medesimo principio, ma al contrario, Asor Rosa all' epoca (si era nella primavera del 2011), di fronte a un governo che aveva vinto regolarmente le elezioni ma aveva il vizio di essere presieduto dall' arcinemico Berlusconi, invocò sul Manifesto uno «stato di emergenza» che prevedesse la mobilitazione di carabinieri e polizia per «congelare la Camere, sospendere le immunità parlamentari, restituire alla magistratura le sue capacità di azione» e liquidare con la forza l' esecutivo in carica. Prove tecniche di colpo di Stato.

 

ALBERTO ASOR ROSA WALTER VELTRONI EUGENIO SCALFARI ALBERTO ASOR ROSA WALTER VELTRONI EUGENIO SCALFARI

In un momento di feroce guerra civile fra irriducibili berlusconiani e antiberlusconiani con la bava alla bocca, fu probabilmente il testo più letto e commentato dell' intera carriera del professore romano. Di certo il più divertente. Chi, ieri, in nome di più alti principi etici chiedeva una «prova di forza» contro il premier votato dal popolo, oggi, in costituzionale ossequio alle regole dello Stato repubblicano, mette la sua autorevolezza di scrittore a sostegno di quanti in piazza gridano «Marino resisti». È curioso.
 

In realtà, se Asor Rosa da scrittore è sempre stato fortemente critico sul filone populista nella letteratura italiana, da agitatore politico la piazza gli fa schifo.

 

8cap25 alberto asor rosa8cap25 alberto asor rosa

Antidemocratico travestito elegantemente da perbenista e comunista pervicace con terrazza sul capitalismo, quando pochi anni fa un' immobiliare toscana volle edificare un gruppo di villette non molto lontano dal casale dove è solito ritirarsi d' estate «per godere una serena vecchiaia al riparo della frenesia caotica della città»

 

berlusconi con gli amministratori di forza italia  1berlusconi con gli amministratori di forza italia 1

(come scrisse il suo avvocato), il professor Asor Rosa stroncò i costruttori chiedendo un risarcimento di 500 milioni di euro perché «costretto a vivere in una zona completamente stravolta, snaturata, a contatto con centinaia e centinaia di turisti domenicali che turberanno irrimediabilmente la pace e la serenità del luogo».

 

Non c' è nessuno che disprezzi il popolo più di un marxista. Comunque, l' immobiliare lo querelò chiedendo un milione di danni. Poco male. Non c' è nessuno più ricco di un intellettuale di sinistra.
 

BERLUSCONI BUNGA BUNGABERLUSCONI BUNGA BUNGA

 

ASOR ROSA 1ASOR ROSA 1

Peraltro, quando quest' estate, per rimediare all' immondizia accumulata dal sindaco Marino per le strade di Roma l' attore Alessandro Gassmann invitò i suoi concittadini a prendere la scopa e scendere in strada a pulire, l' insigne italianista rispose sprezzante: «Io non ci penso proprio! Pago regolarmente ingenti tasse per la nettezza urbana. E pretendo di vedere gli operatori ecologici lavorare». C' è di buono che non li chiamò volgarmente spazzini. Una lunga frequentazione estiva (solo a giugno però) dell' école capalbienne insegna come comportarsi con i «cari inferiori». L' ultima spiaggia del bon ton.
 

Strenuo difensore della letteratura alto-borghese più di quanto abbia sopportato i vizi delle masse (dal quinto piano della sua bella casa a ridosso del Vaticano mal sopporta i turisti vocianti che schiamazzano per Borgo Pio: «È sempre così, mi rassegno, che debbo fare?», si lamentò in un' intervista per i suoi 80 anni), Asor Rosa è sempre stato un sereno paladino dello squadrismo intellettuale - non si fa mai mancare nulla quando si tratta di attaccare l' avversario ideologico - e un fiero campione del narcisismo morale.

 

capal11 alberto asor rosacapal11 alberto asor rosa

Ancora recentemente intervistato da Repubblica ha spiegato che «la Sinistra deve recuperare il suo senso di superiorità». Un consiglio dato - si noti - alla classe politica e intellettuale più arrogante e culturalmente razzista dell' Occidente, che liscia il popolo quando la vota e gli dà del rimbecillito (di solito dalle televisioni private) quando le volta le spalle.
 

Una vita spesa tra politica e letteratura, per Asor Rosa la prima ha sempre avuto la meglio sulla seconda (la critica o è militante o non è) e la seconda è stata un utile corollario della prima. È stato direttore del settimanale del Pci Rinascita , ha planato da barone rosso su quasi mezzo secolo di università e - in anni di granitica egemonia culturale della sinistra in Italia - portò a casa la direzione della monumentale Letteratura italiana pubblicata dal marchio dello Struzzo.

 

capal22 alberto asor rosacapal22 alberto asor rosa

A proposito. Non staremo malignamente a ricordare di quando Giulio Einaudi, non si sa se per scherzo o per lapsus, lo chiamava Asor Rosé. Almeno, però, all' epoca era un' autorità della maison di via Biancamano. Oggi il professore è costretto a presentare un qualsiasi Nicola Lagioia al primo premio Strega che passa, e per di più in coppia con Concita De Gregorio. Non c' è Asor senza spine.
 

La grande storia è impietosa, quella piccola è nota. «Asor Rosa, sei un palindromo» scrissero un giorno sui muri della Sapienza gli indiani metropolitani, l' ala creativa del movimento del '77, alludendo al fatto che da sinistra Asor era un rivoluzionario, da destra si rifiutava di dare 30 a tutti. Indro Montanelli, che certo non simpatizzava con gli studenti che occupavano le facoltà, spiegò a modo suo sul Giornale il significato sia della parola sia della persona: «Lo si può leggere da sinistra o da destra, e vuol dire la stessa cosa, cioè niente».
 

asor rosa walter tocci emanuele macalusoasor rosa walter tocci emanuele macaluso

Certo, Montanelli era perfido. Però non si possono non riscontrare fastidiose contraddizioni nell' uomo e nell' intellettuale. Contraddizioni nei confronti del Partito comunista (dal quale uscì nel 1956 per i fatti di Ungheria e poi ci rientrò nel 1972 per i fatti suoi), nei confronti dell' università italiana (dove ha insegnato per una vita e che nella lezione d' addio ha definito con elegante riconoscenza «la peggiore dell' emisfero occidentale»), nei confronti della sinistra stessa

 

(prima è stato comunista non togliattiano, poi operaista con Toni Negri, quindi ideologo di Occhetto, dopo consigliere di D' Alema, infine consulente di Cofferati) e anche nei confronti della verità storica: per uno nato nel 1933 che ha conosciuto la dittatura, le leggi razziali, un conflitto devastante, un Paese diviso dalla guerra civile e l' eco della Shoah, dichiarare - come fece qualche anno fa - che «il governo Berlusconi rappresenta senza ombra di dubbio il punto più basso nella storia d' Italia dall' Unità in poi. Più del fascismo? Inclino a pensarlo», è più che una randellata ideologica. È un' idiozia pericolosa.

 

Oggi, infatti, il professor Asor Rosa - come ha confessato recentissimamente - guarda con tenerezza al Cavaliere, «il quale non è stato capace di elaborare il progetto che Renzi invece sta mettendo vittoriosamente in campo, cioè avere sull' Italia un controllo totale». Tutto sommato, era meglio prima. È il destino, e la nemesi, dei progressisti. Rimpiangere sempre il passato.

fausto bertinotti alberto asor rosafausto bertinotti alberto asor rosa8c12 furio colombo asor rosa8c12 furio colombo asor rosa8c26 asor rosa8c26 asor rosa

 

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…